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lunedì 17 giugno 2013

My Caesar Salad con Salsa Senza-Nome e crostini speziati


La Caesar Salad naque nelle cucine di un ristorante a Tijuana, in Messico, grazie alla fantasia e all'estro dello chef italiano Cesare Cardini, emigrato negli Stati Uniti, dove mostrò la sua bravura e le sue doti culinarie, pur mantenendo sempre costante il ricordo della tradizione del "Bel Paese". Detto questo, a mo' di sapientona tutto-sa-e-tutto-dice, ammetto che, naturalmente e senza falsità, nel momento in cui lessi della Caesar Salad (che già conoscevo di nome e mangiata anche varie volte e vista in parecchi programmi di cucina), designata come ricetta del mese di giugno, beh - diciamola tutta - non avevo idea di come, quando, e soprattutto da chi fosse nata. E, come quando ci si interroga sul proprio naso dopo avercelo avuto in viso per tutta la vita (in maniera pirandelliana, esattamente!), mi son chiesta perché "Caesar". Oh, ciascuno, nella propria mente, si dà le spiegazioni che trova, mica argomentazioni da sofista, ecco! La prima cosa che pensai fu (è ridicola, ma ci sto scrivendo un post, quindi ve la devo dire per forza!) a Giulio Cesare intento a cucinare con la venerabile Julia Child. Forse di questa "fantasia" avrà colpa anche mio figlio, che ogni tanto ho sentito disquisire su argomenti di letteratura latina antica. Allora mi va di espandere questa mia (errata) associazione di idee, dettata dall'ignoranza e da un pizzico di follia sana, in una cosuccia che, al sol pensiero, mi fa sbellicare dalle risate. Ve lo prometto: dopo parlerò della ricetta, ma, prima, godetevi un po' 'sta scenetta (alcune frasi sono state realmente pronunciate da Julia Child, quindi non date a me la colpa!)


- Il dado è tratto, donna! - esclamò Giulio Cesare entrando con prepotenza nella cucina di Julia Child, allestita per un nuovo appuntamento del programma televisivo The French Chef. Le telecamere si spostarono al suo passaggio, tutti rimasero sbalorditi dai calzari, dalla toga e dallo spadone che teneva alla cintura. Qualche paggio lo seguiva (Bruto non c'era, aveva una congiura da preparare) e spargeva petali di rose dappertutto, invitando i cameramen a inchinarsi davanti al divo Cesare. Julia Child si stava sistemando la sua acconciatura sbarazzina e ripassava qualche battuta in francese che le casalinghe americane, in ogni caso, non avrebbero affatto capito. Udito il richiamo del generale, subito accorse a vedere che succedeva. Lo vide mentre cercava di convincere la truccatrice a giocare a dadi con lui, e allora, sagace com'era, fece un cenno al cameraman di turno. - Siamo in Onda!- disse lui, accendendo la telecamera. A causa delle luci accecanti dello show, Cesare si coprì gli occhi con la tunica, così come avrebbe fatto per non vedere le pugnalate di parecchi congiurati (era un tipo ripetitivo, Cesare). - Benvenuti nella Cucina di The French Chef, casalinghe degli Stati Uniti d'America. Oggi abbiamo un ospite ad allietare la nostra cucina: ecco a voi Giulio Cesare! - disse con aria comica Julia Child. Una telecamera fece il primo piano del viso di Cesare: una smorfia fu visualizzata negli schermi vecchiotti di americani affamati di hamburgers. cesare non capì cosa succedeva, ma stese al gioco. - Donna, se vuoi la pace, preparami qualcosa di buono! - disse alla cuoca, avvicinandosi ai fornelli. - Oggi si prepara la Caesar Salad, caro ospite, quindi cominciamo subito dal pollo. Sai, Cesare, massaggio sempre il pollo con una generosa quantità di burro. Perché? Beh, credo che al pollo piaccia. E cosa ancora più importante, mi piace farlo!- esclamò prendendo un buon petto di pollo. 


- Farai il massaggio dopo avermi cucinato un buon pranzetto! Dai a Cesare quel che è di Cesare, donna! - le rispose come comandando una legione. Si misero insieme a tagliare lattuga, a cucinare il pollo, a preparare la salsa. Cesare osservava con aria stranita i movimenti della donna e, ogni tanto, dava uno sguardo a quegli aggeggi luccicanti e riflettenti che lo attorniavano come un gruppo di nemici. - Sei francese, donna? Dovresti leggere il mio De bello Gallico, invece di perder tempo a massaggiar polli - ridacchiò diretto alla Child, dato che stava canticchiando la Marsigliese a squarciagola. - In Francia, o come dici tu, in Gallia, ho imparato una cosa: se sei sola in cucina e ti cade l’agnello per terra, raccoglilo. Chi mai lo verrà a sapere? - disse guardando verso il cameraman. Cesare non approvò molto, ma aiutò la donna ad impiattare. Si spostarono allora in un'altra parte dello studio, adibito a ristorantino della Belle Epoque, con tanto di lampadari luccicanti e fumo nauseabondo di sigarette (Cesare pensò che ci fosse un incendio!). -Penso che ogni donna dovrebbe avere una fiamma ossidrica - disse, a quel proposito, la cuoca. Si sedettero con una Caesar Salad ciascuno e Cesare stava per cominciare a divorare tutto. Ma Julia Child lo fermò: - Saluta il pubblico delle casalinghe americane incompetenti, non è educato mangiare senza salutare! Cesare fece un cenno al cameraman e gli chiese un primo piano. Poi, trionfante come se avesse vinto una battaglia, disse a tutta voce: - Venni, vidi e Mangiai!

