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lunedì 8 luglio 2013

Frittatine di ricotta al forno


E' il sole a mettere a dura prova le mie prestazioni fotografiche. Io sistemo tutto: il piatto, le posate, i ninnoli che ho scelto per la composizione. E aspetto la luce giusta. No, niente magie da fotografa provetta, non ne sono capace e non ho i mezzi adatti (la reflex è diventata un sogno lontano?). Diciamo che m'arrangio. Io , in ogni caso, aspetto la luce. A volte attendo che il sole cocente se ne vada. Altre volte un raggio di sole proprio mi ci vorrebbe. Il sole gioca con me, coi miei scatti: ci inseguiamo come se giocassimo a nascondino. Guarda che ti prendo, oggi. Nessuna illuminazione divina, magari qualche accecamento, questo ve lo assicuro! Il Sole d'estate è di certo il più birichino. Anche se oggi è stata una giornata nuvolosa (tuoni e lampi, fulmini e saette hanno fatto un bel concerto e, scusate il gioco di parole, mi hanno lasciato sconcertata!), il Sole, senza che io me ne fossi accorta, si è insinuato nel mio obiettivo. Ho scattato le foto stamattina e parecchie nuvole coprivano la zona in cui doveva esserci il Sole. Ma poi è spuntato con tutta la sua grazia e la sua prepotenza, coi suoi raggi dorati e la sua caparbietà celestiale. Mi hai stanato. Allora troverete un po' di luce nelle mie foto: la luce è sempre meglio delle tenebre e rischiarare è un atto d'amore e di verità. E poi, dicendovela io la verità, a me le frittate hanno fatto sempre pensare al Sole di mezzogiorno. Quel loro tocco dorato mi sa di Sole. Avranno anche il suo sapore? Questo post, come avete capito, ha deciso di brillare un po' ed è giusto farlo risplendere a voi. Vi invito allora a gustarvi queste frittatine di ricotta al forno che io ho trovato davvero congeniali per questa giornata (non c'era troppo caldo ed ho potuto accendere il forno con tutta tranquillità). Sono veloci, facili, sfiziose al punto giusto. E poi sono allegre. Come il Sole, no?


Ingredienti
- 3 uova
- 2 albumi
- 250 gr di ricotta di pecora
- 1 cucchaio di prezzemolo tritato
- 12 olive verdi snocciolate
- sale e pepe q.b.
- burro q.b.



Preparazione. In una terrina sbattete le uova e la ricotta. Aggiungete prezzemolo, olive tagliate a rondelle, sale e pepe, gli albumi ben montati a neve (facendo attenzione a non smontarli). Imburrate delle piccole pirofile o stampini, versatevi il composto. Infornate a 170° per venti minuti circa. Quando sono ben cotte, sformate le frittatine e servitele calde o fredde. Bon appétit.

Con questa ricetta partecipo al Contest Ricette e Ricotta
Categoria Finger Food Salati


sabato 1 giugno 2013

Crepes speziate alla panna, con patate e zucchine


Quella che vi racconto oggi è una storia vecchia come il cielo e antica come il tempo: la secolare inchiesta, mai risolta, riguardo alla duratura contesa tra il venerando Signor Guscio d'Uovo e la premurosa Signora Chioccia. Il processo continua da così tanti decenni, che ci si è dimenticati perfino del momento in cui cominciò (alcuni pensano che la lite risalga al tempo dei Dinosauri, altri ritengono che il principio di tutto sia riscontrabile nel periodo della formazione della Crosta Terrestre). In ogni caso, a non essere stato dimenticato è il motivo della discordia: fino ad oggi, inspiegabilmente, non si è riusciti a capire chi sia venuto prima, se l'uovo o la gallina. - No, badi a come parla - mi interrompe la Signora Chioccia - moderi i suoi termini, ochetta di una blogger! L'abbiamo offesa e me ne dispiace: è pur sempre una gallina, ma, in effetti, merita rispetto e commiserazione, dal momento che questo processo l'ha proprio stancata. - Infatti - aggiunge subito - per la rabbia faccio solo un uovo al giorno, e perfino malvolentieri, si figuri! Evidentemente la questione ha scosso tutta la sua persona così tanto, da renderle odiosa ogni minima forma di guscio. - Non me ne parli, ochetta-blogger! Ho una tale repulsione che, quando mi tocca covarne qualcuno, lo faccio fare a qualche mia amica, piuttosto che farlo io! Che situazione, ragazzi. Anche dall'altra parte, nel caso del secondo imputato, le cose non si sono messe bene, sapete? - Il suo è un eufemismo, signora - precisa adesso il Signor Guscio d'Uovo - dopo questa storia non dormo la notte e l'albume mi si frigge da sé, per la bile! L'azione diffamatrice della Signora Chioccia gli ha tolto da anni il lavoro, e per questo non ha potuto mai aprire la sua industria di Omelette: povero Signor Guscio d'Uovo.


