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sabato 29 dicembre 2012

Cavatielli verdi con crema alla mozzarella di bufala



Venerdì ... spinaci! Eh, sì, stamattina, alla buon'ora, li ho raccolti freschi freschi dal mio orto. Non vi dico che verde, che colore: non potevo non farne una ricetta. Venerdì spinaci, ecco cosa mi son detta. Allora ho optato per la pasta fatta in casa: adoro la magia di impastare con le mani, per poi ottenere forme di pasta sempre diverse. Ho provato, stavolta, i cavatielli, che, dalle mie parti, chiamiamo, più tipicamente, "cavatieddi". Il condimento è d'una leggerezza unica: la mozzarella di bufala, col suo sapore unico, rende questo un primo piatto semplice e ben gustoso.


Ingredienti
Per i cavatielli
- 300 gr di farina di semola
- 3 uova
- 2 mazzetti di spinaci
Per la crema
- 250 gr di latte
- 1/2 cucchiaio di farina 00
- 1 pizzico di sale
- 120 gr di mozzarella di bufala
- noce moscata q.b.
- 30 gr di burro

Preparazione. Pulite e lessate gli spinaci. Riduceteli, poi, in purea. Su una spianatoia formate la classica fontana con la farina, unite le tre uova alla purea di spinaci ormai fredda. Lavorate bene il tutto e ottenete un panetto ben compatto. Da questo prendere un pizzico di pasta, quanto basta per fare una pallina piccola come una nocciola. Poi, con l'aiuto di due dita, premete e strisiate fino a ottenere la tipica forma del cavatiello. Dopo aver completato questa operazione, preparate il condimento. In un pentolino mettete il latte, la farina, il burro, la noce moscata. Mescolando portate ad ebolizzione. Tagliate a piccoli pezzi la mozzarella di bufala e unitela alla crema che è sul fuoco. Mescolate sempre finché la mozzarella non si sarà sciolta del tutto, dando gusto e corposità alla crema. Nel frattempo bollite in acqua salata i cavatielli. Infine conditeli con la crema alla mozzarella che avete preparato. Spolverate, se volete, con un pizzico di noce moscata. Bon appetit.


Con questa ricetta partecipo al Contest: Sua maestà la mozzarella di bufala


sabato 27 ottobre 2012

Tortino di patate in salsa alla melagrana


L'autunno, si sa, ha i suoi particolari. Foglie secche che cadono da alberi prima verdissimi, verdura di stagione dai colori caldi, frutta bizzarra ma buonissima. In quest'ultima categoria rientra la melagrana, frutto sanissimo dei miei melograni (ne cinque in tutto, ed in questo periodo sono carichissimi!). Neanche a dirlo, ho la casa piena di melagrane e non me ne dispiaccio affatto. Adoro questa stagione e mi piace, dopo cena, dedicarmi alla "sbucciatura" di questo frutto antichissimo. Poi porta anche fortuna, che è tutto dire. Oggi mi sono data ai miei stampini adorabili e superveloci, ho realizzato un impasto morbido e caloroso, assieme ad una salsina niente male, un tocco di originalità. Vediamo un po' cosa mi è frullato nella testa: sta a voi scoprire se è di vostro gradimento.


Ingredienti
Per quattro tortini
- 4 patate medie
- 200 gr di panna da cucina
- 5 cucchiai di farina 00
- 4 cucchiai di parmigiano
- noce moscata q.b.
- prezzemolo q.b.
- 2 uova
- 2 cucchiaini di lievito 
- pizzico di sale
- burro q.b.
Per la salsa 
- 1 melagrana
- 1 cucchiaio di maizena


Preparazione. Pelate le patate e grattugiatele finemente. In una ciotola sbattete le uova, inserite la panna, la farina, il sale, la noce moscata, il prezzemolo tritato, il parmigiano. Mescolate bene tutto e unite le patate. Imburrate e infarinate degli stampini e riempiteli con il vostro impasto quasi all'orlo. Infornate a 180° per circa venti minuti. Nel frattempo passate i chicchi di melagrana e ricavatene il succo (deve essere almeno mezzo bicchiere). Versatelo in un pentolino con la maizena. Portate a ebollizione fino a che la salsa s'addensa. Sfornate i tortini e decorateli con la salsa alla melagrana e qualche chicco. Bon appetit.

Con questa ricetta partecipo al Contest: Ce(sti)niamo


lunedì 15 ottobre 2012

Gratin di patate


Da bambina ne andavo pazza. Nelle feste principali non poteva mancare. In Svizzera è un piatto che scalda come un abbraccio, migliore di ogni focolare. La sua cremosità è divina, tuffarsi in una nuvola di panna e non stancarsi mai. Il profumo investe la casa, non si può resistere. E' di certo sostanzioso, gli ingredienti si uniscono a creare una pietanza che si scioglie in bocca, tanto è delicata. La superficie gratinata rende quella croccantezza apparente che lascia senza fiato e col piatto vuoto. In inverno lo preparo sempre, i miei figli adorano il mio gratin. Ho trasmesso alla mia famiglia questa tradizione, lontana di certo dal differente calore dei piatti siciliani. Io non ne posso fare a meno e, appena comincia il primo freddo, eccomi pronta a pelare patate e mettermi davanti al forno, emozionata. Una domenica con gratin di patate ed un bell'arrosto come secondo piatto donano alla giornata (e perfino alla settimana che inizia) un tocco magico ed insuperabile.







