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lunedì 8 luglio 2013

Frittatine di ricotta al forno


E' il sole a mettere a dura prova le mie prestazioni fotografiche. Io sistemo tutto: il piatto, le posate, i ninnoli che ho scelto per la composizione. E aspetto la luce giusta. No, niente magie da fotografa provetta, non ne sono capace e non ho i mezzi adatti (la reflex è diventata un sogno lontano?). Diciamo che m'arrangio. Io , in ogni caso, aspetto la luce. A volte attendo che il sole cocente se ne vada. Altre volte un raggio di sole proprio mi ci vorrebbe. Il sole gioca con me, coi miei scatti: ci inseguiamo come se giocassimo a nascondino. Guarda che ti prendo, oggi. Nessuna illuminazione divina, magari qualche accecamento, questo ve lo assicuro! Il Sole d'estate è di certo il più birichino. Anche se oggi è stata una giornata nuvolosa (tuoni e lampi, fulmini e saette hanno fatto un bel concerto e, scusate il gioco di parole, mi hanno lasciato sconcertata!), il Sole, senza che io me ne fossi accorta, si è insinuato nel mio obiettivo. Ho scattato le foto stamattina e parecchie nuvole coprivano la zona in cui doveva esserci il Sole. Ma poi è spuntato con tutta la sua grazia e la sua prepotenza, coi suoi raggi dorati e la sua caparbietà celestiale. Mi hai stanato. Allora troverete un po' di luce nelle mie foto: la luce è sempre meglio delle tenebre e rischiarare è un atto d'amore e di verità. E poi, dicendovela io la verità, a me le frittate hanno fatto sempre pensare al Sole di mezzogiorno. Quel loro tocco dorato mi sa di Sole. Avranno anche il suo sapore? Questo post, come avete capito, ha deciso di brillare un po' ed è giusto farlo risplendere a voi. Vi invito allora a gustarvi queste frittatine di ricotta al forno che io ho trovato davvero congeniali per questa giornata (non c'era troppo caldo ed ho potuto accendere il forno con tutta tranquillità). Sono veloci, facili, sfiziose al punto giusto. E poi sono allegre. Come il Sole, no?


Ingredienti
- 3 uova
- 2 albumi
- 250 gr di ricotta di pecora
- 1 cucchaio di prezzemolo tritato
- 12 olive verdi snocciolate
- sale e pepe q.b.
- burro q.b.



Preparazione. In una terrina sbattete le uova e la ricotta. Aggiungete prezzemolo, olive tagliate a rondelle, sale e pepe, gli albumi ben montati a neve (facendo attenzione a non smontarli). Imburrate delle piccole pirofile o stampini, versatevi il composto. Infornate a 170° per venti minuti circa. Quando sono ben cotte, sformate le frittatine e servitele calde o fredde. Bon appétit.

Con questa ricetta partecipo al Contest Ricette e Ricotta
Categoria Finger Food Salati


domenica 30 giugno 2013

Profumo di Sicilia: Cannoli con ricotta

La Sicilia splende e non acceca mai. Gli occhi la guardano e l'anima risponde. Il sole l'illumina e il Mediterraneo la culla. L'afa la soffoca e il tramonto la rende regina. La tradizione le scotta la pelle, l'antichità le soffia all'orecchio. Ogni sasso è lava dell'Etna, ogni limone è un gioiello da custodire. 

Questa è la poesia che m'ispira la mia Sicilia, parole che vanno ben oltre il loro significato, parole che sanno di salsedine e rosmarino, di oliva e uva, di zagara e di arancia, di mare e di terra. L'appuntamento con Profumo di Sicilia è stato per me un viaggio nella mia regione, un contatto diretto con le città che la caratterizzano, con i piatti che più la rappresentano. E' stata una nuotata nel Mar Mediterraneo, una passeggiata su un carretto tutto dipinto. Scendere non si può, anche se oggi la Rubrica giunge al termine. Non si va via dalla Sicilia: essa splende sempre e non acceca mai. 

L'ultimo viaggio di questo mese (e mi scuso tanto di aver ritardato così prima di postare questa ricetta - prendete questo ritardo anche come il desiderio di prorogare al più tardi possibile questa rubrica che ha trovato me e voi tanto partecipi!), come stavo dicendo, l'ultimo viaggio di questo mese lo facciamo a Trapani, l'ultima provincia siciliana di cui mi tocca orgogliosamente di parlare. La ricetta che ho abbinato non è solo tipica del trapanese, ma è un altro simbolo della Sicilia tutta: non mi andava di lasciare questa rubrica senza avervi mostrato, a modo mio, con la mia semplicità, uno dei dolci-simbolo di questa regione. Certo, sto parlando del cannolo! Ma vi tocca attendere un po': prima andiamo in giro per Trapani.





