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domenica 30 giugno 2013

Profumo di Sicilia: Cannoli con ricotta

La Sicilia splende e non acceca mai. Gli occhi la guardano e l'anima risponde. Il sole l'illumina e il Mediterraneo la culla. L'afa la soffoca e il tramonto la rende regina. La tradizione le scotta la pelle, l'antichità le soffia all'orecchio. Ogni sasso è lava dell'Etna, ogni limone è un gioiello da custodire. 

Questa è la poesia che m'ispira la mia Sicilia, parole che vanno ben oltre il loro significato, parole che sanno di salsedine e rosmarino, di oliva e uva, di zagara e di arancia, di mare e di terra. L'appuntamento con Profumo di Sicilia è stato per me un viaggio nella mia regione, un contatto diretto con le città che la caratterizzano, con i piatti che più la rappresentano. E' stata una nuotata nel Mar Mediterraneo, una passeggiata su un carretto tutto dipinto. Scendere non si può, anche se oggi la Rubrica giunge al termine. Non si va via dalla Sicilia: essa splende sempre e non acceca mai. 

L'ultimo viaggio di questo mese (e mi scuso tanto di aver ritardato così prima di postare questa ricetta - prendete questo ritardo anche come il desiderio di prorogare al più tardi possibile questa rubrica che ha trovato me e voi tanto partecipi!), come stavo dicendo, l'ultimo viaggio di questo mese lo facciamo a Trapani, l'ultima provincia siciliana di cui mi tocca orgogliosamente di parlare. La ricetta che ho abbinato non è solo tipica del trapanese, ma è un altro simbolo della Sicilia tutta: non mi andava di lasciare questa rubrica senza avervi mostrato, a modo mio, con la mia semplicità, uno dei dolci-simbolo di questa regione. Certo, sto parlando del cannolo! Ma vi tocca attendere un po': prima andiamo in giro per Trapani.





Il profumo di sale è proprio caratteristico di Trapani, chiamata anche "Città del Sale" per la presenza delle sue notissime Saline. A sovrastare la città e a giganteggiare su tutto il panorama intorno è il Monte Erice, simbolo di forza ancestrale e potenza antica, che rende pittoresca la visuale. Ad aggiungere fascino e bellezza alle diverse qualità della città vi sono le splendide spiagge, sottostanti le cinquecentesche Mura di Tramontana (fossi in voi, ci farei un pensierino per questa estate già cominciata!). Attività che da sempre sostenta e caratterizza la zona del trapanese è la pesca, soprattutto del tonno (con la famosa, anche se piuttosto cruenta, mattanza). Dal punto di vista gastronomico, parecchie, anche nel caso di quest'altra provincia siciliana, sono le specialità e i piatti tipici: pasta al pesto trapanese, couscous di pesce, pasta con le sarde e moltissimi altri piatti a base di pesce, naturalmente. Ad aggiungersi a questa lista, che potrebbe essere interminabile grazie alle diverse varianti e tradizioni, è, come già preannunciato sopra, il cannolo (si annoveri anche, tra i dolci-simbolo della Sicilia, la cassata siciliana, di cui trovate ricetta e altro in un questo appuntamento di Profumo di Sicilia). Pare che l'origine del cannolo fosse inerente alle festività carnevalesche: non è un caso che il Carnevale sia, quasi sempre, la culla di molte specialità siciliane (e non solo), dal momento che il Carnevale, il momento più destabilizzante e liberatorio dell'anno, era il periodo in cui ci si poteva "permettere" leccornie simili, eheh! Secondo qualche documentazione a noi pervenuta, pare che lo stesso Cicerone nutrisse grande "venerazione" a questo re della pasticceria siciliana, a cui ancora si porta grande rispetto. E' così buono, che non si può andare in Sicilia e non mangiarne uno! (Se andate in Sicilia, guai a non fare una sosta prolungata in qualche pasticceria rinomata - sarete considerati eretici se non vi sottoporrete al gusto di una cassata o di un eccellente cannolo!). Il cannolo, in poche parole, possiede un involucro di pasta fritta croccante, riempito di solito con ricotta di pecora (io lo preferisco davvero così), oppure (in varianti più "profane") con crema pasticcera o al cioccolato. Io non ho resistito, ed ho voluto preparare i cannoli. Di solito è mia madre ad occuparsi della loro preparazione: tanto di cappello, lei è proprio abituata a farli, da una vita. Io, modestamente, ci ho provato e, dalla vista e dal gusto, vi assicuro che non sono niente male. Prima di salutarvi e di lasciarvi il procedimento, vi invito (se non l'avete fatto) a leggere anche gli altri appuntamento precedenti di Profumo di Sicilia in Rubriche. La Sicilia vi fa una riverenza e vi aspetta. Spero che questa rubrica sia stata di vostro gradimento. Grazie a tutti quelli che mi hanno seguita in questa piccola grande esperienza. Grazie.