Io sto morendo dal ridere, ma adesso mi tocca ritornar seria (e sapientona?) per potervi illustrare la mia versione della Caesar Salad. Io ho usato, a parte gli ingredienti indicati da Leo, cetrioli, mandorle, una salsina carina carina (denominata Senza Nome, perché è stata frutto delle mie paturnie mentali, perché, se esiste già così, non ne ho la più pallida idea!) e dei crostini speziati homemade, ideali per un'insalata come questa, ma anche da soli, per uno squisito aperitivo. 

My Caesar Salad con Salsa Senza Nome e crostini speziati 

Ingredienti
Per la Caesar Salad
- 1 insalata trocadero
- 1 manciata di mandorle tostate
- 1 cetriolo lungo
- 1 petto di pollo
Per la Salsa Senza Nome
- 3 cucchiai di olio EVO
- 100 ml di panna liquida fresca
- 2 cucchiaini di maionese
- 2 cucchiaini di senape
- 3 gocce di Salsa Worcestershire
- aceto di mele q.b.
- pepe q.b.
- 1/2 cipolla piccola
Per i crostini speziati
- 250 gr di farina di semola di grano duro
- 100 ml di acqua tiepida
- 1/2 cucchiaino di zucchero
- 12 gr di lievito di birra
- 3 cucchiai di olio EVO
- 1 pizzico di sale
- 2 cucchiai di grana
- 1 cucchiaio di semi di sesamo
- 1 cucchiaio di origano
- sale e pepe q.b.
- (altro) olio Evo q.b.

Preparazione. Cominciate dai crostini. Fate una fontana con la farina, di lato un pizzico di sale. Nell'acqua tiepida mettete lo zucchero e qui sciogliete il lievito; al centro della fontana mettete l'olio d'oliva e quest'acqua col lievito. Mescolate e cominciate a impastare fino a formare un panetto liscio ed omogeneo, che ricoprite con un panno. Lasciatelo in un luogo asciutto per farlo lievitare per circa un'ora. Quando è raddoppiato, prendete un pizzico del vostro impasto e formate tante palline, più grosse di una nocciola. In una ciotola mettete dell'olio d'oliva, in un altro mescolate sesamo, grana, origano, sale, pepe. Prendete una pallina, schiacciatela, bagnatela da un lato solo nell'olio e appoggiatela nel miscuglio di spezie. Ponete i crostini su una teglia ricoperta da carta da forno. Schiacciate ancora delicatamente con la punta delle dite e con una forchetta punzecchiate la superficie. Infornate a 200-220° per circa 10 minuti (appena sono ben dorati e croccanti, tirateli fuori!). Passate al pollo. (Massaggiatelo, se vi va, come fa Julia Child!). Ponete il petto su una padella antiaderente precedentemente riscaldata. Fatelo ben cotta, da tutti i suoi lati, poi salate e pepate solo leggermente. Passate alla salsa Senza Nome. In un barattolo mettete insieme olio, senape, maionese. Mescolate. Aggiungete la panna, le gocce di Worcenstershire. Mescolate. Pepate e mettete anche un po' di cipolla tritata davvero finemente e l'aceto di mele a piacere. Ecco pronto il condimento. Ora lavate l'insalata, asciugatela bene e ponetela a fondo del piatto o dell'insalatiera. Inserite il petto di pollo tagliato a listarelle, i cetrioli a rondelle, le mandorle tostate e condite con la Salsa Senza Nome. Come al solito, ma oggi ancor di più, Bon appètit!

Con questa ricetta partecipo alla Sfida di Giugno dell'MTC, Caesar Salad



sabato 1 giugno 2013

Crepes speziate alla panna, con patate e zucchine


Quella che vi racconto oggi è una storia vecchia come il cielo e antica come il tempo: la secolare inchiesta, mai risolta, riguardo alla duratura contesa tra il venerando Signor Guscio d'Uovo e la premurosa Signora Chioccia. Il processo continua da così tanti decenni, che ci si è dimenticati perfino del momento in cui cominciò (alcuni pensano che la lite risalga al tempo dei Dinosauri, altri ritengono che il principio di tutto sia riscontrabile nel periodo della formazione della Crosta Terrestre). In ogni caso, a non essere stato dimenticato è il motivo della discordia: fino ad oggi, inspiegabilmente, non si è riusciti a capire chi sia venuto prima, se l'uovo o la gallina. - No, badi a come parla - mi interrompe la Signora Chioccia - moderi i suoi termini, ochetta di una blogger! L'abbiamo offesa e me ne dispiace: è pur sempre una gallina, ma, in effetti, merita rispetto e commiserazione, dal momento che questo processo l'ha proprio stancata. - Infatti - aggiunge subito - per la rabbia faccio solo un uovo al giorno, e perfino malvolentieri, si figuri! Evidentemente la questione ha scosso tutta la sua persona così tanto, da renderle odiosa ogni minima forma di guscio. - Non me ne parli, ochetta-blogger! Ho una tale repulsione che, quando mi tocca covarne qualcuno, lo faccio fare a qualche mia amica, piuttosto che farlo io! Che situazione, ragazzi. Anche dall'altra parte, nel caso del secondo imputato, le cose non si sono messe bene, sapete? - Il suo è un eufemismo, signora - precisa adesso il Signor Guscio d'Uovo - dopo questa storia non dormo la notte e l'albume mi si frigge da sé, per la bile! L'azione diffamatrice della Signora Chioccia gli ha tolto da anni il lavoro, e per questo non ha potuto mai aprire la sua industria di Omelette: povero Signor Guscio d'Uovo.