Il profumo di sale è proprio caratteristico di Trapani, chiamata anche "Città del Sale" per la presenza delle sue notissime Saline. A sovrastare la città e a giganteggiare su tutto il panorama intorno è il Monte Erice, simbolo di forza ancestrale e potenza antica, che rende pittoresca la visuale. Ad aggiungere fascino e bellezza alle diverse qualità della città vi sono le splendide spiagge, sottostanti le cinquecentesche Mura di Tramontana (fossi in voi, ci farei un pensierino per questa estate già cominciata!). Attività che da sempre sostenta e caratterizza la zona del trapanese è la pesca, soprattutto del tonno (con la famosa, anche se piuttosto cruenta, mattanza). Dal punto di vista gastronomico, parecchie, anche nel caso di quest'altra provincia siciliana, sono le specialità e i piatti tipici: pasta al pesto trapanese, couscous di pesce, pasta con le sarde e moltissimi altri piatti a base di pesce, naturalmente. Ad aggiungersi a questa lista, che potrebbe essere interminabile grazie alle diverse varianti e tradizioni, è, come già preannunciato sopra, il cannolo (si annoveri anche, tra i dolci-simbolo della Sicilia, la cassata siciliana, di cui trovate ricetta e altro in un questo appuntamento di Profumo di Sicilia). Pare che l'origine del cannolo fosse inerente alle festività carnevalesche: non è un caso che il Carnevale sia, quasi sempre, la culla di molte specialità siciliane (e non solo), dal momento che il Carnevale, il momento più destabilizzante e liberatorio dell'anno, era il periodo in cui ci si poteva "permettere" leccornie simili, eheh! Secondo qualche documentazione a noi pervenuta, pare che lo stesso Cicerone nutrisse grande "venerazione" a questo re della pasticceria siciliana, a cui ancora si porta grande rispetto. E' così buono, che non si può andare in Sicilia e non mangiarne uno! (Se andate in Sicilia, guai a non fare una sosta prolungata in qualche pasticceria rinomata - sarete considerati eretici se non vi sottoporrete al gusto di una cassata o di un eccellente cannolo!). Il cannolo, in poche parole, possiede un involucro di pasta fritta croccante, riempito di solito con ricotta di pecora (io lo preferisco davvero così), oppure (in varianti più "profane") con crema pasticcera o al cioccolato. Io non ho resistito, ed ho voluto preparare i cannoli. Di solito è mia madre ad occuparsi della loro preparazione: tanto di cappello, lei è proprio abituata a farli, da una vita. Io, modestamente, ci ho provato e, dalla vista e dal gusto, vi assicuro che non sono niente male. Prima di salutarvi e di lasciarvi il procedimento, vi invito (se non l'avete fatto) a leggere anche gli altri appuntamento precedenti di Profumo di Sicilia in Rubriche. La Sicilia vi fa una riverenza e vi aspetta. Spero che questa rubrica sia stata di vostro gradimento. Grazie a tutti quelli che mi hanno seguita in questa piccola grande esperienza. Grazie.

Cannoli con ricotta

Ingredienti
- 250 gr di farina 00
- 40 gr di burro
- 1 uovo medio
- 1 albume
- 1 cucchiaio di zucchero
- 1 cucchiaio di olio d'oliva
- 1 cucchiaino di cacao amaro
- 2 cucchiai di marsala
- 2/3 cucchiai d'acqua
- 1 pizzico di sale
- 1 pizzico di bicarbonato
Per friggere
- olio di semi d'arachidi q.b.
Per il ripieno
- 600 gr di ricotta fresca di pecora
- 60 gr di zucchero a velo San Martino
- 1 pizzico di cannella
Per la decorazione
- zucchero a velo q.b.
- farina di pistacchio q.b.
- cannella q.b.

Preparazione. Cominciate dall'impasto. In una ciotola mettete farina, zucchero, cacao, sale e bicarbonato. Mescolate bene. Aggiungete il burro a pezzetti, l'olio, e strofinate il tutto con le mani. Al centro mettete l'uovo, l'acqua e il marsala. Impastate fino a formare un panetto liscio, omogeneo ed elastico. Coprite con pellicola e mettete da parte per qualche minuto. Nel frattempo setacciate la ricotta, aggiungete lo zucchero a velo, la cannella e mescolate bene. Ponete in frigo questa crema liscia e vellutata. A questo punto prendete il panetto e stendete col mattarello una sfoglia sottilissima. Ricavate dei cerchi di circa 12 cm di diametro. Dall'impasto ne potete ottenere circa quindici. Riscaldate una pentola con bordi alti, piena d'olio di semi d'arachidi. Usando le cosiddette "canne" (non pensate male, voi!) che potete vedere in foto oppure i cilindri da cannolo in acciaio, appoggiate al centro di ciascuno il cerchio di pasta. Piegate i due lembi, bagnandoli con un po' di albume sbattuto. Premete i lembi, altrimenti il cannolo si aprirà. Friggete ad uno ad una in olio bollente, ruotandoli continuamente per non bruciarli. Sfilateli dal cilindro e scolateli in carta assorbente. Riempiteli della crema di ricotta con un sac à poche e decorate spolverando con zucchero a velo e cannella, e immergendo la punta dei cannoli in farina di pistacchio. P.s. Io non l'ho fatto, ma dentro il ripieno si possono mettere gocce di cioccolato oppure pezzi di canditi.
Bon appètit.

Con questa ricetta partecipo al Contest Ricette e Ricotta


domenica 3 marzo 2013

Profumo di Sicilia { Speciale }: Cassata al forno



Non ho resistito. Non mi sono trattenuta. Non potevo non preparare la cassata. Lo so, lo so che dovevo scegliere una ricetta sola per ogni città, ma Palermo è il capoluogo di regione, quindi è giusto fare un'eccezione, mi è sembrato giusto organizzare un appuntamento "Speciale" con Profumo di Sicilia per parlare di qualcosa che è connaturato sì a Palermo, ma che è la più importante proprietà culturale, pittoresca, culinaria della Sicilia tutta, la cassata. Pertanto è questa la protagonista di questo Speciale (vi ricordo che potete accedere agevolmente a tutti gli altri appuntamenti mensili con le province, cliccando su Rubriche). Quella che stamattina ha monopolizzato la mia attenzione e tutta la mia pazienza (coi dolci ce ne vuole sempre troppa, mannaggia!) può essere considerata una nobilissima "antenata" della cassata classica che molto probabilmente vi aspettavate che io avessi preparato. Eh, no, miei cari, adesso vi spiego tutto per bene. Vi ho già raccontato di quegli invasori Arabi, no? Beh, non vi stupirete se adesso vi dico che a loro si deve l'invenzione di questo dolce strabiliante e risalente a tanti secoli fa, caspiterina! In effetti furono loro a fornire la Sicilia, e Palermo in particolare, di tutti gli ingredienti principali della ricetta originale: pensate allo zucchero di canna, ai limoni, al mandarino, all'arancio, alla profumatissima mandorla. Manca poco ed è quasi pronta una cassata rapidissima, direi. La ricotta, dite, manca la ricotta! No, quella non l'hanno portata gli Arabi (almeno questa ce l'avevamo già in Sicilia, mica si stava a bocca asciutta e con lo stomaco vuoto prima del loro arrivo!). 