  - Non lo scusi troppo, ochetta delle mie zampe, non lo scusi, sa?, perché, anche se nessuno vuole ascoltarmi, lui deve a me la vita, perdinci! La gallina ehm, la Signora Chioccia si scalda facilmente, come potete notare, e immediatamente giunge la saggia risposta della difesa. - Stia attenta a come parla, Signora Chioccia, perché, altrimenti, potrei chiamare a testimonianza perfino un bravo macellaio! Il Signor Guscio d'Uovo non ne può proprio più e ripete a tutti che lui ha pure una prova scientifica della sua superiorità: dice, infatti, che, secondo la teoria del Big Bang, l'Universo si è formato con l'esplosione di un suo trisavolo, il cosiddetto Uovo Cosmo Cosmico. E la scienza è dalla sua parte, signori e signore. - Screanzato e ingrato sei - lo calunnia la Signora Chioccia tutta rossa sul becco - ti meriteresti una beccata come si deve su quel guscio delicato! Come potete vedere, anche nel 2013 la questione non si è conclusa, l'inchiesta continua sempre e gli animi non si sono quietati: la Signora Chioccia insiste nel dire che lei è venuta prima perché madre per nascita e natura; il Signor Guscio d'Uovo ribatte imperterrito, avanzando disquisizioni astronomiche molto strampalate. E allora vi faccio una richiesta: chiunque sapesse qualcosa a riguardo, chiunque conoscesse la verità, chiunque avesse visto qualcosa di sospetto, chiunque volesse andare a testimoniare per una o per l'altra parte, è pregato di recarsi presso la Corte Generale dei Pollai e dei Tuorli Costituzionali. 


E per onorare questa Inchiesta su cui mi piacerebbe che voi diceste anche la vostra, ho preparato delle crepes, ragazzi. Riempite con panna, zucchine e patate diventano un pasto sostanzioso e d'una cremosità indicibile! Vi invito a farle, anche perché sono velocissime da fare, quando si hanno delle buone uova a disposizione. Quelle che vedete sono le uova delle mie gallinelle (dai, non mi faccio mancare niente nella mia campagna!) e quindi la genuinità è assolutamente garantita. E, se guardate alla fine del post, noterete anche una piccola sorpresa: la mia oca ha covato un uovo e da questo è nato un pulcino tenerissimo, il cui visetto ho voluto condividere con voi, dato che eravamo in tema, ecco. Bene, adesso siamo pronti per la ricetta, ma prima una considerazione: con tutte 'ste foto di uova, mi sembra Pasqua. E invece siamo a Giugno.


Ingredienti
Per le crepes salate
- 4 uova
- 1 pizzico di sale
- 125 gr di farina
- 200 ml di latte
- 1 pizzico di curcuma
- chiodi di garofano macinati q.b.
Per la farcitura
- 3 zucchine piccole
- 2 patate medie
- 1 pizzico di sale
- peperoncino q.b.
- 250 ml di panna da cucina
- 1 foglia d'alloro
- chiodi di garofano macinati q.b.
- 1 spicchio d'aglio
- curcuma q.b.
- 1 scalogno piccolo
- olio evo q.b.
- parmigiano q.b.

Preparazione. In una ciotola sbattete le uova con un pizzico di sale, di curcuma e di chiodi di garofano. Aggiungete piano la farina e mescolate senza creare grumi. Versate il latte. Mettete da parte. Nel frattempo tagliate a rondelle sottilissime le zucchine e le patate, dopo averle rispettivamente lavate e sbucciate. In una padella antiaderente mettete circa quattro cucchiai di olio d'oliva, dove aggiungete lo spicchio d'aglio (che subito toglierete) e lo scalogno tagliato sottilmente. Fate soffriggere le patate e le zucchine per circa dieci minuti, a fuoco moderato. Aggiungete sale, curcuma, chiodi di garofano macinati, un pizzico di peperoncino. Mescolate bene e infine aggiungete la panna. Dopo qualche minuto, spegnete il fuoco, il condimento è pronto. Prendete una padella antiaderente piccola riscaldata, al centro versate un mestolo piccolo del vostro preparato per le crepes. Con un gesto rotatorio, spianate lungo la superficie della padella. Quando notate che la parte inferiore è dorata, alzate un lembo, lo prendete e lo girate con un colpo veloce senza rompere la crepe. Fate dorate l'altra parte e procedete così per le altre. Terminato il tutto, riempitele una ad una con il composto e chiudete in quattro. Adagiate a schiera le crepes ripiene su una pirofila da forno. Irrorate con un filo d'olio extravergine d'oliva e spolverate con parmigiano. Infornate a 200° per circa cinque/dieci minuti. Verranno leggermente croccanti. Bon appètit.