  - Non lo scusi troppo, ochetta delle mie zampe, non lo scusi, sa?, perché, anche se nessuno vuole ascoltarmi, lui deve a me la vita, perdinci! La gallina ehm, la Signora Chioccia si scalda facilmente, come potete notare, e immediatamente giunge la saggia risposta della difesa. - Stia attenta a come parla, Signora Chioccia, perché, altrimenti, potrei chiamare a testimonianza perfino un bravo macellaio! Il Signor Guscio d'Uovo non ne può proprio più e ripete a tutti che lui ha pure una prova scientifica della sua superiorità: dice, infatti, che, secondo la teoria del Big Bang, l'Universo si è formato con l'esplosione di un suo trisavolo, il cosiddetto Uovo Cosmo Cosmico. E la scienza è dalla sua parte, signori e signore. - Screanzato e ingrato sei - lo calunnia la Signora Chioccia tutta rossa sul becco - ti meriteresti una beccata come si deve su quel guscio delicato! Come potete vedere, anche nel 2013 la questione non si è conclusa, l'inchiesta continua sempre e gli animi non si sono quietati: la Signora Chioccia insiste nel dire che lei è venuta prima perché madre per nascita e natura; il Signor Guscio d'Uovo ribatte imperterrito, avanzando disquisizioni astronomiche molto strampalate. E allora vi faccio una richiesta: chiunque sapesse qualcosa a riguardo, chiunque conoscesse la verità, chiunque avesse visto qualcosa di sospetto, chiunque volesse andare a testimoniare per una o per l'altra parte, è pregato di recarsi presso la Corte Generale dei Pollai e dei Tuorli Costituzionali. 


E per onorare questa Inchiesta su cui mi piacerebbe che voi diceste anche la vostra, ho preparato delle crepes, ragazzi. Riempite con panna, zucchine e patate diventano un pasto sostanzioso e d'una cremosità indicibile! Vi invito a farle, anche perché sono velocissime da fare, quando si hanno delle buone uova a disposizione. Quelle che vedete sono le uova delle mie gallinelle (dai, non mi faccio mancare niente nella mia campagna!) e quindi la genuinità è assolutamente garantita. E, se guardate alla fine del post, noterete anche una piccola sorpresa: la mia oca ha covato un uovo e da questo è nato un pulcino tenerissimo, il cui visetto ho voluto condividere con voi, dato che eravamo in tema, ecco. Bene, adesso siamo pronti per la ricetta, ma prima una considerazione: con tutte 'ste foto di uova, mi sembra Pasqua. E invece siamo a Giugno.


Ingredienti
Per le crepes salate
- 4 uova
- 1 pizzico di sale
- 125 gr di farina
- 200 ml di latte
- 1 pizzico di curcuma
- chiodi di garofano macinati q.b.
Per la farcitura
- 3 zucchine piccole
- 2 patate medie
- 1 pizzico di sale
- peperoncino q.b.
- 250 ml di panna da cucina
- 1 foglia d'alloro
- chiodi di garofano macinati q.b.
- 1 spicchio d'aglio
- curcuma q.b.
- 1 scalogno piccolo
- olio evo q.b.
- parmigiano q.b.

Preparazione. In una ciotola sbattete le uova con un pizzico di sale, di curcuma e di chiodi di garofano. Aggiungete piano la farina e mescolate senza creare grumi. Versate il latte. Mettete da parte. Nel frattempo tagliate a rondelle sottilissime le zucchine e le patate, dopo averle rispettivamente lavate e sbucciate. In una padella antiaderente mettete circa quattro cucchiai di olio d'oliva, dove aggiungete lo spicchio d'aglio (che subito toglierete) e lo scalogno tagliato sottilmente. Fate soffriggere le patate e le zucchine per circa dieci minuti, a fuoco moderato. Aggiungete sale, curcuma, chiodi di garofano macinati, un pizzico di peperoncino. Mescolate bene e infine aggiungete la panna. Dopo qualche minuto, spegnete il fuoco, il condimento è pronto. Prendete una padella antiaderente piccola riscaldata, al centro versate un mestolo piccolo del vostro preparato per le crepes. Con un gesto rotatorio, spianate lungo la superficie della padella. Quando notate che la parte inferiore è dorata, alzate un lembo, lo prendete e lo girate con un colpo veloce senza rompere la crepe. Fate dorate l'altra parte e procedete così per le altre. Terminato il tutto, riempitele una ad una con il composto e chiudete in quattro. Adagiate a schiera le crepes ripiene su una pirofila da forno. Irrorate con un filo d'olio extravergine d'oliva e spolverate con parmigiano. Infornate a 200° per circa cinque/dieci minuti. Verranno leggermente croccanti. Bon appètit.