Con tutte queste leccornie, si faceva proprio la Cassata al forno, ricoperta di pasta frolla. La leggenda narra che un arabo la preparò per la prima volta usando del formaggio fresco, forse la tuma, chiamando il dolce "Quas'at", ossia casseruola. Si dice che poi la ricetta venne modificata con la copertura in pasta frolla, infornando il tutto. Ecco perché vi parlavo di "antenata" della cassata universalmente conosciuta. Quest'ultima, invece, nasce da una rielaborazione normanna e spagnola, e prevede l'uso della frutta Martorana (bellissime ed adorabili riproduzioni in pasta di mandorla di frutta e altri soggetti di ogni tipo), del cioccolato (no, non può mancare mai!) e del pan di Spagna (ci vuole proprio un po' di sofficità quando si gusta!). Ma quando pensate alla Cassata Siciliana, cosa vi viene in mente? Sì, un dolce dai colori vivaci (arancione, verde e bianco predominanti) in una bella decorazione elegante, tipica: ecco, questa visione dell'immaginario collettivo la dovete a Salvatore Gulì, pasticcere che la realizzò così per un'esposizione dolciaria a Vienna nel 1873 e che influenza la sua preparazione e presentazione ancora oggi. Naturalmente non sto qui a spiegarvi come si fa, poiché io ho voluto prepararvi quella più antica, la sua progenitrice, ecco, a cui sono molto legata. La bontà di questo dolce (in entrambe le varianti, ovviamente) è infallibile ed inconfondibile: quando ne assaggiate una fetta, potete percepire la freschezza della ricotta, il tocco forte del cioccolato, il pizzichio zuccheroso dei canditi, la croccantezza della frolla e il lato morbido del pan di Spagna. Davvero, non c'è goduria migliore, non c'è bellezza più speciale. Speciale, appunto, come l'appuntamento doppio con Profumo di Sicilia di questo mese. Adesso lasciatemi descrivere le fasi di preparazione, ché, altrimenti, mi viene voglia di mettermi a setacciare ricotta e a stendere pasta frolla per prepararne un'altra per domani (e allora tutta la mia famiglia sarà destinata ad un diabete sicuro, dato che la cassata che vedete in foto è già sparita tutta quanta in meno di una giornata!). Spero di non avervi annoiato, e, anzi, di avervi messo l'acquolina in bocca (la cassata, chiunque la faccia, fa quest'effetto!) e di avervi fatto innamorare di un pezzo di Sicilia.

Cassata al forno

Ingredienti
Per il pan di Spagna
- 3 uova
- 150 gr di farina 00 (io Molino Chiavazza)
- 150 gr di zucchero 
- 3 cucchiai di acqua
- 1 bustina di lievito per dolci
- 1 pizzico di sale
Per la pasta frolla
- 400 gr di farina 00 (io Molino Chiavazza)
- 4 tuorli d'uovo
- 225 gr di zucchero
- 225 gr di burro 
- 3 cucchiai di marsala
- 1 pizzico di sale 
Per il ripieno
- 600 gr di ricotta di pecora
- 4 cucchiai di zucchero a velo
- 150 gr di canditi
- 150 gr di cioccolato fondente
Per la decorazione
- zucchero a velo q.b.
- cacao amaro in polvere q.b.

Preparazione. Cominciate dal pan di Spagna. In due ciotole dividete gli albumi dai tuorli. I primi montateli a neve ben ferma, con un pizzico di sale, i secondi sbatteteli con fruste elettriche, aggiungendovi lo zucchero, l'acqua, la farina, il lievito e infine, con la spatola, gli albumi a neve senza farli smontare. Imburrate e infarinate una teglia antiaderente di circa 25 cm e versatevi il composto. Infornate a 180° per circa 20 minuti (fate sempre la prova dello stecchino). Sfornate e lasciate raffreddare. Nel frattempo preparate la pasta frolla. Fate una fontana con la farina. Aggiungete un pizzico di sale, al centro mettete lo zucchero, la marsala, i tuorli d'uovo. Mescolate con l'aiuto di una forchetta, aggiungete il burro freddo tagliato a tocchetti. Impastate tutto velocemente ottenendo un panetto compatto e omogeneo, da ricoprire con pellicola trasparente. Ponetelo in frigo a riposare per almeno un'ora. In una ciotola versate la ricotta per setacciata e aggiungetevi lo zucchero a velo, 50 gr di cioccolato fondente tagliato a scaglie. Mescolate bene. Ponete in frigo. Quando il pan di spagna è ormai raffreddato e la pasta frolla è pronta, potete passare al procedimento dell'assemblaggio della cassata. Su una spianatoia prendete un po' più del vostro panetto di frolla, e stendetelo coprendo il fondo e i bordi di una teglia antiaderente di 25 cm, imburrata ed infarinata. Sul fondo mettete il pan di spagna tagliato a metà (vi servirà solo questa), sopra di esso mettete 100 gr di cioccolato fondente tagliato a scaglie, i canditi, la ricotta che avevate messo in frigo. Stendete il resto del panetto di pasta frolla e ponetelo come coperchio della cassata. Unite bene ai bordi. A questo punto, usando la punta di un coltello, infilzate in più punti la superficie della cassata (ciò serve per non farla gonfiare troppo). Infornate a 170° per circa 45/50 minuti (deve essere dorata). Lasciate raffreddare e capovolgete la vostra cassata aiutandovi con un piatto di supporto. Spolverate di zucchero a velo e cacao amaro, sbizzarrendovi a vostro piacere (io ho tagliato delle foglioline di carta da forno e, spolverando, ho lasciato la traccia sulla superficie). Bon appètit, e buona cassata. 