domenica 28 aprile 2013

I biscotti della vicina: Petits biscuits al cocco


Quant'è variegato il mondo dei vicini. C'è il vicino che ascolta ogni tua telefonata, se ti azzardi a mettere piede in terrazzo con il cellulare all'orecchio; c'è il vicino che taglia i rami del tuo albero, perché "usurpano la proprietà" altrui; c'è il vicino che pretende di avere l'erba più verde (e invece il suo giardino è il set di un nuovo film di Indiana Jones); c'è il vicino che ti chiede lo zucchero (e poi è lui ad avere una piantagione di canna da zucchero in qualche posto sperduto dell'emisfero australe); c'è poi il vicino che bussa alla tua porta per regalarti ogni tanto dei biscotti e darti pure la ricetta. Una delle mie vicine appartiene a questa ultima categoria, e mi posso definire "fortunata". Voi, invece, con quale vicino siete costretti a "convivere"? Per questi deliziosi biscottini ho seguito le sue dosi, ma ho deciso di prepararli al cocco, ché questa domenica m'ispirava così - è una domenica di primavera, leggera, leggera. Ho fatto anche una buona tazza di tè, io lo adoro classico, con una goccia di latte: è stato un momento che mi son voluta regalare, in questa giornata, prima di cominciare un'altra dura settimana. Allora spero vi piacciano e, se avete grane con qualche vostro vicino di casa, mangiatevi un biscotto e non pensateci più. 

Ingredienti
- 240 gr di farina 00
- 60 gr di farina di cocco
- 2 uova medie
- 100 gr di zucchero
- 100 gr di burro
- 1 pizzico di sale
- 1 bustina di vanillina
- 1 cucchiaino di lievito per dolci

Preparazione. In una ciotola mettete le due farine, lo zucchero, la vanillina, il sale e il lievito. Mescolate. Aggiungete il burro freddo, tagliato a tocchetti. Mescolate ancora, frizionando con le mani. Fate una fontana e al centro versate le due uova intere. Sbattetele e impastate il tutto sempre con le mani. Ottenete un impasto liscio e omogeneo. Lasciatelo riposare per circa 10 minuti. Mettetelo in un sac-à-poche con la bocchetta rigata e formate i vostri biscotti. Adagiateli su una teglia ricoperta di carta da forno e infornateli a 200° per circa 3-5 minuti (state attenti: appena sono leggermente dorati, sfornateli subito!). Lasciateli raffreddare, così si induriscono un po', ottenendo la loro giusta consistenza: saranno pronti per una buona colazione o per qualsiasi momento della giornata in cui vi andrà di mangiarne uno. Bon appètit.

Con questa ricetta partecipo al Contest: Keep calm and drink tea

mercoledì 27 marzo 2013

Occhi di bue al limone



La Pasqua si avvicina, so già che in un batter d'occhio sarà passata ed io non me ne sarò neppure accorta. Intanto, da una settimana a questa parte, percepisco nell'aria la peculiare atmosfera pasquale. Ogni festività ha una sua atmosfera, determinata da elementi diversi, ed è una sensazione difficile da spiegare a parole: è come se ogni festa avesse il suo profumo. Io ai profumi sono molto legata, anche a questo devo il nome del mio amato blog: ai profumi do attenzione e associo immagini e ricordi. Quando penso alla Pasqua mi viene in mente la mia Pasqua in Svizzera, durante la mia infanzia. Lì è molto sentita: si fa una sorta di caccia al tesoro, più propriamente alle uova! I bambini, investigatori per un giorno, corrono nei prati in cerca dei nascondigli in cui "i grandi" hanno celato le loro sorprese di cioccolato. Io amavo questo gioco, ricordo la gioia, l'euforia e l'esultanza. Era un giorno adorabile e la Pasqua diventava indimenticabile. Quando avrò dei nipoti vorrei ricreare la stessa emozione nei loro visi. Un altro ricordo è legato a questa festa e alla ricetta semplicissima che oggi mi andava di proporvi. A Pasqua mia nonna faceva gli occhi di bue al limone: mio nonno adorava i limoni (soprattutto quelli autentici di Sicilia) e detestava la marmellata, perciò, quando qualche zio dalla Sicilia ci veniva a trovare lassù, portandoci come omaggi i profumati limoni siciliani, simbolo di nostalgie piacevolissime a quel tempo, per chiunque immigrato, mia nonna era pronta, col suo mattarello, a preparare questi biscotti memorabili, che anche quest'anno non ho potuto non riproporre alla mia famiglia. 