lunedì 11 febbraio 2013

Red Velvet Honeymoon Cake



L'esperienza della prima sfida dell'MTChallenge è stata meravigliosa: ho toccato con mano una tradizione e l'ho resa mia, con rispetto e cura. L'essere stata scelta per i 30mm ha coronato una sfida che, per quanto mi riguarda, mi ha aperto gli occhi e mi ha dato soddisfazioni che non dimenticherò. E questo mese si cambia musica, ehm, si cambia piatto, volevo dire! La bellezza dell'MTC è proprio questa, la varietà: di sapori, di vite, di invenzioni, di abbinamenti, di tradizioni. Questo mi affascina e mi fa sorridere di cuore. Pertanto, nuovo mese, nuovo tema su cui bisogna cimentarsi e mettercela tutta: la cucina senza glutine, da applicare in un dolce che non conoscevo, la Red Velvet Cake. La scelta di febbraio mi è sembrata molto indicata e abbastanza tosta. Cucinare è la cosa meno egoistica di questo mondo, secondo me: non si cucina solo per sé, è necessario che ci sia qualcuno, anche uno soltanto, a cui condividere una passione, a cui far assaggiare il frutto della nostra fatica, il prodotto dell'inventiva, il risultato di mille e pazzi tentativi. Altrimenti non c'è gusto, altrimenti non c'è cucina. Partendo da questo sacrosanto presupposto, stavolta mi son messa nei panni di un celiaco. Fortunatamente oggi le cose sono un po' cambiate, ma prima si era davvero poco accorti. Mi ricordo scene disastrose nei ristoranti, per esempio, quando i clienti venivano presi per "esigenti", invece di essere ascoltati. Cucinare per altri è anche ascoltare gli altri: capire le esigenze, i problemi, l'altro, in ogni sua sfaccettatura. Non si può cucinare per un altro senza capire chi è. Cucinare per un celiaco è comprenderne la difficoltà e cercare di venirgli incontro per evitarla. Il risultato è una tavola imbandita. Immaginatela: tutti seduti davanti al proprio piatto colmo di amore, tutti, proprio tutti, senza nessuno che guardi in aria, dispiaciuto che il suo piatto sia d'un bianco insopportabile, lindo da far paura, per nulla amorevole, freddo, vuoto, muto. E questa tavola imbandita, in cui tutti sorridono affondando la forchetta o mangiando un pezzo di una torta rossa come il velluto, me la son figurata fin dall'inizio e la vedo ancora adesso, mentre vi scrivo, sperando di metterla in atto, di realizzarla con chiunque venga a condividere qualcosa di mio. Con questo spirito ho preparato la torta: l'ho denominata Red Velvet Honeymoon Cake, perché, rispettando alla lettera il procedimento dell'impasto di Stefania, come da regolamento, ho variato la ricetta celiaca, stando attenta all'uso di ingredienti senza glutine, farcendola con una crema di ricotta e miele, finissima, morbidissima e profumatissima. "Honeymoon", perché la lucentezza della copertura mi ha fatto pensare che questo dolce, tipico di S.Valentino, potrebbe andare benissimo per festeggiare una luna di miele dolcissima. Vi lascio alla preparazione, contenta del fatto che, se venisse a trovarmi un celiaco, avrei qualcosa di buono da servirgli, assieme ad una calda tazza di tè. 


Ingredienti
Per la torta (dosi di Stefania)
- 160 gr di farina di riso sottilissima tipo amido (LoConte)
- 60 gr di fecol (Auchan)
- 30 gr di Maizena
- 1/2 cucchiaino di sale
- 8 gr di cacao amaro (Venchi)
- 110 gr di vurro non salato a temperatura ambiente
- 300 gr di zucchero
- 3 uova medie
- 1 cucchiaino da caffè di estratto di vaniglia
- 240 ml di latte e 1 cucchiaino di limone per il buttermilk
- 1-2 cucchiai di colorante rosso (LoConte)
- 1 cucchiaio di aceto bianco
- 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
Per la farcia
- 900 gr di ricotta fresca di pecora 
- 2 cucchiai di miele di fiori d'arancio
Per la copertura
- 450 gr di ricotta fresca di pecora
- 500 ml di panna fresca da montare
- 1/2 cucchiaio di zucchero a velo
- 1 cucchiaio di miele di fiori d'arancio
- 5 fragole (+ un cucchiaino di miele)