Con questa ricetta partecipo al Contest: La ricotta


lunedì 11 febbraio 2013

Red Velvet Honeymoon Cake



L'esperienza della prima sfida dell'MTChallenge è stata meravigliosa: ho toccato con mano una tradizione e l'ho resa mia, con rispetto e cura. L'essere stata scelta per i 30mm ha coronato una sfida che, per quanto mi riguarda, mi ha aperto gli occhi e mi ha dato soddisfazioni che non dimenticherò. E questo mese si cambia musica, ehm, si cambia piatto, volevo dire! La bellezza dell'MTC è proprio questa, la varietà: di sapori, di vite, di invenzioni, di abbinamenti, di tradizioni. Questo mi affascina e mi fa sorridere di cuore. Pertanto, nuovo mese, nuovo tema su cui bisogna cimentarsi e mettercela tutta: la cucina senza glutine, da applicare in un dolce che non conoscevo, la Red Velvet Cake. La scelta di febbraio mi è sembrata molto indicata e abbastanza tosta. Cucinare è la cosa meno egoistica di questo mondo, secondo me: non si cucina solo per sé, è necessario che ci sia qualcuno, anche uno soltanto, a cui condividere una passione, a cui far assaggiare il frutto della nostra fatica, il prodotto dell'inventiva, il risultato di mille e pazzi tentativi. Altrimenti non c'è gusto, altrimenti non c'è cucina. Partendo da questo sacrosanto presupposto, stavolta mi son messa nei panni di un celiaco. Fortunatamente oggi le cose sono un po' cambiate, ma prima si era davvero poco accorti. Mi ricordo scene disastrose nei ristoranti, per esempio, quando i clienti venivano presi per "esigenti", invece di essere ascoltati. Cucinare per altri è anche ascoltare gli altri: capire le esigenze, i problemi, l'altro, in ogni sua sfaccettatura. Non si può cucinare per un altro senza capire chi è. Cucinare per un celiaco è comprenderne la difficoltà e cercare di venirgli incontro per evitarla. Il risultato è una tavola imbandita. Immaginatela: tutti seduti davanti al proprio piatto colmo di amore, tutti, proprio tutti, senza nessuno che guardi in aria, dispiaciuto che il suo piatto sia d'un bianco insopportabile, lindo da far paura, per nulla amorevole, freddo, vuoto, muto. E questa tavola imbandita, in cui tutti sorridono affondando la forchetta o mangiando un pezzo di una torta rossa come il velluto, me la son figurata fin dall'inizio e la vedo ancora adesso, mentre vi scrivo, sperando di metterla in atto, di realizzarla con chiunque venga a condividere qualcosa di mio. Con questo spirito ho preparato la torta: l'ho denominata Red Velvet Honeymoon Cake, perché, rispettando alla lettera il procedimento dell'impasto di Stefania, come da regolamento, ho variato la ricetta celiaca, stando attenta all'uso di ingredienti senza glutine, farcendola con una crema di ricotta e miele, finissima, morbidissima e profumatissima. "Honeymoon", perché la lucentezza della copertura mi ha fatto pensare che questo dolce, tipico di S.Valentino, potrebbe andare benissimo per festeggiare una luna di miele dolcissima. Vi lascio alla preparazione, contenta del fatto che, se venisse a trovarmi un celiaco, avrei qualcosa di buono da servirgli, assieme ad una calda tazza di tè. 


Ingredienti
Per la torta (dosi di Stefania)
- 160 gr di farina di riso sottilissima tipo amido (LoConte)
- 60 gr di fecol (Auchan)
- 30 gr di Maizena
- 1/2 cucchiaino di sale
- 8 gr di cacao amaro (Venchi)
- 110 gr di vurro non salato a temperatura ambiente
- 300 gr di zucchero
- 3 uova medie
- 1 cucchiaino da caffè di estratto di vaniglia
- 240 ml di latte e 1 cucchiaino di limone per il buttermilk
- 1-2 cucchiai di colorante rosso (LoConte)
- 1 cucchiaio di aceto bianco
- 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
Per la farcia
- 900 gr di ricotta fresca di pecora 
- 2 cucchiai di miele di fiori d'arancio
Per la copertura
- 450 gr di ricotta fresca di pecora
- 500 ml di panna fresca da montare
- 1/2 cucchiaio di zucchero a velo
- 1 cucchiaio di miele di fiori d'arancio
- 5 fragole (+ un cucchiaino di miele)


Preparazione. Pre-riscaldate il forno a 175°C. In un recipiente mescolate le farine, il sale, il cacao. In un altro recipiente, sbattete il burro per 2-3 minuti, finché sarà soffice e poi aggiungete lo zucchero e sbattete per altri 3 minuti.Aggiungete le uova, una alla volta, sbattendo 30 secondi dopo ogni aggiunta. Mescolate il colorante al buttermilk e quindi versate poco per volta al composto di burro, alternando le polveri al buttermilk. Possibilmente iniziate e finite con la farina. Aggiungete anche la vaniglia e mescolate. In una tazzina (capiente) mescolate il bicarbonato all’aceto bianco, facendo attenzione a versarlo subito nell'impasto (altrimenti ve lo troverete per tutta la cucina) e incorporatelo bene con una spatola. Imburrate due teglie da 20 cm e spolverizzate con farina di riso. Fate cuocere per 40/45 minuti, o finché non vedete che è cotto (con il trucchetto dello stuzzicadenti!). Lasciate raffreddare la torta dentro la teglia (potete usarne anche una in silicone, ma è meglio usare la  carta forno per evitare contaminazioni) per 10 minuti. Poi toglietela dalla teglia e lasciatela raffreddare, quindi fasciatela nella pellicola trasparente. Fatela riposare in frigo per diverse ore (io l'ho lasciata tutta la notte). In questa maniera sarà più facile da tagliare senza che si sbricioli e sarà più semplice mettere la farcitura. A questo punto preparatela. Mettete in una ciotola la ricotta, aggiungete i due cucchiai di miele e mescolate bene, fino ad ottenere una crema liscia ed omogenea. Allora tagliate la base della prima torta in due e fate lo stesso con la seconda torta. Riempite di crema ogni disco (io ho eliminato un disco della seconda torta, facendo in tutto due strati di crema, poiché la quantità di ricotta che ho usato non sarebbe bastata a farne un terzo!). Passate alla copertura. In una ciotola montate la panna con lo zucchero a velo. In un'altra mescolate la ricotta con un cucchiaio di miele. Unite i due composti e sbattete con le fruste elettriche per un paio di minuti. Ricoprite l'esterno di tutta la torta. Al centro, con le fragole tagliate a fettine, formate un disegno più o meno floreale, a vostro piacere, e, con l'aiuto di una sac à poche, decorate i lati della torta con piccoli ciuffetti tutto intorno. In un pentolino mettete un cucchiaino di miele, scioglietelo in pochi secondi, e spalmatelo, usando un pennello, sulle fragole, donando a queste lucentezza. Mettete in frigo e servite ai tutti i vostri ospiti. Bon appètit.