La crema al limone per farcirli la faceva lei, ma io non ho voluto cercare di rifarla, per non violare il ricordo dolcissimo di qualcosa di remoto che rimarrà indelebile ed insostituibile: per questo motivo ho usato un prodotto dell'azienda Bacco, una crema al limone raffinatissima che mi ha proprio convinta e che ho ritenuto perfetta per questa ricetta, data la somiglianza con "l'originale". Intrisi di ricordi sinceri sono questi occhi di bue, pur nella loro essenzialità. Per me Pasqua è anche questo ed ho voluto esprimervelo a parole e su un piatto da dolce.  

Ingredienti (per circa 30 biscotti)
Per la pasta frolla
- 350 gr di farina 00 (io Molino Chiavazza)
- 125 gr di zucchero
- 125 gr di burro
- 2 tuorli
- 1 uovo intero
- scorza grattuggiata di 1 limone
Per la farcia
- 1 barattolo di Cremosa di Bacco al Limone
Per la decorazione
- zucchero a velo q.b.

Preparazione. Su una spianatoia mettete la farina, il burro freddo tagliato a tocchetti. Con le mani cercate di mischiare il tutto, lasciando l'impasto un po' "sabbioso", non amalgamato. Al centro mettete lo zucchero, i tuorli e l'uovo intero, infine la scorza grattugiata di un limone. Impastate bene il tutto, ottenendo una pasta frolla liscia ed omogenea. Ricoprite con della pellicola e lasciate in frigo per almeno una mezzora. Quando è ben fredda, stendete col mattarello una sfoglia di circa mezzo centimetro di spessore. Con le formine (di diametri diversi, uno più grande, l'altro più piccolo) realizzate i vostri cerchi, alcuni senza il buco, altri sì. Metteteli su una teglia ricoperta di carta forno e infornate a 170° per circa 10 minuti. Appena sono pronti (non fateli troppo dorati), sfornateli. Quando saranno freddati, spalmate un po' di crema sui biscotti interi. Ponete su di essi i biscotti col buco, già spolverizzati con lo zucchero a velo (in questo modo eviterete di sporcare la crema centrale). Bon appètit.

Con questa ricetta partecipo al Contest: La ricetta della tua infanzia

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Con questa ricetta partecipo al Contest: Color Food


mercoledì 6 febbraio 2013

Pignolata glassata



Una cosa fantastica di noi food blogger è il fatto che ogni festa che arriva ci porta sempre ad assaporarne le più disparate sfumature, realizzate praticamente, con le nostre mani, in piatti sempre diversi, calorosi, di spirito. Lo spirito del Carnevale ha preso anche me, ma soltanto dal punto di vista culinario: è una festa antichissima, presente persino, in forme naturalmente differenti, ai tempi dei Greci, quando tutto e tutti mutavano aspetto, l'illecito si mescolava al lecito, il sacro col faceto, il riso con la lacrima, il mostro con la bellezza, il bene col male, il ricco col povero. Il bianco col nero, penso subito, proprio mentre sto scrivendovi, guardando la mia pignolata. Anche questa ricetta la devo a Messina, protagonista dell'appuntamento di questo mese con Profumo di Sicilia. Devo ammettere che, per la ricetta che doveva caratterizzare la città, sono stata a lungo indecisa, tra la pizza e questo meraviglioso dolce. Dopo aver preso la mia decisione, tuttavia, la voglia di prepararlo mi è rimasta comunque, così che oggi, di buon'ora, mi son data da fare, riempendo la mia cucina d'odor di fritto. Il fritto è poi una cosa prettamente "carnevalesca": penso alle chiacchiere o bugie, naturalmente, e penso anche che nei prossimi giorni devo prepararne o procurarmene necessariamente. Qualche quintale dite che mi basterà? Ma torniamo seri (ma questo post, data la festività, non lo sarà di certo!) per descrivervi la ricetta che vi propongo oggi. La pignolata che ho fatto io è quella glassata, al cioccolato e al limone, che si prepara tantissimo durante questo periodo, proprio per Carnevale (ve lo dico perché una mia vicina di casa me ne regala sempre un vassoio pieno!): questo dolce, tipico di Messina, ma anche di Reggio Calabria, deriva dalla più antica "pignolata al miele". Si dice che quest'ultima, la quale prevedeva la frittura nello strutto di piccoli pezzi di pasta, a forma di pigne, sui quali veniva poi versato dell'abbondante miele (svengo al sol pensiero, per l'acquolina!) venne modificata in questa versione più "aristocratica", se capite cosa poteva significare tempo fa questa parola. E devo dire, con tutta sincerità, che i nobili non amavano molto i piatti light, dato che, per far uno smacco alla ricetta "povera", si prendevano lo sghiribizzo di usare il cioccolato, bontà da re, e il limone di Sicilia, assolutamente intramontabile. Credo di essermi dilungata a dovere, perciò gustiamoci il procedimento.