Cannoli con ricotta

Ingredienti
- 250 gr di farina 00
- 40 gr di burro
- 1 uovo medio
- 1 albume
- 1 cucchiaio di zucchero
- 1 cucchiaio di olio d'oliva
- 1 cucchiaino di cacao amaro
- 2 cucchiai di marsala
- 2/3 cucchiai d'acqua
- 1 pizzico di sale
- 1 pizzico di bicarbonato
Per friggere
- olio di semi d'arachidi q.b.
Per il ripieno
- 600 gr di ricotta fresca di pecora
- 60 gr di zucchero a velo San Martino
- 1 pizzico di cannella
Per la decorazione
- zucchero a velo q.b.
- farina di pistacchio q.b.
- cannella q.b.

Preparazione. Cominciate dall'impasto. In una ciotola mettete farina, zucchero, cacao, sale e bicarbonato. Mescolate bene. Aggiungete il burro a pezzetti, l'olio, e strofinate il tutto con le mani. Al centro mettete l'uovo, l'acqua e il marsala. Impastate fino a formare un panetto liscio, omogeneo ed elastico. Coprite con pellicola e mettete da parte per qualche minuto. Nel frattempo setacciate la ricotta, aggiungete lo zucchero a velo, la cannella e mescolate bene. Ponete in frigo questa crema liscia e vellutata. A questo punto prendete il panetto e stendete col mattarello una sfoglia sottilissima. Ricavate dei cerchi di circa 12 cm di diametro. Dall'impasto ne potete ottenere circa quindici. Riscaldate una pentola con bordi alti, piena d'olio di semi d'arachidi. Usando le cosiddette "canne" (non pensate male, voi!) che potete vedere in foto oppure i cilindri da cannolo in acciaio, appoggiate al centro di ciascuno il cerchio di pasta. Piegate i due lembi, bagnandoli con un po' di albume sbattuto. Premete i lembi, altrimenti il cannolo si aprirà. Friggete ad uno ad una in olio bollente, ruotandoli continuamente per non bruciarli. Sfilateli dal cilindro e scolateli in carta assorbente. Riempiteli della crema di ricotta con un sac à poche e decorate spolverando con zucchero a velo e cannella, e immergendo la punta dei cannoli in farina di pistacchio. P.s. Io non l'ho fatto, ma dentro il ripieno si possono mettere gocce di cioccolato oppure pezzi di canditi.
Bon appètit.

Con questa ricetta partecipo al Contest Ricette e Ricotta


domenica 7 aprile 2013

Profumo di Sicilia: Biancomangiare



Terminate le "vacanze" pasquali, eccoci giunti al settimo - mamma mia, già al settimo! - appuntamento mensile della rubrica Profumo di Sicilia. Rinnovo i miei ringraziamenti a chi questa rubrica la segue dal primo giorno e a chi ha voluto assaggiare un pezzetto di cucina siciliana, assieme a me. Dopo aver trattato ampiamente di Palermo e delle sue leccornie (stavolta mi tratterrò e non farò bis, anche se ci sarebbe molto e molto da provare!), oggi ci facciamo un giro a Ragusa. Se vi va, salite in carrozza e non ve ne pentirete: alla fine vi regalerò un buon dolcino, quindi ne vale proprio la pena. Ragusa è affascinante, sa di pieno barocco. Io, conoscendo Catania, ne capisco il tocco, ne percepisco la vicinanza. La città, distrutta da un violentissimo terremoto nel 1693, venne ricostruita con il caratteristico stile barocco dell'epoca, le cui tracce indelebili rimangono nelle bellezze dell'architettura ragusana. Per questa sua conformazione architettonica, artistica e storica, nel 2002 Ragusa è stata dichiarata Bene e Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO. Per me questo è una conquista, è un riconoscimento doveroso e assolutamente condivisibile. Non sto qui a elencarvi i particolari, ma vorrei soltanto trasmettervi l'esperienza che potreste fare trascorrendo anche solo un giorno a Ragusa: è un quadro siciliano, un bozzetto tipico, un sogno indimenticabile, una fotografia da imprimere nei ricordi. Il respiro della città, la plasticità variabile del barocco, i Monti Iblei sullo sfondo: ecco la musica ragusana. 


E la cucina, direte voi? Splendidi piatti caratteristici. Ve ne dico qualcuno (e ditemi come non potevo essere indecisa su quale ricetta proporvi!): fantastici e particolari sono gli impanatigghi di Modica, ossia biscotti a mezzaluna con cioccolato, mandorle e carne di manzo, per non parlare della cobaita, ossia biscottini con "ciciulena", cioè semi di sesamo; e molti, molti altri. Tra i prodotti tipici vanno assolutamente annoverati il caciocavallo ragusano e il miele ibleo, due prelibatezza. Sì, va bene, direte voi, ma tu che hai preparato? Io ho pensato al Biancomangiare, ricetta tipica modicana che si ritrova, coi giusti distinguo, in Valle d'Aosta e in Francia, come il cosiddetto blanc à manger. E' un buonissimo dolce al cucchiaio, un budino di latte di mandorla, acqua, zucchero, amido, cannella e limone: nient'altro, niente uova, niente latte. Anticamente si faceva in formine di terracotta e si versava il tutto su foglie di limoni. E' un dolce semplicissimo, raffinato ma umile. La sua delicatezza e il suo candore mi hanno sempre incantato. 