Preparazione. Pre-riscaldate il forno a 175°C. In un recipiente mescolate le farine, il sale, il cacao. In un altro recipiente, sbattete il burro per 2-3 minuti, finché sarà soffice e poi aggiungete lo zucchero e sbattete per altri 3 minuti.Aggiungete le uova, una alla volta, sbattendo 30 secondi dopo ogni aggiunta. Mescolate il colorante al buttermilk e quindi versate poco per volta al composto di burro, alternando le polveri al buttermilk. Possibilmente iniziate e finite con la farina. Aggiungete anche la vaniglia e mescolate. In una tazzina (capiente) mescolate il bicarbonato all’aceto bianco, facendo attenzione a versarlo subito nell'impasto (altrimenti ve lo troverete per tutta la cucina) e incorporatelo bene con una spatola. Imburrate due teglie da 20 cm e spolverizzate con farina di riso. Fate cuocere per 40/45 minuti, o finché non vedete che è cotto (con il trucchetto dello stuzzicadenti!). Lasciate raffreddare la torta dentro la teglia (potete usarne anche una in silicone, ma è meglio usare la  carta forno per evitare contaminazioni) per 10 minuti. Poi toglietela dalla teglia e lasciatela raffreddare, quindi fasciatela nella pellicola trasparente. Fatela riposare in frigo per diverse ore (io l'ho lasciata tutta la notte). In questa maniera sarà più facile da tagliare senza che si sbricioli e sarà più semplice mettere la farcitura. A questo punto preparatela. Mettete in una ciotola la ricotta, aggiungete i due cucchiai di miele e mescolate bene, fino ad ottenere una crema liscia ed omogenea. Allora tagliate la base della prima torta in due e fate lo stesso con la seconda torta. Riempite di crema ogni disco (io ho eliminato un disco della seconda torta, facendo in tutto due strati di crema, poiché la quantità di ricotta che ho usato non sarebbe bastata a farne un terzo!). Passate alla copertura. In una ciotola montate la panna con lo zucchero a velo. In un'altra mescolate la ricotta con un cucchiaio di miele. Unite i due composti e sbattete con le fruste elettriche per un paio di minuti. Ricoprite l'esterno di tutta la torta. Al centro, con le fragole tagliate a fettine, formate un disegno più o meno floreale, a vostro piacere, e, con l'aiuto di una sac à poche, decorate i lati della torta con piccoli ciuffetti tutto intorno. In un pentolino mettete un cucchiaino di miele, scioglietelo in pochi secondi, e spalmatelo, usando un pennello, sulle fragole, donando a queste lucentezza. Mettete in frigo e servite ai tutti i vostri ospiti. Bon appètit.

Con questa ricetta partecipo alla Sfida di febbraio dell'MTC: Red Velvet Cake



venerdì 7 dicembre 2012

Tarte al cioccolato con ricotta e crema di marroni



Sì, domani è il grande giorno. Domani comincia ufficialmente per me il Natale. Domani sera vedrò il mio albero (addobbato con molta cura e fatica - lavoraccio che mi ruberà tutta la mattinata!) scintillare come un ammasso di stelle tutto per me, a casa mia. Domani sentirò l'atmosfera natalizia impadronirsi delle ore dei giorni a venire. Sì, avete capito bene: sono entusiasta (come se fosse la vigilia, ecco!). Adesso, tanto per rimanere in tema, vi propongo un dolce di mia invenzione che ha catturato il palato dei miei familiari: la tarte era abbastanza grande, ma avevano intenzione di divorarla tutta in una volta. Fortunatamente l'ho impedito, non mi andava di vedere in fumo, in così poco tempo, la mia "opera". Domattina a colazione, mio malgrado, sarà naturalmente spazzata via ed il frigorifero non la conterrà più. Beh, in fondo è molto difficile resistere alla frolla al cioccolato, alla ricotta mista alla crema di marroni. Davvero, non si può. Ed ora capirete il perché.


Ingredienti
Per la frolla
-140 gr di farina 00
- 50 gr di zucchero a velo
- 15 gr di cacao amaro
- 100 gr di burro freddo
- 1 bustina di vanillina
- 1 tuorlo
Per la crema
- 300 gr di ricotta di pecora
Per la decorazione
- panna montata q.b.
- cioccolato fondente q.b.
- marrons glacés q.b.

Preparazione. In una ciotola mescolate la farina, lo zucchero a velo, il cacao, la vanillina, il tuorlo e il burro freddo a pezzettini. Lavorate rapidamente senza riscaldare troppo l'impasto. Formate un panetto e lasciatelo riposare per almeno due/tre ore. Nel frattempo preparate la crema, unendo alla ricotta la crema di marroni. Montate la panna e con il cioccolato fondente, sciolto a bagnomaria, fate dei decori a vostro piacere. Riposato il panetto, stendetelo e mettelo in uno stampo da tarte, imburrato ed infarinato. Con la forchetta punzecchiatene la superficie. Coprite con della carta forno e riempite di fagioli. Infornate a 180° per quindici minuti. Sfornatela, lasciatela raffreddare e farcitela con la crema di ricotta e marroni. Decorate a piacere, utilizzando la panna montata, strisce di cioccolato, anche degli ottimi marrons glacés. Bon appetit.

Con questa ricetta partecipo alla Raccolta di Cucina e Cantina


sabato 27 ottobre 2012

Tortino di patate in salsa alla melagrana


L'autunno, si sa, ha i suoi particolari. Foglie secche che cadono da alberi prima verdissimi, verdura di stagione dai colori caldi, frutta bizzarra ma buonissima. In quest'ultima categoria rientra la melagrana, frutto sanissimo dei miei melograni (ne cinque in tutto, ed in questo periodo sono carichissimi!). Neanche a dirlo, ho la casa piena di melagrane e non me ne dispiaccio affatto. Adoro questa stagione e mi piace, dopo cena, dedicarmi alla "sbucciatura" di questo frutto antichissimo. Poi porta anche fortuna, che è tutto dire. Oggi mi sono data ai miei stampini adorabili e superveloci, ho realizzato un impasto morbido e caloroso, assieme ad una salsina niente male, un tocco di originalità. Vediamo un po' cosa mi è frullato nella testa: sta a voi scoprire se è di vostro gradimento.