Con questa ricetta partecipo alla Sfida di febbraio dell'MTC: Red Velvet Cake



domenica 13 gennaio 2013

Pici alla contadina con ricotta, carciofi e nocciole



Sono emozionata. Partecipo per la prima volta all'MTC e sono emozionata. Questa primissima sfida mi ha colpito molto e penso che rimarrà salda nei miei ricordi. Da quanto ho potuto sondare, leggendo attentamente qua e là e respirando l'atmosfera che ne traspare, l'MTC non è solo una gara tra food blogger, non è una competizione tra rivali: piuttosto è uno scambio di tradizioni, un incontro di sapori e avventure, una valanga di allegre elaborazioni, un tornado di colori e fantasie. I pici, ecco l'argomento di questo mese. Devo ammettere di non averli né assaggiati né preparati prima e vi dico con sincerità e col sorriso sulle labbra che assaggiarli e prepararli è stato divertente, emozionante, piacevole. Questa pasta (senza uova) non è solo una pasta, e Patty ha saputo dire in cosa consista la sua magia, il suo sapore unico, la sua tradizione semplice, essenziale ed imperfetta. Questo è il picio, almeno così io l'ho percepito e l'ho fatto mio. Con la tradizione bisogna stare attenti, ma è bello anche giocare, innovare con devozione. E' quello che ho voluto fare, tenendomi chiaro a mente un obiettivo: preparare un piatto contadino, con la mia semplicità adorata, che sapesse di terra, che sapesse di mani antiche, stanche e amanti della cucina, anche di quella rustica. Ho scelto così i miei ingredienti: immaginatevi la ricotta fresca di pecora, genuina, fatta da un pastore di molto tempo fa; immaginatevi una contadina che raccoglie i suoi carciofi e si spina come una principessa incompresa; immaginatevi un cesto di nocciole di bosco e la gioia negli occhi dei bambini. Io ho pensato a tutto questo e l'ho voluto mettere in un piatto. Ecco a voi i miei Pici, ve li offro con amore. Vi lascio un consiglio: se non avete mai filato i pici, vi siete persi una bellezza che non limiti. E siete ancora in tempo.


Ingredienti
Per i pici (ricetta di Patty)
- 200 gr di farina 00
- 100 gr di farina di semola rimacinata
- 2 cucchiai d'olio evo
- 1 pizzico di sale
- acqua q.b.
Per il condimento "alla contadina"
- 300 gr di ricotta fresca di pecora
- 2 carciofi medi
- 1 manciata di nocciole tostate
- prezzemolo q.b.
- olio evo q.b.
- sale e pepe q.b.
- 1 spicchio d'aglio
- 1 scalogno
- 1 limone


Preparazione. Fate la fontana con le due farine miscelate. Versate l’olio, il pizzico di sale e cominciate a versare lentamente l’acqua, incorporando la farina con una forchetta. Attenzione al sale. Non esagerate perché questo indurisce la pasta. Quando la pasta comincerà a stare insieme, cominciate ad impastare con energia utilizzando il palmo delle mani vicino ai polsi. Se necessario, aggiungete acqua o farina. Piegate la pasta su se stessa come quando impastate la pasta all’uovo e non stirate mai troppo l’impasto per non sfibrarlo. “Massaggiate” con energia per almeno 10 minuti. Ricordatevi che la vostra “palla” di pasta è una cosa viva, dovete volerle bene. Dovrete ottenere una pasta liscia, vellutata e abbastanza morbida. Fate riposare una mezz’ora avvolta nella pellicola. Quando la pasta è pronta, tagliatene un pezzetto e fatene una pallina, quindi sulla spianatoia stendetela con il matterello ad uno spessore di 1 cm. Con un tagliapasta o un coltello affilato, tagliate tante striscioline larghe c.ca 1 cm e coprite il resto della pasta con la pellicola affinché non si secchi. Cominciate a "filare" i pici, rollando la pasta con il palmo delle mani e contemporaneamente stirandola verso l'esterno. Quando si tirano pici molto lunghi, la tecnica è quella di tirarli da un lato tenendo l'altra estremità con il palmo e piano piano allungandoli fino ad esaurire la pasta. Una volta tirato il vostro picio, fatelo rotolare nella farina di semola o di fioretto affinché non si appiccichi agli altri. A questo punto siete pronti per il condimento. Estraete il cuore dei carciofi e tagliatelo in fettine sottili. Immergetelo nell'acqua con il succo del limone, in modo da evitare che s'annerisca. In un pentolino mettete un po' d'olio, un aglio in camicia schiacciato, e soffriggete i carciofi, ben scolati, assieme alle nocciole tostate un po' spezzettate. Salate e pepate. In una padella capiente versate dell'olio, soffriggete lo scalogno a piccoli pezzi e aggiungete la ricotta, mescolando bene per un paio di minuti. Spegnete il fuoco e mettete una buona manciata di prezzemolo. Mescolate ancora. Cuocete i pici in acqua salata per circa cinque minuti: appena salgono a galla e il bollore ricomincia, scolateli. Versateli nella ricotta, amalgamate bene il tutto e servite mettendo sopra i vostri saporiti carciofi con abbondanti nocciole. Se gradite, aggiungete un'altra manciata di prezzemolo fresco. Bon appètit.