Da brava siciliana non posso non ricordare Tomasi di Lampedusa che lo cita nel suo famoso Il Gattopardo: "Mentre degustava la raffinata mescolanza di biancomangiare, pistacchio e cannella racchiusa nei dolci che aveva scelti, don Fabrizio conversava con Pallavicino". Da questa testimonianza colgo l'occasione per precisare che il biancomangiare, che poteva essere realizzato anche con altro tipo di ingredienti (brodo o latte vaccino), veniva anche usato come ripieno per la realizzazione di altri dolci, di cui il nobile Fabrizio avrà avuto esperienza diretta, per diminuire i suoi dolori, le sue speranze di casato, la sua stanchezza aristocratica, in occasione del notissimo ballo. E, fatto anche questo doveroso riferimento letterario (non prendetemi per colta, non ho questa pretesa, sia chiaro!), non mi resta che spiegarvi come si fa. P.s. L'idea delle scaglie di limone sul biancomangiare a forma di fiore mi è venuta in mente stanotte, durante le mie rimuginazioni notturne, e, felicissima, grazie al contrasto con il bianco luminoso, ho potuto realizzare il risultato simpatico di una piccola margherita.

Ingredienti
- 400 gr di mandorle
- 1,2 l di acqua
- 180 gr di zucchero
- 180 gr di amido
- 1 pizzico di cannella
- buccia di un limone

Preparazione. Per qualche minuto sbollentate le mandorle, sgocciolatele e spellatele, per poi lasciarne da parte 60 grammi per la decorazione (tostatele, perché daranno un tocco croccante in più al piatto finale), mentre tritate tutte le altre. Allora mettetele in una ciotola, assieme all'acqua bollente. Lasciate riposare e poi, usando un telo di lino, filtrate tutto il composto per ottenere il latte, facendolo versare in una pentola. Ricordatevi di strizzare bene le mandorle, per avere più latte possibile. Di questo latte di mandorla che avete ottenuto dovrete usarne solo un litro, perché le dosi sono legate a questo. Sempre nella pentola in cui l'avete raccolto, aggiungete un po' di buccia di limone, la cannella, lo zucchero, l'amido e, con l'aiuto di una frusta, mescolate bene. A questo punto ponete sul fornello, a fuoco moderato, mescolando ancora con un cucchiaio di legno. Fate bollire. Il composto prende una certa consistenza cremosa e, allora, versatelo  nei vostri stampini. Lasciate in frigo per ottenere un completo raffreddamento (tre ore di sicuro). Quando il biancomangiare sarà ben freddo, dopo averlo ruotato, servite con scaglie di limone e mandorle tostate. Bon appètit. Nota: dato che non ci facciamo mancare niente, vi consiglio di gustare il biancomangiare in compagnia di questo buon libro, per leggere un po' di Sicilia.



Con questa ricetta partecipo al Contest: Sapori tra le righe


Con questa ricetta partecipo al Contest: Una ricetta della tua regione



lunedì 7 gennaio 2013

Profumo di Sicilia: Cassatelle d'Agira



Ecco il quarto appuntamento con la mia adorata rubrica, Profumo di Sicilia, alla quale mi sono ormai affezionata. E' una gioia studiare e preparare ogni mese una ricetta della tradizione siciliana, legata a diverse zone della regione, e scovarne meglio i segreti, per farvi assaporare un po' di Sicilia vera attraverso i miei piatti, che spero rispettino le secolari pietanze e gli illustri luoghi di cui vi parlo brevemente. Questo mese è il turno di Enna, la quarta provincia di cui vi racconto un po', e delle Cassatelle di Agira, famosissimo e delizioso simbolo ennese e siciliano. Come si può scoprire digitando sul web o aprendo una buona enciclopedia, Enna era prima chiamata Castrogiovanni, e questa denominazione si deve sempre ai Normanni, praticamente colonizzatori di mezza Sicilia, come avete potuto notare dalle mie disquisizioni sul tema. Con il fascismo si riprende il nome Enna, proprio per la mania classicista di cui esso era capace. Forse non lo sapete, ma Enna è la provincia più alta d'Italia, e ditemi se non è tanto. I Romani la appellavano Urbs Inexpugnabilis ed è nota anche come Ombelico della Sicilia, grazie alla zona centrale in cui sorge. Naturalmente tanti sono i luoghi d'antica bellezza (basti pensare al Castello di Lombardia o alla Torre di Federico II), e numerose le località naturali: non a caso Enna è celbre anche come Belvedere della Sicilia, per le amenità panoramiche. A questo proposito non posso non parlarvi della Riserva naturale del Lago di Pergusa: io vi sono stata e sono rimasta incantata da tanta natura, dalla grande possibilità di poter godere di aria sana e luoghi piacevoli. Dal punto di vista gastronomico, Enna propone le sue specialità: una di queste sono le cassatelle (o "cassateddi") di Agira, località in provincia di Enna, dei biscotti ripieni con un ingrediente insolito e particolare, i ceci tostati. La ricetta che vi propongo è quella originale, pertanto prendete carta e penna, e, se siete curiose, provate a farle anche voi, il loro gusto non vi lascerà indifferenti.