Ingredienti
Per quattro tortini
- 4 patate medie
- 200 gr di panna da cucina
- 5 cucchiai di farina 00
- 4 cucchiai di parmigiano
- noce moscata q.b.
- prezzemolo q.b.
- 2 uova
- 2 cucchiaini di lievito 
- pizzico di sale
- burro q.b.
Per la salsa 
- 1 melagrana
- 1 cucchiaio di maizena


Preparazione. Pelate le patate e grattugiatele finemente. In una ciotola sbattete le uova, inserite la panna, la farina, il sale, la noce moscata, il prezzemolo tritato, il parmigiano. Mescolate bene tutto e unite le patate. Imburrate e infarinate degli stampini e riempiteli con il vostro impasto quasi all'orlo. Infornate a 180° per circa venti minuti. Nel frattempo passate i chicchi di melagrana e ricavatene il succo (deve essere almeno mezzo bicchiere). Versatelo in un pentolino con la maizena. Portate a ebollizione fino a che la salsa s'addensa. Sfornate i tortini e decorateli con la salsa alla melagrana e qualche chicco. Bon appetit.

Con questa ricetta partecipo al Contest: Ce(sti)niamo


lunedì 15 ottobre 2012

Gratin di patate


Da bambina ne andavo pazza. Nelle feste principali non poteva mancare. In Svizzera è un piatto che scalda come un abbraccio, migliore di ogni focolare. La sua cremosità è divina, tuffarsi in una nuvola di panna e non stancarsi mai. Il profumo investe la casa, non si può resistere. E' di certo sostanzioso, gli ingredienti si uniscono a creare una pietanza che si scioglie in bocca, tanto è delicata. La superficie gratinata rende quella croccantezza apparente che lascia senza fiato e col piatto vuoto. In inverno lo preparo sempre, i miei figli adorano il mio gratin. Ho trasmesso alla mia famiglia questa tradizione, lontana di certo dal differente calore dei piatti siciliani. Io non ne posso fare a meno e, appena comincia il primo freddo, eccomi pronta a pelare patate e mettermi davanti al forno, emozionata. Una domenica con gratin di patate ed un bell'arrosto come secondo piatto donano alla giornata (e perfino alla settimana che inizia) un tocco magico ed insuperabile.







Ingredienti
- 2 kg di patate
- 150 gr di formaggio Gruyère
- 500 gr di panna fresca
- latte q.b.
- burro q.b.
- sale e pepe bianco q.b.
- noce moscata q.b.

Preparazione. Pelate le patate e tagliatele a fette sottili. Salatele e adagiatele su una pirofila, già imburrata. Fate uno strato di patate, versate un po' di panna, spolverizzate con gruyère grattugiato, noce moscata e pepe bianco. Ripetete questo processo quasi fino all'orlo della pirofila e all'esaurimento degli ingredienti. A questo punto mettete in superficie dei fiocchetti di burro sparsi. Ad un angolo della pirofila versate il latte, finché non vedete che copre quasi completamente tutti gli strati di patate che avete realizzato. Infornate a 180° per almeno un'ora e mezza. Sfornate e servite caldo il vostro gratin. Bon appetit.


Con questa ricetta partecipo al Contest: Tutto al gratin


venerdì 12 ottobre 2012

Mini-muffins all'uva


Piccoli ma buonissimi. Mio marito, stamattina, mi ha portato una ricca cassetta di uva da tavola red globe, con gli acini succosi e tondeggianti. Appena l'ho vista ho pensato subito che dovevo farne qualcosa, dovevo mettermi subito al lavoro. E così ho realizzato dei mini-muffins dolcissimi, mi sono stupita anch'io della loro morbidezza. Sono venuti ben dorati, al punto giusto, hanno convinto tanto e, come tutte le cose buone, sono sparite dalla circolazione in meno di un attimo. No, non ho una famiglia di cavallette divoratrici, tutti apprezzano la bontà di una cucina appassionata e sincera, è da un po' che l'ho capito. Allora procediamo.


Ingredienti
Per dodici mini-muffins
- 1 uovo
- 150 gr di farina 00
- 100 gr di zucchero semolato
- 150 gr di panna liquida
- 50 gr di burro
- 1/2 bustina di lievito
- 200 gr di uva red globe
- zucchero di canna q.b.

Preparazione. In una ciotola mettete il burro, a temperatura ambiente, e lo zucchero semolato. Lavorate con le fruste elettriche. Aggiungete l'uovo, la farina, il lievito ed infine versate la panna. Mescolate. Tagliate gli acini d'uva a metà, togliendo i semini fastidiosi, e inseriteli nell'impasto. Riempite i vostri pirottini per più della metà, cospargete con una manciata di zucchero di canna e infornate a 180° per circa venti minuti. Sfornateli e gustateli in un sol boccone. Bon appetit. 