Ingredienti
Per le "pigne"
- 250 gr di farina 00
- 2 uova intere
- 1 tuorlo
- 1 pizzico di sale
- 50 gr di burro 
- 100 gr di zucchero

Per la glassa al limone
- 1 albume
- 1 pizzico di sale
- succo di 1/2 limone
- 125 gr di zucchero a velo

Per la glassa al cioccolato
- 100 gr di cioccolato fondente
- 125 gr di zucchero a velo
- 2 cucchiai d'acqua
- 1 pizzico di cannella
- 1 noce di burro

Per friggere
- olio evo q.b.

Preparazione. Fate una fontana con la farina, al centro mettete il sale, le uova, il tuorlo, lo zucchero e il burro ammorbidito e fatto a pezzettini. Con una forchetta sbattete e impastate, poi, con le mani. Formate un panetto compatto e morbido. Avvolgetelo con della pellicola e mettetelo a riposare nel frigo, per almeno tre ore. Trascorso questo intervallo di tempo, prendete un po' del panetto e formate un cordoncino lungo ma più sottile di un dito. Ricavate dei piccolissimi tocchetti di pasta (di 1 cm) e infarinateli man mano per evitare che si attacchino. Friggeteli, a poco a poco, in abbondante olio extravergine d'oliva ben caldo, mescolandoli in modo da dare una cottura uniforme. Appena son dorati, scolateli su della carta assorbente, e metteteli da parte. A questo punto preparate le due glasse. In una ciotola sbattete, con le fruste elettriche, l'albume con un pizzico di sale. Quando è quasi montato, aggiungete zucchero a velo e il succo di limone. Continuate a montare, finché la crema non diventa densa, compatta e bianchissima. Allora prendete metà delle vostre "pigne" e mescolatele bene con questa prima glassa. Ponetele su metà di un vassoio o del piatto di portata che volete utilizzare. Per la glassa al cioccolato, sciogliete a bagnomaria il cioccolato fondente fatto a pezzettini, assieme allo zucchero a velo, alla cannella, alla noce di burro e all'acqua. Mescolate sempre per ottenere una crema densa e omogenea. Versatevi la restante metà delle "pigne" e ponetela sul vassoio, accanto a quelle precedenti. Lasciate raffreddare e bon appètit.

Con questa ricetta partecipo al Contest: Contest di presentazione


Con questa ricetta partecipo al Contest: Friggere - Cre-azioni in cucina


Con questa ricetta partecipo al Contest: Dolci fritti




venerdì 4 gennaio 2013

Lemon curd's mini-cake



Vi dico subito che il lemon curd è st-r-e-p-i-t-o-s-o. Non l'avevo mai né assaggiato né preparato prima, quindi, dopo essermi documentata, non ho potuto non mettermi a grattuggiare e spremere limoni. Io ho usato quelli della mia pianta (sono troppo orgogliosa di lei!) e ho tutta la cucina che profuma meravigliosamente (se proverete questa ricetta questo è l'effetto collaterale più delizioso che otterrete!). Il lemon curd ha il colore del sole ed un sapore forte: in Inghilterra è molto gettonato durante l'ora del té pomeridiano, e anche io, alle cinque, ho preso una mezz'oretta per me, divorando una mini-cake che col lemon curd convola letteralmente a nozze. Pertanto vi dico: volete assaggiare il limone nella sua vera essenza, nel suo vero gusto? Preparatre una Lemon curd's mini-cake. 