Cassatelle d'Agira




Ingredienti (circa 50 biscotti)
Per la frolla
- 600 gr di farina 00
- 250 gr di strutto
- 1 uovo 
- 175 gr di zucchero semolato
- acqua tiepida q.b.
- 1 bustina di vanillina
Per il ripieno
- 300 gr di mandorle tostate macinate
- 250 gr di zucchero semolato
- 75 gr di ceci tostati macinati
- 60 gr di cacao amaro
- 1 scorza di limone grattugiata
- 1 pizzico di cannella
- 250 gr di acqua
Per la decorazione
- zucchero a velo q.b.

Preparazione. Cominciate dal ripieno. In una pentola mettete insieme tutti gli ingredienti e fate cuocere a fuoco moderato, mescolando sempre con un cucchiaio di legno. Quando il composto diviene ben compatto, ossia quando il mestolo resta "all'impiedi", mettete da parte e lasciate raffreddare. In una terrina preparate la vostra frolla. Mettete la farina, lo strutto a temperatura ambiente, l'uovo, lo zucchero, la vanillina e impastate il tutto con un po' d'acqua tiepida. Formate il vostro panetto compatto. A questo punto, aiutandovi con della farina e con un mattarello, stendete una sfoglia e con un tagliapasta/un bicchieri di diametro 8 cm ricavate dei cerchi, dove inserite un cucchiaino del vostro ripieno. Chiudete ai bordi formando la tipica mezzaluna. Allora adagiate le cassatelle su una teglia ricoperta di carta forno e infornate a 180° per circa dieci minuti. State molto attente alla cottura della cassatella: non deve in nessun modo dorate la parte superiore, semmai quella inferiore. Il biscotto rimane, pertanto, bianco. E lo sarà ancora di più quando lo spolvererete con abbondante zucchero a velo. Bon appètit.

domenica 16 dicembre 2012

Praline al cocco speziate


Non ci credo, mancano solo nove giorni. Il Natale si avvicina, il tempo passa in fretta e non è mai abbastanza: naturalmente sono nella fase delle compere degli ultimi giorni, disperatamente in ricerca di regali. L'euforia mi ha coinvolta come pensavo, tant'è che non sono riuscita a preparare questo post prima di oggi. Queste praline sono state una gioia, perfette nel contesto natalizio: ultimamente amo giocare con le spezie, mi diverte. Le faccio spesso durante le feste, se ne vanno via come le ciliegie, inutile dirlo. Non so ancora quali saranno le portate del mio cenone (altro elemento che aumenta la tensione gioiosa di questi giorni) ma di sicuro qualche dolcetto di questo genere non mancherà. Uno sfizio indispensabile. 


Ingredienti
Per c.a. 25 praline
- 175 gr di biscotti secchi
- 2 cucchiaini di zenzero 
- 1 cucchiaino di cannella 
- 1 cucchiaino di chiodi di garofano
- 80 gr di farina di cocco
- 30 gr di cacao amaro
- 80 gr di zucchero
- 50 gr di burro sciolto
- 2 albumi d'uovo
Per la decorazione
- mandorle q.b.
- farina di cocco q.b.
- cacao amaro q.b.

Preparazione. Montate gli albumi a neve. In una ciotola mettete i biscotti tritati finemente, lo zenzero, la cannella, i chiodi di garofano, lo zucchero, il cocco, il cacao amaro. Mescolate e aggiungete il burro sciolto e i due albumi montati a neve. Ottenete un impasto ben compatto. A questo punto prendetene un po' e formate delle palline (la grandezza deve essere minore di quella di una noce). Passatele nel cocco o nel cacao amaro. Decorate alcune con qualche mandorla intera. Tenetele in frigo, se non dovete servirle subito. Bon appetit.

domenica 18 novembre 2012

La (in)solita crostata di mele



Finalmente torno su questa tastiera a scrivere a voi lettori, sempre presenti anche quando io stacco un po' la spina. Sono mancata troppo dal blog, non potete immaginare quanto sentissi la mancanza. Basta, stasera ho ritagliato questo tempo per voi, foodbloggers in ascolto! Pomeriggio ho gustato questa crostatina niente male, solita o insolita lo decidete voi, ecco. Non avete mai avuto la sensazione di dovervi cucinare qualcosa di terribilmente autunnale e caloroso (come la tipica crostata di mele) da mordicchiare davanti al libro che state leggendo? Sì, allora lo lasciate incantate, mettete il segnalibro e correte a stendere la pasta frolla, a tagliare le mele, a spruzzare tutto di cannella. Ecco a voi sua maestà (molto modesta e umile, ve lo assicuro) la crostata di mele, semplicemente a modo mio.


Ingredienti
Per la pasta frolla
- 125 gr di farina 00
- 50 gr di zucchero
- 60 gr di burro
- 1 bustina di vanillina
- 1 uovo
- sale q.b.
Per il ripieno
- 2 mele golden
- 2 cucchiai di zucchero 
- cannella q.b.
- 5 biscotti al burro (tipo oro sawia)
- burro q.b.
- mandorle a scaglie q.b.
- zucchero a velo q.b.