Con questa ricetta partecipo al Contest: Muffin e Cupcake


domenica 7 ottobre 2012

Golden ciambellina con miele e cannella


Ho avuto una settimana abbastanza movimentata ed oggi, una splendida domenica, mi sono dedicata alla mia dolce cucina. I miei figli sentivano la mancanza dei miei pranzetti e devo dire di aver rimediato in tutto e per tutto (li vizio troppo, lo so). Nel frattempo ho anche avuto il tempo di dar voce alla mia fantasia culinaria nella preparazione di un dolcetto niente male. Le mele Golden sono le mie preferite, al mercato ne ho trovate alcune proprio belle. L'ispirazione è venuta subito, mi ha donato diverse opzioni, ma io ne ho scelta una: ed ecco a voi le mie Golden ciambelline, morbide e profumatissime. Il miele s'accompagna divinamente al sapore della mela e all'essenza della cannella, e poi, quando è miele assolutamente naturale (nel mio caso prodotto nell'agrumeto di mio zio), non possiamo che leccarci i baffi. 


Ingredienti
Per quattro ciambelline
- 1 uovo
- 1 mela Golden
- 60 gr di burro
- 80 gr di zucchero semolato
- 1 cucchiaio di miele di fiori d'arancio
- 150 gr di farina 00
- 1 cucchiaino di lievito
- latte q.b.
- buccia di limone grattugiata q.b.
- 1 cucchiaino di cannella
Per la decorazione
- panna da montare q.b.
- miele di fiori d'arancio q.b.
- zucchero a velo q.b.
- cannella q.b.
- qualche fettina di mela Golden


Preparazione. Mescolate il burro ammorbidito, lo zucchero ed il miele. Aggiungete l'uovo e la buccia grattugiata di un limone. Continuando a mescolare, inserite la farina, la cannella, il lievito. Se necessario, aggiungete un po' di latte. Tagliate la mela a dadini e mescolatela all'impasto. Imburrate ed infarinate i vostri stampini e non riempiteli fino all'orlo (più della metà andrà bene). Infornate a 180° per circa quindici/venti minuti. Sfornate le ciambelline e, appena sono raffreddate, spolverizzatele con zucchero a velo e cannella. Montate la panna, usatela come decorazione, accompagnando ogni dolcetto con una fettina di mela Golden, strofinata precedentemente su uno spicchio di limone, per donarle più duratura lucentezza. Irrorate con un cucchiaino di miele. Bon appetit.



Con questa ricetta partecipo al Contest: I dolci con le mele


venerdì 14 settembre 2012

Coco macarons con farcitura alla cannella


La scuola è ricominciata ed io ho rimesso le mani al volante ed i piedi sull'acceleratore. La cosa che mi piace di più dell'estate è di certo lo starmene a casa o in campagna, evitando a più non posso i traffici giornalieri. Poi, se proprio devo partire, mi tocca sorbirmeli anche in quel caso, è evidente! Benché io sia già molto occupata, questo blog mi dà sempre gioia e pensare a qualche ricetta, per particolari occasioni da foodblogger, mi fa tanto piacere ed allieta molto la mia giornata. Dopo il successo del mio Pavé (devo dire che siete stati generosi coi complimenti, vi ringrazio), torno di nuovo all'attacco con il cocco. Mi son detta: voglio preparare qualcosa che non ho mai avuto l'occasione, la pretesa o la forza di preparare. Qualcosa che sia elegante, ma di certo non troppo faticoso e lungo, altrimenti rischierei di sforare i miei tempi sempre troppo corti. Allora mi è venuta l'idea di cimentarmi coi macarons, questi biscotti che sanno di Parigi appena li si guarda. Ho notato parecchie ricette con procedimenti molto complicati e difficoltosi, ma credo che la mia vi colpirà per la sua semplicità e per la sua fattibilità, dal momento che ci tengo tanto ad essere sincera e precisa come posso nello spiegarvi il modo in cui realizzo le mie leccornie. E, reputando che cocco e cannella si sposano divinamente, perché non provare a metterli insieme? A questo punto non vi resta che leggere di seguito e magari decidervi a preparare anche voi i miei deliziosi macarons.

Ingredienti
Per quindici macarons
- 3 albumi
- 80 gr di farina di cocco disidratato
- 200 gr di zucchero a velo
- 25 gr di zucchero semolato
- pizzico di sale
Per la farcitura alla cannella
- 100 gr di cioccolato bianco
- 100 gr di panna fresca da montare
- mezzo cucchiaino di cannella


Preparazione. Parecchie ore prima del momento in cui servirete i vostri macarons, dedicatevi alla preparazione della crema con cui li farcirete. Sciogliete a bagnomaria i pezzetti di cioccolato bianco assieme alla panna ed alla cannella. Mescolate per farla raffreddare un po' e con la frusta elettrica montatela per almeno dieci minuti. Ponetela in frigo, per farla rassodare. Adesso passiamo ai macarons. Sbattete gli albumi, aggiungete il pizzico di sale e, non appena schiumano, lo zucchero semolato (io ho aggiunto, ad un impasto, anche un pizzico di cannella, ma questo solo se volete avere un effetto avana che potete vedere in alcuni macarons in foto). Sbattete con la frusta elettrica fino a che gli albumi non sono montati bene a neve. A questo punto con l'aiuto della spatola mescolate il composto con lo zucchero a velo e la farina di cocco, facendo molta attenzione a non smontarlo. Mettete l'impasto in una sac à poche e su una teglia coperta di carta forno fate dei mucchietti circolari del diametro di circa 3/4 cm. Lasciateli riposare per qualche minuto. Infornate a 120°, ma regolatevi a seconda del vostro tipo di forno, mi raccomando. Sfornateli quando sono cotti, ma non devono essere dorati, lasciateli, invece, bianchi. Fateli raffreddare e poi farciteli con la crema ormai ben soda e corposa.
Bon appetit.