Ingredienti
Per 6 mini-cakes al limone
- 2 uova medie
- 150 gr di farina 00
- 100 gr di zucchero
- scorza di 1 limone
- succo di 1 limone
- 60 gr di olio evo
- 1/2 bustina di lievito per dolci
Per il lemon curd
- 2 uova medie intere
- 1 tuorlo 
- 110 gr di zucchero
- 1 cucchiaino di maizena
- 50 gr di burro
- scorza di 2 limoni
- succo di 2 limoni
- 1 bustina di vanillina
Per i limoni addolciti
- 2 limoni
- 500 ml d'acqua
- 250 gr di zucchero

Preparazione. Cominciate con le mini-cakes. In una terrina sbattete con le fruste elettriche le uova, assieme allo zucchero, all'olio evo, al succo e alla scorza grattuggiata di un limone. Quando il composto è ben omogeneo, aggiungete la farina, il lievito e la vanillina, mescolando con la spatola. Imburrate ed infarinate i vostri stampi, riempiteli per 3/4 e infornate a 160° per circa venti minuti. Sfornate e mettetele da parte. Nel frattempo in una casseruola mettete l'acqua con lo zucchero, poi versate i due limoni tagliati a fettine. Cuocete a fiamma dolce per circa trenta minuti: i vostri limoni si addolciranno e saranno perfetti per guarnire il piatto. Lasciateli raffreddare, e preparate il lemon curd. In un pentolino, a bagnomaria, fate scioglere il burro con lo zucchero, aggiungete poi le uova sbattute, la vanillina, la scorza grattuggiata e il succo di due limoni (al quale avete mescolato precedentemente la maizena). Mescolate lentamente, senza che il contenuto arrivi ad ebollizione, finché la crema si addensa. A questo punto setacciatela con un colino e versatela sui mini-cakes guarnendoli con qualche fetta di limone addolcito. Bon appètit.


Con questa ricetta partecipo al Contest: English recipes con Salter



giovedì 3 gennaio 2013

Salmon potatoes plumcake



Prima ricetta dell'anno 2013. Sono tanto fiera di questo blog, delle esperienze che ho fatto e dei progetti che ho da realizzare. Sono affamata di sfide, entusiasta per il futuro, desiderosa di migliorare. Il periodo delle feste giunge ormai al termine e ricominciano le solite giornate di completo impegno. Ma cominciare con un plumcake del genere non vi mette subito le energie in corpo? Per me è stato così: le patate donano all'impasto una morbidezza delicata, il salmone dà quel gusto che fa la differenza, per non parlare poi della consistenza. Il plumcake inglese è qualcosa di veramente versatile, tanto che è possibile spaziare dal dolce al salato, da ingredienti semplici o più particolari. Questo è ideale, secondo me, per questi giorni di "transizione". E' con questo che voglio dare inizio alla serie di ricette che costelleranno la vita di questo blog anche quest'anno. Felicissima di cominciare con voi, vi auguro ancora un buon 2013. Godetevi la ricetta.


Ingredienti
- 3 uova
- 200 gr di ricotta
- 200 gr di farina 00
- 50 gr di latte
- 1 patata (150 gr circa)
- 50 gr di salmone affumicato
- 3 cucchiai di parmigiano reggiano
- prezzemolo q.b.
- 1 bustina di lievito
- sale q.b.

Preparazione. In una ciotola grattuggiate la patata, aggiungete la farina, le uova, la ricotta, il salmone fatto a pezzi, il parmigiano, un pizzico di sale, il prezzemolo tagliato finemente, il latte e il lievito. Mescolate il tutto ottenendo un composto ben cremoso. Imburrate e infarinate uno stampo da plumcake, riempitelo versando il vostro composto e infornate a 160° per circa trenta minuti. Bon appètit.

Con questa ricetta partecipo al Contest: English recipes con Salter


sabato 29 dicembre 2012

Cavatielli verdi con crema alla mozzarella di bufala



Venerdì ... spinaci! Eh, sì, stamattina, alla buon'ora, li ho raccolti freschi freschi dal mio orto. Non vi dico che verde, che colore: non potevo non farne una ricetta. Venerdì spinaci, ecco cosa mi son detta. Allora ho optato per la pasta fatta in casa: adoro la magia di impastare con le mani, per poi ottenere forme di pasta sempre diverse. Ho provato, stavolta, i cavatielli, che, dalle mie parti, chiamiamo, più tipicamente, "cavatieddi". Il condimento è d'una leggerezza unica: la mozzarella di bufala, col suo sapore unico, rende questo un primo piatto semplice e ben gustoso.