Con questa ricetta partecipo al Contest: I pici, sfida di gennaio, MTC



mercoledì 26 dicembre 2012

Yorkshire pudding con ricotta, noci e datteri



Esatto, for an english breakfast. Così ho cominciato la mia giornata, oggi che è Santo Stefano. Ho passato due giorni a "rimpinzarmi" con leccornie fantastiche, mie e altrui. Come forse vi avevo annunciato, per la cena del 24 ho avuto ospiti ed ho dovuto mettermi all'opera. Devo dire che il mio blog mi è stato di enorme aiuto: è un mondo a cui posso attingere, è uno spazio di fantasia e creazione che può essere tanto utile. Per l'occasione, oltre a preparare le mie impanate, di cui vi ho parlato e che vi ho mostrato qualche post fa, ho rispolverato due ricettine tanto cliccate da voi e da me tanto amate: Pretty pomodori spumeggianti e Involtini di vitello con mascarpone al pistacchio. I miei ospiti sono rimasti sbalorditi, ed io sono tanto orgogliosa della semplice bontà che ho saputo regalare loro. Il pranzo di Natale è stato organizzato dalla mia cara mamma, altra cuoca eccezionale, che ha dato il colpo di grazia alla nostra pancia già troppo piena! Ma adesso veniamo ai pudding. Non li avevo mai cucinati prima, anche se conoscevo la ricetta. Non mi aspettavo di ottenere una consistenza magnifica, così diversa da qualunque muffin di sorta. Sono rimasta estasiata e sorpresa, molto contenta. La ricotta rende l'impasto dolce e morbidissimo, noci e datteri sanno così di Natale, che non ho potuto non usarli (anche perché ne ho una scorta in dispensa, questo genere di cose sgranocchianti piacciono molto nel periodo di festa). L'accompagnamento dolcissimo non è da escludere, vi invito a provare. Bene, con questi pudding partecipo ad un contest delizioso. Se volete votare i miei pudding, cliccate nel banner che trovate alla fine di questo post e lasciate lì un commento indicando il mio codice di riferimento, che trovate scritto nell'elenco sottostante. Ve ne sarei grata, grazie sempre dell'attenzione che mostrate, anche solo con poche parole. Adesso bando alle ciance, è ora di vedere come ho preparato i miei pudding.


Ingredienti
Per i pudding
- 1 uovo
- 1 tazza di farina 00
- 1 tazza di latte
- 40 gr di zucchero
- 2 cucchiai di ricotta fresca
- 1 cucchiaino di lievito per dolci
- 10 noci
- 5 datteri
Per la crema d'accompagnamento
- 3 cucchiai di ricotta fresca
- 1 cucchiaio di zucchero a velo
- gherigli di noce q.b.
- datteri q.b.
- latte q.b.

Preparazione. Mescolate l'uovo, lo zucchero, la ricotta, la farina, il latte, il lievito. Infine i datteri e i gherigli di noci tagliati a pezzettini. Imburrate degli stampini per muffin, versate il composto, per 3/4, e infornate a 200° per circa venti minuti. Accompagnate i vostri yorkshire pudding con questa crema: lavorate la ricotta con lo zucchero a velo, con un pizzico di latte, ed infine spezzettate noci e datteri, a vostro piacimento. Bon appetit.

Con questa ricetta partecipo al Contest: Make your own pudding 


venerdì 7 dicembre 2012

Tarte al cioccolato con ricotta e crema di marroni



Sì, domani è il grande giorno. Domani comincia ufficialmente per me il Natale. Domani sera vedrò il mio albero (addobbato con molta cura e fatica - lavoraccio che mi ruberà tutta la mattinata!) scintillare come un ammasso di stelle tutto per me, a casa mia. Domani sentirò l'atmosfera natalizia impadronirsi delle ore dei giorni a venire. Sì, avete capito bene: sono entusiasta (come se fosse la vigilia, ecco!). Adesso, tanto per rimanere in tema, vi propongo un dolce di mia invenzione che ha catturato il palato dei miei familiari: la tarte era abbastanza grande, ma avevano intenzione di divorarla tutta in una volta. Fortunatamente l'ho impedito, non mi andava di vedere in fumo, in così poco tempo, la mia "opera". Domattina a colazione, mio malgrado, sarà naturalmente spazzata via ed il frigorifero non la conterrà più. Beh, in fondo è molto difficile resistere alla frolla al cioccolato, alla ricotta mista alla crema di marroni. Davvero, non si può. Ed ora capirete il perché.


Ingredienti
Per la frolla
-140 gr di farina 00
- 50 gr di zucchero a velo
- 15 gr di cacao amaro
- 100 gr di burro freddo
- 1 bustina di vanillina
- 1 tuorlo
Per la crema
- 300 gr di ricotta di pecora
Per la decorazione
- panna montata q.b.
- cioccolato fondente q.b.
- marrons glacés q.b.