Con questa ricetta partecipo al Contest: Il cocco



giovedì 12 luglio 2012

Farfalle delicate


Una ricetta dalla delicatezza impareggiabile, dalla gustosità sopraffina, velocissima da realizzare e buonissima per qualsiasi occasione, dalla cena con ospiti al rapido pranzo a due dell'ultimo momento. In famiglia ne vanno matti, la vorrebbero ogni giorno: io ve la propongo oggi.  

(Per quattro persone)
- 400 gr di farfalle
- 15/20 fiori di zucchina
- 1 patata media
- 2 zucchine
- 1 cipollotto
- 200 ml di panna da cucina
- 1 cucchiaino di dado granulare vegetale
- olio extravergine d'oliva q.b.
- pepe q.b.

Procedimento.
Cuocete le farfalle in acqua salata. Nel frattempo, in una padella antiaderente versate olio d'oliva abbastanza per soffriggere il cipollotto, le patate e le zucchine tagliate davvero molto finemente (devono essere quasi trasparenti), i fiori di zucchina a pezzettoni, per circa dieci minuti, aggiungendo poi il cucchiaino di brodo vegetale e spolverando di pepe. Versate la panna e mescolate, facendo mantecare per circa due minuti. Condite con questa delicatissima salsa le vostre farfalle e servitele calde (consiglio: se volete, spolverizzate con una manciata di Grana Padano). Bon appetit!

Con questa ricetta partecipo al Contest: Fiori di zucca e zucchina



sabato 7 luglio 2012

Pasticcini alle pesche con croccante alle mandorle


Ieri, in occasione d'un importante ed elegante cena da me preparata, sono stata parecchio indecisa sul dolce. Sì, non sapevo da dove cominciare e cosa inventarmi, anche perché il dessert doveva colpire i miei ospiti e adeguarsi al tono della serata: ci ho pensato molto, e alla fine ho deciso di abbinare pesche, mandorle e mascarpone, amalgamando gusti e consistenze da favola che stanno decisamente bene insieme. I miei convitati sono rimasti sbalorditi e mi hanno chiesto perfino la ricetta: spero che anche voi li proverete, in tal caso mi farebbe piacere sapere cosa ne pensate. Basta chiacchiere, passiamo agli ingredienti.

(Per 8 pasticcini)
Per il pandispagna
- 1 vasetto di yogurt intero alla pesca (125 gr)
- 2 vasetti di zucchero
- 2 vasetti di farina 00
- 1 vasetto di olio di mais
- 4 uova medie
- 1 bustina di lievito per dolci
- burro qb.
Per la crema
- 125 gr di mascarpone
- 150 gr di panna da montare
- 2 pesche
- 2 cucchiai di zucchero a velo
Per il croccante
- 60 gr di mandorle
- 100 gr di zucchero
Per la decorazione
- zucchero a velo qb.

Procedimento.
Come avrete capito, il mezzo di misurazione di alcuni ingredienti è il vasetto vuoto dello yogurt. Innanzitutto in una ciotola incorporate alle uova lo yogurt alla pesca. Con l'aiuto di un mixer con fruste mescolate, aggiungete lo zucchero e lavorate bene. Versate l'olio di semi, continuando a lavorare l'impasto. Lasciate da parte le fruste e amalgamate dall'alto in basso con la spatola il lievito e la farina, senza smontare il composto. Imburrate e infarinate le vostre formine di alluminio (vd. foto) e riempitele a metà. Adagiatele su una teglia sottile e infornate a 180° per quindici minuti. Quando li vedete come nella foto e la prova dello stecchino è riuscita, sfornate i vostri pasticcini, toglieteli dalle loro formine e fateli raffreddare.
Mentre attendete la loro cottura, occupatevi della preparazione del croccante alle mandorle. Prendete queste ultime, mettetele in una padella calda, tostatele. Quando sono tostate, mettetele da parte. Nella medesima padella fate caramellare lo zucchero. Allora aggiungete le mandorle nuovamente, mescolate. Versate il tutto su un foglio di carta forno e coprite con un altro. Col mattarello rendete sottile il croccante e, appena è un po' freddo, staccate i due fogli e con un coltello tagliatelo a scaglie. Ecco terminato quest'altro step, ora passate alla crema.
Montate la panna con l'aggiunta di un po' di zucchero a velo. In una ciotola versate il mascarpone e aggiungete una manciata di croccante precedentemente sbriciolato, un cucchiaio di zucchero a velo, tre cucchiai di panna e una pesca e mezza a pezzettini, naturalmente sbucciata. La crema è pronta. A questo punto prendete i pasticcini, tagliate circolarmente la parte inferiore come creando un tappo, scavando un po'. Mettete da parte questo “tappo”, riempite il buco che si è formato con la vostra fresca crema e richiudete. Spolverate bene e abbondantemente ogni pasticcino con lo zucchero a velo e adagiatelo su un piatto da portata.
Decorate con un ciuffetto di crema versando sopra il vostro croccante a pezzi e una fettina di pesca. Riponete i pasticcini in frigorifero e gustateli freddi. Bon appetit!

Con questa ricetta partecipo al Contest: Albicocca e Pesca



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