Preparazione. Create una fontana con la farina e al centro unite lo zucchero, l'uovo, la vanillina, il sale e il burro freddo tagliato a pezzetti. Impastate il tutto lavorando velocemente il vostro impasto per evitare che si riscaldi eccessivamente. Ottenete un composto omogeneo, copritelo di pellicola trasparente e lasciate riposare in frigo per almeno mezz'ora. Trascorso questo intervallo, stendete la pasta su una carta forno e fatela di una circonferenza più grande di quella della tortiera in cui la cuocerete. Inserite allora le mele sbucciate e tagliate a quadretti, sbriciolate i vostri biscotti in modo omogeneo, spolverate con lo zucchero e un pizzico di cannella. Ricoprite con fiocchi di burro e le scaglie di mandorla. Abbassate i bordi. Ponete la crostata in forno a 180° per circa venti minuti. Sfornate e lasciate raffreddare. Spolverate con leggero zucchero a velo. Bon appetit. 

domenica 4 novembre 2012

Dolcetti speziati con cioccolato bianco e gelatina alla melagrana



Voglio il Natale. Voglio mettermi ai fornelli e sfornare dolci all'impazzata. Sì, okay, okay: siamo appena all'inizio di Novembre. E intanto mi sbizzarrisco con le mie melagrane, neanche fosse capodanno. A questo punto credo che quella sera me ne papperò abbastanza (se ne rimarranno!). Stamattina mi sono data da fare e sono nati questi dolcetti: anche solo un boccone basta per provare un gusto speciale, a mio avviso. Devo dire che i biscotti di pan di zenzero sono davvero deliziosi ( ne farò ancora, mi sono convinta!), per non parlare della gelatina, non so nemmeno come mi sia venuta l'idea. Beh, allora procediamo, scopriamo insieme come assemblare il profumo di spezie, l'essenza di cioccolato bianco e il dolce succo della melagrana.


Ingredienti
Per i biscotti di pan di zenzero
- 180 gr di farina 00
- 80 gr di miele
- 1 uovo medio
- 80 gr di zucchero
- 1/2 cucchiaino di bicarbonato
- 70 gr di burro
- 1 cucchiaino di cannella
- 1/2 cucchiaino di chiodi di garofano
- 2 cucchiaini di noce moscata
- 1 cucchiaino di zenzero in polvere
- pizzico di sale
Per la gelatina alla melagrana
- 5 melagrane
- 4 cucchiai rasi di zucchero
- 2 cucchiai colmi di maizena
Per la decorazione
- 100 gr di cioccolato bianco 
- chicchi di melagrana q.b.


Preparazione. Cominciate dalla gelatina, dovrà essere fredda quando la userete. Sbucciate le melagrane e prendete tutti i chicchi. Passateli e ricavate circa 500 gr di succo. Aggiungete a questo lo zucchero e la maizena. Versate in un pentolino e sempre mescolando portate a completa ebollizione, fino ad ottenere la vostra gelatina. Versatela su una teglia e stendetela fino a raggiungere uno spessore di circa 1 cm. Lasciate raffreddare e mettete in frigo, per almeno due ore. Allora, a fine di questo intervallo, ricavate le forme che desiderate usando delle formine da biscotti. Adesso preparate i biscotti. In una ciotola mettete la farina, lo zucchero, tutte le spezie, il bicarbonato, il burro tagliato a tocchetti freddo, il miele. Cominciate a mescolare e ottenete un composto bricioloso. Aggiungete l'uovo e impastate, ottenendo un panetto ben sodo. Ricopritelo di pellicola e ponetelo in frigo per almeno un'ora. A questo punto stendete col matterello una sfoglia di circa mezzo centimetro. Ricavate le vostre sagome usando le stesse formine di prima. Adagiatele su una teglia ricoperta di carta forno e infornate a 180° per circa cinque/dieci minuti (non fateli divenire troppo secchi). Sciogliete a bagnomaria il cioccolato bianco e bagnate la superficie dei vostri biscotti, dove appoggiate la gelatina e coprite con un altro biscotto, sempre immerso nel cioccolato, e decorate subito, prima che s'indurisca, coi vostri chicchi di melagrana. Ponete i dolcetti in frigo, ma tirateli fuori dieci minuti prima del momento di servirli. Bon appetit.


Con questa ricetta partecipo al Contest: Dolcissimi assaggi


Con questa ricetta partecipo al Contest: Le maghe delle spezie


domenica 21 ottobre 2012

Medaglioni di ricotta, zucca e mandorle



Adesso è periodo di zucche, inutile dirvi che il mio orto ne è pieno. Sono deliziose e le loro forme fanno sorridere. In cucina le uso spessissimo, sono davvero versatili. Le giornate sono così piene, le settimane così veloci ad andare avanti, che c'è sempre bisogno di qualcosa di nuovo per respirare un po' allegramente. Questi medaglioni li ho fatti due volte questa settimana, me li hanno richiesti espressamente e non ho potuto dire di no. Sono freschi, il ripieno di ricotta e zucca è formidabile. Non ci resta che seguire insieme il procedimento.


Ingredienti
Per i medaglioni
- 200 gr di farina 00
- 2 uova
Per il ripieno e la crema
- 500 gr di zucca (già pulita)
- 500 gr di ricotta di pecora
- 2 cucchiai di farina di mandorle
- 1 cucchiaio di grana
- cannella q.b.
- olio extravergine d'oliva q.b.
- scaglie di mandorle tostate q.b.
- sale q.b.