Preparazione. In una ciotola mescolate la farina, lo zucchero a velo, il cacao, la vanillina, il tuorlo e il burro freddo a pezzettini. Lavorate rapidamente senza riscaldare troppo l'impasto. Formate un panetto e lasciatelo riposare per almeno due/tre ore. Nel frattempo preparate la crema, unendo alla ricotta la crema di marroni. Montate la panna e con il cioccolato fondente, sciolto a bagnomaria, fate dei decori a vostro piacere. Riposato il panetto, stendetelo e mettelo in uno stampo da tarte, imburrato ed infarinato. Con la forchetta punzecchiatene la superficie. Coprite con della carta forno e riempite di fagioli. Infornate a 180° per quindici minuti. Sfornatela, lasciatela raffreddare e farcitela con la crema di ricotta e marroni. Decorate a piacere, utilizzando la panna montata, strisce di cioccolato, anche degli ottimi marrons glacés. Bon appetit.

Con questa ricetta partecipo alla Raccolta di Cucina e Cantina


domenica 2 dicembre 2012

Profumo di Sicilia: Pasta coi broccoli alla catanese

Benvenuti al terzo appuntamento mensile con la nostra rubrica Profumo di Sicilia (che stavolta si incrocia con quella di Broccoli di casa mia, dato l'uso dei broccoli nella ricetta!). Questo mese vi faccio fare un giretto per le vie della mia città (eh, sì, la mia!), la bella Catania. 

Uno squarcio di splendido Mar Ionio la bagna; atmosfera caotica e a volte malinconica al punto giusto; colma di tipicità e assolute particolarità; ricca di bellezze architettoniche mozzafiato. Basti pensare alla magnifica Piazza Duomo (che vedete in foto), con la famosa fontana dell'Elefante (simbolo della città), oppure alle innumerevoli chiese, soprattutto a quelle dedicate alla patrona, Sant'Agata; spaziose le piazze, famose le vie di shopping e passeggio (Via Etnea, Corso Italia, Corso Sicilia); affollati e calorose i mercatini, la pescheria, la Fera 'o Luni, luoghi di incontro, di scambio, di novità. Eccelso il Teatro Massimo Vincenzo Bellini; di notevole fascino il Castello Ursino e il Palazzo Manganelli; per non parlare della Catania antica, e delle rovine. Che dire ancora? Una città d'arte, di cultura, una città viva. 

Dal punto di vista gastronomico c'è l'imbarazzo della scelta. Andiamo dalle famosissime minnuzze e le olivette di Sant'Agata, alle scacciate e agli arancini di ogni tipo, fino agli iris, alle raviole alla ricotta, alle innumerevoli ricette a base di pesce. Tra le varie cose, il broccolo è un ortaggio molto usato (anche assieme al cavolfiore viola) nella cucina catanese, pertanto la scelta di questo mese è caduta su un primo piatto davvero appetitoso a base di broccoli, ricotta e salsiccia, con un gusto molto particolare per la commistione dei sapori e degli ingredienti. Naturalmente è d'obbligo la manciata finale di pangrattato (a muddìca tostata). Prepariamo insieme questo piatto. 


Pasta coi broccoli alla catanese


Ingredienti
Per quattro persone
- 350 gr di rigatoni
- 1 mazzetto di broccoli
- 200 gr di ricotta di pecora
- 200 gr di salsiccia di suino
- 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
- olio extravergine d'oliva q.b.
- 2 spicchi d'aglio
- sale e pepe q.b.
- pangrattato q.b.


Preparazione. Bollite in acqua salata i broccoli tagliati a pezzetti. Scolateli e metteteli da parte. In un padellino antiaderente tostate il pangrattato (circa quattro cucchiai saranno sufficienti) a fuoco basso, sempre mescolando. Mettetelo da parte. In una padella versate abbondante olio dove soffriggete l'aglio in camicia con la salsiccia, priva della sua pelle, tagliata a pezzetti. Aggiungete un cucchiaio di concentrato, mescolate bene. Togliete l'aglio e mettete da parte. Cuocete la pasta in acqua salata. In una ciotola mettete la ricotta con qualche cucchiaio di acqua di cottura dei rigatoni e lavoratela con l'aiuto di una forchetta. Quando la pasta è pronta, scolatela. Aggiungete la ricotta, i broccoletti, la salsiccia. Servite spolverizzando con pangrattato tostato e bon appetit.

domenica 21 ottobre 2012

Medaglioni di ricotta, zucca e mandorle



Adesso è periodo di zucche, inutile dirvi che il mio orto ne è pieno. Sono deliziose e le loro forme fanno sorridere. In cucina le uso spessissimo, sono davvero versatili. Le giornate sono così piene, le settimane così veloci ad andare avanti, che c'è sempre bisogno di qualcosa di nuovo per respirare un po' allegramente. Questi medaglioni li ho fatti due volte questa settimana, me li hanno richiesti espressamente e non ho potuto dire di no. Sono freschi, il ripieno di ricotta e zucca è formidabile. Non ci resta che seguire insieme il procedimento.


Ingredienti
Per i medaglioni
- 200 gr di farina 00
- 2 uova
Per il ripieno e la crema
- 500 gr di zucca (già pulita)
- 500 gr di ricotta di pecora
- 2 cucchiai di farina di mandorle
- 1 cucchiaio di grana
- cannella q.b.
- olio extravergine d'oliva q.b.
- scaglie di mandorle tostate q.b.
- sale q.b.



Preparazione. Tagliate la zucca a fettine e mettete queste su una teglia ricoperta di carta forno, spennellandole con olio d'oliva e salandole, prima di cuocerle in forno a 200°. A questo punto preparate la pasta. Impastate 200 gr di farina con le uova, amalgamate il tutto per formare un panetto, da ricoprire con della pellicola. Occupatevi di ripieno e crema. In una ciotola schiacciate le vostre fette di zucca cotte con l'aiuto di una forchetta. Allora mescolate a queste la ricotta e lavorate il tutto. Dividete questo impasto a metà, in due ciotole diverse. In una aggiungete un po' di cannella, farina di mandorle e grana. Stendete adesso la pasta e ricavatene dei medaglioni che riempite con un cucchiaino di questo ripieno. Richiudete. Cuocete in acqua salata per pochi minuti. Mettete un po' di acqua di cottura nella seconda ciotola, raffinando questa seconda parte, che vi servirà come crema per i vostri medaglioni. Conditeli e spolverate con cannella e scaglie di mandorle tostate. Bon appetit.