Ingredienti
- 2 kg di patate
- 150 gr di formaggio Gruyère
- 500 gr di panna fresca
- latte q.b.
- burro q.b.
- sale e pepe bianco q.b.
- noce moscata q.b.

Preparazione. Pelate le patate e tagliatele a fette sottili. Salatele e adagiatele su una pirofila, già imburrata. Fate uno strato di patate, versate un po' di panna, spolverizzate con gruyère grattugiato, noce moscata e pepe bianco. Ripetete questo processo quasi fino all'orlo della pirofila e all'esaurimento degli ingredienti. A questo punto mettete in superficie dei fiocchetti di burro sparsi. Ad un angolo della pirofila versate il latte, finché non vedete che copre quasi completamente tutti gli strati di patate che avete realizzato. Infornate a 180° per almeno un'ora e mezza. Sfornate e servite caldo il vostro gratin. Bon appetit.


Con questa ricetta partecipo al Contest: Tutto al gratin


sabato 15 settembre 2012

Rose viola di crauti e ricotta


Stamattina mi sono svegliata con la coperta fino alle guance, faceva un freddo che non mi aspettavo. E' proprio vero che l'estate è quasi finita, il vento, la pioggia ed i nuvoloni ne sono evidentissimi testimoni. Questo tempo, nonostante tutto, mi trasmette una gran voglia di stare a casa, naturalmente in cucina, tra i fornelli. E la sfida di oggi è stata preparare un piatto particolare per un contest raffinato. L'obiettivo? Creare una ricetta in cui il colore viola ne faccia da padrone e sia evidente. Pensandoci un po' su, ho scelto ingredienti che, secondo me, si armonizzano meravigliosamente dando al piatto il colore che proprio cercavo (non parliamo del sapore, che è sublime!). I crauti rossi, il vino, la cipolla di Tropea e la ricotta danno vita ad un connubio davvero perfetto. Difatti la mia famiglia ha apprezzato molto questo piatto, inutile dirvi che non è rimasta che la teglia vuota. 


Ingredienti
Per dodici rose
Per la pasta
- 300 gr di farina 00
- 3 tuorli d'uovo
- 150 ml di Nero d'Avola
Per il ripieno
- 1,5 kg di crauti rossi
- 500 gr di ricotta di pecora
- Grana Padano q.b.
- 1/2 cipolla di Tropea
- 1/2 bicchiere di Nero d'Avola
- 1/2 bicchiere di acqua
- olio extravergine d'oliva q.b.
- noce moscata e sale q.b.
- burro q.b.

Preparazione. Per prima cosa occupatevi della preparazione della pasta. In una spianatoia formate con la farina una fontana, dove inserite i tuorli, il vino (il Nero d'Avola è un famoso ottimo vino rosso siciliano). Impastate il tutto fino ad avere un panetto liscio ed omogeneo. Coprite con un canovaccio e mettete da parte. Adesso passate al vostro ripieno. Tagliate a fettine sottilissime i crauti. In una padella soffriggete la mezza cipolla di Tropea ed aggiungete poi i vostri crauti. Mescolate per almeno cinque minuti. Allora versate il vino, fatelo evaporare. Salate e versate l'acqua. Cuocete il tutto per una buona mezz'ora. Poco prima del termine di tale intervallo, aggiungete un pizzico di noce moscata. Prendete un po' più della metà della vostra ricotta fresca e inseriteci la maggior parte dei vostri crauti stufati. Con un frullatore ad immersione formate una crema ben soda, dove aggiungete una buona manciata di Grana Padano e i crauti che avete lasciati da parte non frullati. Nel frattempo tornate alla vostra pasta. Stendetela bene e ricavate dei rettangoli (più o meno della grandezza delle solite sfoglie di lasagne). In una pentola portate ad ebollizione l'acqua salata, e, uno ad uno, scottate i vostri rettangoli di pasta. Appoggiateli poi su un canovaccio pulito. Aiutandovi con un cucchiaio ponete il vostro ripieno al centro delle vostre sfoglie. Richiudete su se stesse nel senso della lunghezza e arrotolate fino a formare piccole rose. Adagiatele su una teglia imburrata e infornate a 220° per circa quindici minuti. Sfornate e servite su un letto di ricotta (quella che vi era rimasta prima, affinata con qualche cucchiaio d'acqua di cottura della pasta). Bon appetit.


Con questa ricetta partecipo al Contest: Colors and food, what else? Settembre


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