Preparazione. Tagliate la zucca a fettine e mettete queste su una teglia ricoperta di carta forno, spennellandole con olio d'oliva e salandole, prima di cuocerle in forno a 200°. A questo punto preparate la pasta. Impastate 200 gr di farina con le uova, amalgamate il tutto per formare un panetto, da ricoprire con della pellicola. Occupatevi di ripieno e crema. In una ciotola schiacciate le vostre fette di zucca cotte con l'aiuto di una forchetta. Allora mescolate a queste la ricotta e lavorate il tutto. Dividete questo impasto a metà, in due ciotole diverse. In una aggiungete un po' di cannella, farina di mandorle e grana. Stendete adesso la pasta e ricavatene dei medaglioni che riempite con un cucchiaino di questo ripieno. Richiudete. Cuocete in acqua salata per pochi minuti. Mettete un po' di acqua di cottura nella seconda ciotola, raffinando questa seconda parte, che vi servirà come crema per i vostri medaglioni. Conditeli e spolverate con cannella e scaglie di mandorle tostate. Bon appetit.


Con questa ricetta partecipo al Contest: Zucche alla riscossa


Con questa ricetta partecipo al Contest: La mandorla


domenica 7 ottobre 2012

Golden ciambellina con miele e cannella


Ho avuto una settimana abbastanza movimentata ed oggi, una splendida domenica, mi sono dedicata alla mia dolce cucina. I miei figli sentivano la mancanza dei miei pranzetti e devo dire di aver rimediato in tutto e per tutto (li vizio troppo, lo so). Nel frattempo ho anche avuto il tempo di dar voce alla mia fantasia culinaria nella preparazione di un dolcetto niente male. Le mele Golden sono le mie preferite, al mercato ne ho trovate alcune proprio belle. L'ispirazione è venuta subito, mi ha donato diverse opzioni, ma io ne ho scelta una: ed ecco a voi le mie Golden ciambelline, morbide e profumatissime. Il miele s'accompagna divinamente al sapore della mela e all'essenza della cannella, e poi, quando è miele assolutamente naturale (nel mio caso prodotto nell'agrumeto di mio zio), non possiamo che leccarci i baffi. 


Ingredienti
Per quattro ciambelline
- 1 uovo
- 1 mela Golden
- 60 gr di burro
- 80 gr di zucchero semolato
- 1 cucchiaio di miele di fiori d'arancio
- 150 gr di farina 00
- 1 cucchiaino di lievito
- latte q.b.
- buccia di limone grattugiata q.b.
- 1 cucchiaino di cannella
Per la decorazione
- panna da montare q.b.
- miele di fiori d'arancio q.b.
- zucchero a velo q.b.
- cannella q.b.
- qualche fettina di mela Golden


Preparazione. Mescolate il burro ammorbidito, lo zucchero ed il miele. Aggiungete l'uovo e la buccia grattugiata di un limone. Continuando a mescolare, inserite la farina, la cannella, il lievito. Se necessario, aggiungete un po' di latte. Tagliate la mela a dadini e mescolatela all'impasto. Imburrate ed infarinate i vostri stampini e non riempiteli fino all'orlo (più della metà andrà bene). Infornate a 180° per circa quindici/venti minuti. Sfornate le ciambelline e, appena sono raffreddate, spolverizzatele con zucchero a velo e cannella. Montate la panna, usatela come decorazione, accompagnando ogni dolcetto con una fettina di mela Golden, strofinata precedentemente su uno spicchio di limone, per donarle più duratura lucentezza. Irrorate con un cucchiaino di miele. Bon appetit.



Con questa ricetta partecipo al Contest: I dolci con le mele


lunedì 1 ottobre 2012

Profumo di Sicilia: Couscous dolce agrigentino


Vi presento il primissimo appuntamento mensile con Profumo di Sicilia, il viaggio gastronomico in giro per le bellezze di questa mia regione. Non vi nascondo che sono emozionata, ecco, diciamo la verità. Ma non perdiamoci d'animo e passiamo subito alle cose serie. Oggi si parla di Agrigento e delle sue bontà, visive, archeologiche, culinarie, oggi si parla della bella Girgenti, come la chiamiamo in siciliano.