Con questa ricetta partecipo al Contest: Zucche alla riscossa


Con questa ricetta partecipo al Contest: La mandorla


sabato 15 settembre 2012

Rose viola di crauti e ricotta


Stamattina mi sono svegliata con la coperta fino alle guance, faceva un freddo che non mi aspettavo. E' proprio vero che l'estate è quasi finita, il vento, la pioggia ed i nuvoloni ne sono evidentissimi testimoni. Questo tempo, nonostante tutto, mi trasmette una gran voglia di stare a casa, naturalmente in cucina, tra i fornelli. E la sfida di oggi è stata preparare un piatto particolare per un contest raffinato. L'obiettivo? Creare una ricetta in cui il colore viola ne faccia da padrone e sia evidente. Pensandoci un po' su, ho scelto ingredienti che, secondo me, si armonizzano meravigliosamente dando al piatto il colore che proprio cercavo (non parliamo del sapore, che è sublime!). I crauti rossi, il vino, la cipolla di Tropea e la ricotta danno vita ad un connubio davvero perfetto. Difatti la mia famiglia ha apprezzato molto questo piatto, inutile dirvi che non è rimasta che la teglia vuota. 


Ingredienti
Per dodici rose
Per la pasta
- 300 gr di farina 00
- 3 tuorli d'uovo
- 150 ml di Nero d'Avola
Per il ripieno
- 1,5 kg di crauti rossi
- 500 gr di ricotta di pecora
- Grana Padano q.b.
- 1/2 cipolla di Tropea
- 1/2 bicchiere di Nero d'Avola
- 1/2 bicchiere di acqua
- olio extravergine d'oliva q.b.
- noce moscata e sale q.b.
- burro q.b.

Preparazione. Per prima cosa occupatevi della preparazione della pasta. In una spianatoia formate con la farina una fontana, dove inserite i tuorli, il vino (il Nero d'Avola è un famoso ottimo vino rosso siciliano). Impastate il tutto fino ad avere un panetto liscio ed omogeneo. Coprite con un canovaccio e mettete da parte. Adesso passate al vostro ripieno. Tagliate a fettine sottilissime i crauti. In una padella soffriggete la mezza cipolla di Tropea ed aggiungete poi i vostri crauti. Mescolate per almeno cinque minuti. Allora versate il vino, fatelo evaporare. Salate e versate l'acqua. Cuocete il tutto per una buona mezz'ora. Poco prima del termine di tale intervallo, aggiungete un pizzico di noce moscata. Prendete un po' più della metà della vostra ricotta fresca e inseriteci la maggior parte dei vostri crauti stufati. Con un frullatore ad immersione formate una crema ben soda, dove aggiungete una buona manciata di Grana Padano e i crauti che avete lasciati da parte non frullati. Nel frattempo tornate alla vostra pasta. Stendetela bene e ricavate dei rettangoli (più o meno della grandezza delle solite sfoglie di lasagne). In una pentola portate ad ebollizione l'acqua salata, e, uno ad uno, scottate i vostri rettangoli di pasta. Appoggiateli poi su un canovaccio pulito. Aiutandovi con un cucchiaio ponete il vostro ripieno al centro delle vostre sfoglie. Richiudete su se stesse nel senso della lunghezza e arrotolate fino a formare piccole rose. Adagiatele su una teglia imburrata e infornate a 220° per circa quindici minuti. Sfornate e servite su un letto di ricotta (quella che vi era rimasta prima, affinata con qualche cucchiaio d'acqua di cottura della pasta). Bon appetit.


Con questa ricetta partecipo al Contest: Colors and food, what else? Settembre


sabato 4 agosto 2012

Crema, ricotta e lamponi in coppetta cristallizzata



Ecco arrivata l'idea giusta per partecipare nuovamente al contest di Lara, nella categoria Dolci al cucchiaio. E' una delizia elaborata, ma davvero zuccherosa quella che vi propongo.



Per la coppetta
80 gr di zucchero di canna
 olio di semi q.b.
Per la crema 
60 gr di ricotta
1 cucchiaino di zucchero a velo
125 ml di latte
1 cucchiaio di zucchero semolato
1 cucchiaio di farina 00
pizzico di vanillina
 4 lamponi
Per decorare
lamponi a piacere




Procedimento. 
In un pentolino antiaderente fate caramellizzare lo zucchero di canna. Versate circolarmente il caramello su un foglietto di carta da forno, coprendolo con un altro foglietto. Entrambi vanno precedentemente unti d'un po' d'olio di semi. Con le mani schiacciate leggermente, stando attenti a non scottarvi. Poggiate questi due fogli su una coppetta piccola di ceramica già capovolta (il caramello prenderà la forma di questa, aiutatevi con un canovaccio bagnato per premere pianissimo e creare i bordi). A questo punto attendete un minutino o due, togliete dolcemente il primo strato di carta, poi il secondo, cercando di non rompere la coppetta di zucchero. Questo procedimento deve essere applicato quando ancora il caramello non è freddo, altrimenti non vi riuscirà. Mettete la coppetta pronta da parte e passate alla preparazione della crema. In un pentolino versate il latte, lo zucchero, la farina e la vanillina. Portate ad ebollizzione. Quando la crema è densa, aggiungete i lamponi, schiacciandoli e mescolando. Quando è pronta, ponete la crema da parte o in frigo per farla raffreddare. Appena è ben fredda, mescolatela con ricotta già addolcita con zucchero a velo. Mettete la vostra crema in una sac à poche e riempite la coppetta, adagiandovi sopra qualche lampone. Bon appetit!

Con questa ricetta partecipo al Contest: Io amo i lamponi e tu?


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