Ingredienti
Per i cavatielli
- 300 gr di farina di semola
- 3 uova
- 2 mazzetti di spinaci
Per la crema
- 250 gr di latte
- 1/2 cucchiaio di farina 00
- 1 pizzico di sale
- 120 gr di mozzarella di bufala
- noce moscata q.b.
- 30 gr di burro

Preparazione. Pulite e lessate gli spinaci. Riduceteli, poi, in purea. Su una spianatoia formate la classica fontana con la farina, unite le tre uova alla purea di spinaci ormai fredda. Lavorate bene il tutto e ottenete un panetto ben compatto. Da questo prendere un pizzico di pasta, quanto basta per fare una pallina piccola come una nocciola. Poi, con l'aiuto di due dita, premete e strisiate fino a ottenere la tipica forma del cavatiello. Dopo aver completato questa operazione, preparate il condimento. In un pentolino mettete il latte, la farina, il burro, la noce moscata. Mescolando portate ad ebolizzione. Tagliate a piccoli pezzi la mozzarella di bufala e unitela alla crema che è sul fuoco. Mescolate sempre finché la mozzarella non si sarà sciolta del tutto, dando gusto e corposità alla crema. Nel frattempo bollite in acqua salata i cavatielli. Infine conditeli con la crema alla mozzarella che avete preparato. Spolverate, se volete, con un pizzico di noce moscata. Bon appetit.


Con questa ricetta partecipo al Contest: Sua maestà la mozzarella di bufala


giovedì 1 novembre 2012

Profumo di Sicilia: Arancini all'amarena

Anche questo mese ecco a voi l'appuntamento con Profumo di Sicilia. E' un onore per me parlare della mia regione e proporvi qualche ricetta che magari non è notissima ma che anche io scopro assieme a voi: confido nel vostro interesse da foodblogger per tutto ciò che è cultura e cucina. Ci sono tanti tesori che ci rimangono sconosciuti, incuriosiscono particolari di cui ignoravamo l'esistenza. Per il secondo appuntamento facciamo un piccolo viaggetto fino a Caltanissetta, seconda provincia siciliana di cui qui vi parlo.

Il nome originario è Nissa, come ancora qualcuno la chiama. Siffatto nome ha una storia molto contorta: dominazione arabe e bizantine hanno contribuito in maniera coinvolgente alla denominazione. In ogni caso, Caltanissetta dovrebbe significare, nella traduzione dall'arabo, "Castello delle donne", nome già in uso al tempo dei Normanni. Per questo motivo gli abitanti di questa provincia sono detti Nisseni. Dal punto di vista architettonico, molte sono le chiese presenti, ma tra tutte le strutture quella più caratteristica è inevitabilmente quella che genera più attrazione, per la sua conformazione e antichità, ossia il Castello di Pietrarossa, costruito, per la sua posizione strategica, intorno al IX secolo, dove poi fu collocata la tomba della regina normanna Adelasia. Caratteristica è sicuramente la festa del Santo patrono Michele Arcangelo, che si tiene ogni anno il 29 settembre. Un tempo la manifestazione religiosa era preceduta da digiuni e pratiche molto minuziose, oggi meno forti ma che mantengono comunque un loro perché. Una leggenda dice che l'artista che  si occupò nel Seicento della realizzazione della statua in onore del santo, non riuscendo a modellare il viso in modo che lo soddisfacesse davvero, dopo essersi appisolato per un po', trovò l'opera completata come per miracolo, con un volto meraviglioso. 

Adesso parliamo di cucina: sono innumerevoli le ricette tipiche di Caltanissetta (per esempio le note "fuate nissene", focacce con sarde) ma io ho voluto proporvi una cosa particolare. Sì, Arancini all'amarena, adatti a merenda ma anche a colazione. Arancini siciliani dolci a colazione, bizzarri ma buonissimi, parola mia. E poi volevo tanto fare gli arancini per voi, una vera siciliana non può non amarli. Si possono chiamare anche Arancine, c'è una diatriba immensa sul nome, che ci crediate o no. In ogni caso il gusto impareggiabile è lo stesso! Sono detti così perché ricordano nella forma (se fatti tondeggianti) una bell'arancia di Sicilia. Io ho dato un'altra forma, anch'essa tipica e tradizionale, più a punta. Se non li avete mai assaggiati, rimediate subito, non sapete cosa vi siete persi. Se non li avete mai preparati a casa, vi spiego come fare.