Città illustre, sede dello splendore greco al tempo delle poleis, fulcro di cultura antica e nobile, baluardo assieme ad altre della Magna Grecia. Da Akragas il suo nome divenne Agrigentum, secondo la latinizzazione. E' nota come Città dei Templi e naturalmente a ragione: templi dorici, risalenti all'età ellenistica, nella cosiddetta Valle dei Templi, sono tuttora meta turistica eccezionale ed attraente. E come non citare Empedocle il filosofo e medico, a cui la città diede i natali? Non posso nemmeno dimenticarmi del più famoso scrittore agrigentino, Luigi Pirandello, orgoglio italiano, drammaturgo e novellista di notevole ingegno e grandissima importanza per la nostra letteratura, uno degli autori siciliani che più adoro, che più mi ha lasciato il segno. Agrigento oggi è una città viva, piena di manifestazioni culturali di grande spessore. Solo per citarne qualcuna, vi parlo de La sagra del mandorlo in fiore, la quale si svolge ogni febbraio, poco prima della primavera, quando sbocciano i fiori di mandorlo. Una bellissima manifestazione che si arricchisce di esposizioni e spettacoli meravigliosi, tutto all'insegna della tradizione del luogo, attirando visitatori da ogni parte della regione e dell'Italia.
Dal punto di vista gastronomico (e qui veniamo al punto principale, eh?) sono parecchie le ricette tradizionali della zona agrigentina. Devo dire che ho fatto delle ricerche approfondite al fine di scegliere la ricetta che rappresentava per me Agrigento e che mi andava di provare per la prima volta a casa mia. La scelta è caduta sul Couscous agrigentino. Nessuno sa bene quale sia la ricetta originale, poiché il segreto è custodito dalle suore del monastero di Santo Spirito di Agrigento. Ingredienti evidenti sono semola, pistacchi, mandorle, canditi. Tante sono le versioni, tanti i tentativi di avvicinarsi alla vera ricetta, sfiorarne il sapore vero, la mia è una di queste, naturalmente. Devo ammettere di essere rimasta molto affascinata da questo alone di mistero, e devo dire che sono contenta della mia preparazione e del risultato. Assaggiando il mio couscous dolce ho sentito gli ingredienti mescolarsi in un gusto unico. E' una ricetta semplice ma che agguanta subito e non lascia più il palato. Magari all'inizio sembra troppo particolare per essere irresistibile, poi gli aromi non ci lasciano scelta e dobbiamo cedere ad una bontà inusuale. 


Couscous dolce agrigentino

Ingredienti
Per sei porzioni
- 70 gr di semola per couscous 
- 100 gr di pistacchi di Bronte tritati
- 80 gr di mandorle tritate
- 50 gr di scaglie di cioccolato fondente
- 100 gr di canditi misti
- 2 cucchiai di zucchero a velo
- 1 fialetta di vaniglia 
- cannella q.b.

Preparazione. Cuocete il vostro couscous seguendo le istruzioni riportate sulla confezione. Lasciate raffreddare. Mescolate in una ciotola il vostro couscous freddo con mandorle e pistacchi tritati, lo zucchero a velo, la cannella. Versate le gocce di vaniglia e fate in modo che il couscous non diventi troppo compatto. Aggiungete i canditi tagliati a piccoli pezzi, le scagliette di cioccolato fondente. Mescolate con delicatezza. Servite in belle coppette come quelle che ho usato io, di terracotta tipica siciliana. Bon appetit e al prossimo appuntamento con Profumo di Sicilia.

Con questa ricetta partecipo al Contest: Il pistacchio di Bronte



venerdì 14 settembre 2012

Coco macarons con farcitura alla cannella


La scuola è ricominciata ed io ho rimesso le mani al volante ed i piedi sull'acceleratore. La cosa che mi piace di più dell'estate è di certo lo starmene a casa o in campagna, evitando a più non posso i traffici giornalieri. Poi, se proprio devo partire, mi tocca sorbirmeli anche in quel caso, è evidente! Benché io sia già molto occupata, questo blog mi dà sempre gioia e pensare a qualche ricetta, per particolari occasioni da foodblogger, mi fa tanto piacere ed allieta molto la mia giornata. Dopo il successo del mio Pavé (devo dire che siete stati generosi coi complimenti, vi ringrazio), torno di nuovo all'attacco con il cocco. Mi son detta: voglio preparare qualcosa che non ho mai avuto l'occasione, la pretesa o la forza di preparare. Qualcosa che sia elegante, ma di certo non troppo faticoso e lungo, altrimenti rischierei di sforare i miei tempi sempre troppo corti. Allora mi è venuta l'idea di cimentarmi coi macarons, questi biscotti che sanno di Parigi appena li si guarda. Ho notato parecchie ricette con procedimenti molto complicati e difficoltosi, ma credo che la mia vi colpirà per la sua semplicità e per la sua fattibilità, dal momento che ci tengo tanto ad essere sincera e precisa come posso nello spiegarvi il modo in cui realizzo le mie leccornie. E, reputando che cocco e cannella si sposano divinamente, perché non provare a metterli insieme? A questo punto non vi resta che leggere di seguito e magari decidervi a preparare anche voi i miei deliziosi macarons.

Ingredienti
Per quindici macarons
- 3 albumi
- 80 gr di farina di cocco disidratato
- 200 gr di zucchero a velo
- 25 gr di zucchero semolato
- pizzico di sale
Per la farcitura alla cannella
- 100 gr di cioccolato bianco
- 100 gr di panna fresca da montare
- mezzo cucchiaino di cannella


Preparazione. Parecchie ore prima del momento in cui servirete i vostri macarons, dedicatevi alla preparazione della crema con cui li farcirete. Sciogliete a bagnomaria i pezzetti di cioccolato bianco assieme alla panna ed alla cannella. Mescolate per farla raffreddare un po' e con la frusta elettrica montatela per almeno dieci minuti. Ponetela in frigo, per farla rassodare. Adesso passiamo ai macarons. Sbattete gli albumi, aggiungete il pizzico di sale e, non appena schiumano, lo zucchero semolato (io ho aggiunto, ad un impasto, anche un pizzico di cannella, ma questo solo se volete avere un effetto avana che potete vedere in alcuni macarons in foto). Sbattete con la frusta elettrica fino a che gli albumi non sono montati bene a neve. A questo punto con l'aiuto della spatola mescolate il composto con lo zucchero a velo e la farina di cocco, facendo molta attenzione a non smontarlo. Mettete l'impasto in una sac à poche e su una teglia coperta di carta forno fate dei mucchietti circolari del diametro di circa 3/4 cm. Lasciateli riposare per qualche minuto. Infornate a 120°, ma regolatevi a seconda del vostro tipo di forno, mi raccomando. Sfornateli quando sono cotti, ma non devono essere dorati, lasciateli, invece, bianchi. Fateli raffreddare e poi farciteli con la crema ormai ben soda e corposa.
Bon appetit.

Con questa ricetta partecipo al Contest: Il cocco



lunedì 6 agosto 2012

Antica crostata ai fichi



Oggi ho voluto dare una ventata di novità al mio blog, e per questo motivo ho fatto delle piccole modifiche che spero vi piaceranno. Cerco di migliorare giorno dopo giorno, dandomi da fare con la macchina fotografica, con tovagliette, bicchieri, piatti e ingredienti sempre nuovi. Ho creato questo blog da qualche mese e già qualcosa è cambiato in me. Se prima non volevo condividere nulla e ne avevo timore, adesso non vedo l'ora che qualcuno venga a vedere le mie ricette e se ne innamori come la sottoscritta. Adesso, però, passiamo alla ricetta del giorno. La base di questa crostata mi è stata tramandata da un'anziana zia, che ora non c'è più. E' molto particolare ed io ho voluto proporla con l'uso dei fichi, di mia produzione e coltivazione. Ecco ingredienti e preparazione.



Per la base della crostata
- 200 gr di farina 00
- 50 gr di burro
- 1 uovo
- 100 gr di zucchero
- 1/2 cucchiaino di cannella
- 1/2 cucchiaino di bicarbonato
- marsala q.b.
Per la decorazione
- fichi q.b.
- 6 biscotti amaretti
- zucchero di canna q.b.





Preparazione. In una ciotola versate la farina, formando la fontana. Mettete dentro lo zucchero, l'uovo, il burro ammorbidito, la cannella, il bicarbonato e un po' di marsala (quel che basta per impastare il tutto versatelo a poco a poco). Mescolate con una forchetta e impastate con le mani, fino ad avere una pasta liscia, omogenea, né troppo morbida né troppo dura. Prendete uno stampo a cerniera, imburratelo ed infarinatelo. Coprite la base di questo stampo col panetto steso usando il mattarello. Lasciate il bordo alto per contenere i fichi. Sbriciolate tre amaretti sulla superificie della crostata. Poi sbucciate i fichi e tagliateli a fiore facendo una croce o a piacere. Adagiateli sulla base già sistemata. Spolverate con zucchero di canna e sbriciolate i restanti amaretti. Infornate a 180° per circa quaranta minuti. Sfornate e servite fredda. Bon appetit.

venerdì 29 giugno 2012

Cookies speziati alle noci


Quest'oggi sono stata assalita da un'irrefrenabile voglia di biscotti. In fretta e furia mi sono messa all'opera, ispezionando la mia dispensa e dando libero sfogo alla mia fantasia. Anche stavolta ho voluto usare le mie noci deliziose, ma per un dolce. Questi biscotti non li ho mai preparati prima, eppure li amo già: il loro odore è inconfondibile ed attraente. 
Ecco gli ingredienti.
(Per 40 cookies)

- 300 gr di farina 00
- 150 gr di zucchero
- 1 uovo
- 200 gr di burro
- 1 cucchiaino di zenzero
- 1 cucchiaino di chiodi di garofano
- ½ cucchiaino di cannella
- ½ cucchiaino di lievito per dolci
- 2 manciate di gherigli di noci
- 2 manciate di gocce di cioccolato fondente

Procedimento.
In una ciotola unite farina, zucchero e lievito, formando una fontana. Al centro versate l'uovo, e su di esso aggiungete lo zenzero, la cannella, i chiodi di garofano. Sbattete l'uovo con una forchetta. A questo punto aggiungete il burro ammorbidito a tocchetti e impastate il tutto, formando una pasta liscia, omogenea, ben compatta. Allargatela e aggiungete i gherigli di noci e le gocce di cioccolato, amalgamando nuovamente. Dividete l'impasto in tre filoni arrotolati, ricoperti di pellicola, e metteteli in frigorifero per circa un quarto d'ora. In seguito foderate una teglia di carta forno, tirate fuori dal frigo i filoni, togliete la pellicola e tagliateli a rondelle di circa 1 cm di spessore. Schiacciateli un po', disponeteli nella teglia e su ogni biscotto mettete al centro un gheriglio per decorare. Infornate a 180° per 10 minuti circa. Quando sono dorati, sfornateli. Lasciate raffreddare e servite i vostri cookies. Bon appetit!
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