Arancini all'amarena


Ingredienti
Per dieci arancini
- 300 gr di riso arborio
- brodo vegetale q.b.
- confettura di amarene q.b.
- pangrattato q.b.
- 2 uova
- burro q.b.
- olio extravergine d'oliva q.b.
(oppure olio di arachidi q.b.)


Preparazione. Preparate il brodo vegetale. In una casseruola mettete poi dell'olio d'oliva quanto basta per tostare il riso. Mescolate sempre. Dopo qualche minuto, versate pian piano il brodo e continuate a mescolare. Cuocete per circa venti minuti, ottenendo un risotto ben sodo (non liquido). Aggiungete una noce di burro e amalgamate il tutto, versando su un piatto largo a raffreddare. Appena è freddo, bagnatevi le mani con acqua e stendete un pugnetto di riso sul vostro palmo, formando una cavità nel centro. Riempitela con un cucchiaino ben colmo di confettura di amarene. Coprite con un altro pugnetto di riso, cercando, con le mani inumidite, di dare la forma che più volete (a punta, come ho fatto io, ovale oppure tondeggiante). Passate gli arancini nelle uova da voi sbattute e poi nel pangrattato. A questo punto vi consiglio di riporli in frigo per una mezz'ora circa, prima di friggerli. Scaldate abbondante olio d'oliva (o di arachidi, anche se io vi consiglio naturalmente l'olio extravergine d'oliva, che rende gli arancini unicamente profumati) e friggete in esso gli arancini, fino ad ottenere una doratura uniforme. Scolateli e sistemateli su un piatto con carta assorbente. Servite caldi e gustate il cuore di amarene in compagnia, durante la vostra colazione. Bon appetit.


Con questa ricetta partecipo al Contest: Colazione sopraffina non trovo la rima!


venerdì 28 settembre 2012

Pancrepes alla marmellata di prugne


Sì, le mie prugne sono la mia soddisfazione: ne vado matta e ne ho raccolte tantissime, quest'anno. Sono di pasta gialla, gustosissime ed il mio albero ha fatto faville, devo proprio ringraziarlo. Beh, per l'occasione ci voleva proprio qualcosa di speciale ma veloce da preparare, qualcosa che esaltasse il gusto della mia marmellata. Ma certo, poteva mancare sul mio blog la mia adorata marmellata di prugne? Spero sappiate quanto è divertente e soddisfacente farla a casa con la propria frutta! Mi è venuta l'idea di questi "pancrepes", capirete perché li chiamo così, e vi assicuro che si sciolgono in bocca. Sono perfetti per una colazione speciale e del buonumore, mettiamo da parte per una volta cereali e biscotti e godiamoci questa delizia. 


Ingredienti
Per la marmellata
- 1 kg di prugne (già pulite)
- 600 gr di zucchero semolato
Per 5 pancrepes
- 5 fette di pane bianco in cassetta
- 2 uova
- 1 cucchiaio di zucchero semolato
- 2 cucchiai di farina 00
- 6 cucchiai di latte
- burro q.b.
- zucchero a velo q.b.


Preparazione. Occupatevi della marmellata (preparatela un giorno prima). Lavate, denocciolate e tagliate a pezzi le prugne grossolanamente. Mettetele in un tegame e cuocete per circa cinque minuti, sempre mescolando. A questo punto aggiungete lo zucchero e cuocete per quindici/venti minuti. Mescolate in continuazione. Prendete i barattoli di vetro, precedentemente sterilizzati in acqua bollente, riempite quasi fino all'orlo, chiudete ermeticamente ed adagiatele sul vostro tavolo a testa in giù. Appena la marmellata è raffreddata, è pronta. Adesso passate ai pancrepes. Con un coppa pasta tagliate il vostro pane in cassetta, ricavandone dei cerchi. In una ciotola sbattete uova, latte, farina e zucchero. Immergete le vostre fette una ad una e friggete ambo i lati in una padella assieme ad una noce di burro che aggiungete di volta in volta. Appena sono dorati, cospargeteli di marmellata di prugne a vostro piacimento. Spolverate di zucchero a velo. Bon appetit.


Con questa ricetta partecipo al Contest: Le marmellate di Mariangela Prunotto


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