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sabato 1 giugno 2013

Crepes speziate alla panna, con patate e zucchine


Quella che vi racconto oggi è una storia vecchia come il cielo e antica come il tempo: la secolare inchiesta, mai risolta, riguardo alla duratura contesa tra il venerando Signor Guscio d'Uovo e la premurosa Signora Chioccia. Il processo continua da così tanti decenni, che ci si è dimenticati perfino del momento in cui cominciò (alcuni pensano che la lite risalga al tempo dei Dinosauri, altri ritengono che il principio di tutto sia riscontrabile nel periodo della formazione della Crosta Terrestre). In ogni caso, a non essere stato dimenticato è il motivo della discordia: fino ad oggi, inspiegabilmente, non si è riusciti a capire chi sia venuto prima, se l'uovo o la gallina. - No, badi a come parla - mi interrompe la Signora Chioccia - moderi i suoi termini, ochetta di una blogger! L'abbiamo offesa e me ne dispiace: è pur sempre una gallina, ma, in effetti, merita rispetto e commiserazione, dal momento che questo processo l'ha proprio stancata. - Infatti - aggiunge subito - per la rabbia faccio solo un uovo al giorno, e perfino malvolentieri, si figuri! Evidentemente la questione ha scosso tutta la sua persona così tanto, da renderle odiosa ogni minima forma di guscio. - Non me ne parli, ochetta-blogger! Ho una tale repulsione che, quando mi tocca covarne qualcuno, lo faccio fare a qualche mia amica, piuttosto che farlo io! Che situazione, ragazzi. Anche dall'altra parte, nel caso del secondo imputato, le cose non si sono messe bene, sapete? - Il suo è un eufemismo, signora - precisa adesso il Signor Guscio d'Uovo - dopo questa storia non dormo la notte e l'albume mi si frigge da sé, per la bile! L'azione diffamatrice della Signora Chioccia gli ha tolto da anni il lavoro, e per questo non ha potuto mai aprire la sua industria di Omelette: povero Signor Guscio d'Uovo.


  - Non lo scusi troppo, ochetta delle mie zampe, non lo scusi, sa?, perché, anche se nessuno vuole ascoltarmi, lui deve a me la vita, perdinci! La gallina ehm, la Signora Chioccia si scalda facilmente, come potete notare, e immediatamente giunge la saggia risposta della difesa. - Stia attenta a come parla, Signora Chioccia, perché, altrimenti, potrei chiamare a testimonianza perfino un bravo macellaio! Il Signor Guscio d'Uovo non ne può proprio più e ripete a tutti che lui ha pure una prova scientifica della sua superiorità: dice, infatti, che, secondo la teoria del Big Bang, l'Universo si è formato con l'esplosione di un suo trisavolo, il cosiddetto Uovo Cosmo Cosmico. E la scienza è dalla sua parte, signori e signore. - Screanzato e ingrato sei - lo calunnia la Signora Chioccia tutta rossa sul becco - ti meriteresti una beccata come si deve su quel guscio delicato! Come potete vedere, anche nel 2013 la questione non si è conclusa, l'inchiesta continua sempre e gli animi non si sono quietati: la Signora Chioccia insiste nel dire che lei è venuta prima perché madre per nascita e natura; il Signor Guscio d'Uovo ribatte imperterrito, avanzando disquisizioni astronomiche molto strampalate. E allora vi faccio una richiesta: chiunque sapesse qualcosa a riguardo, chiunque conoscesse la verità, chiunque avesse visto qualcosa di sospetto, chiunque volesse andare a testimoniare per una o per l'altra parte, è pregato di recarsi presso la Corte Generale dei Pollai e dei Tuorli Costituzionali. 


E per onorare questa Inchiesta su cui mi piacerebbe che voi diceste anche la vostra, ho preparato delle crepes, ragazzi. Riempite con panna, zucchine e patate diventano un pasto sostanzioso e d'una cremosità indicibile! Vi invito a farle, anche perché sono velocissime da fare, quando si hanno delle buone uova a disposizione. Quelle che vedete sono le uova delle mie gallinelle (dai, non mi faccio mancare niente nella mia campagna!) e quindi la genuinità è assolutamente garantita. E, se guardate alla fine del post, noterete anche una piccola sorpresa: la mia oca ha covato un uovo e da questo è nato un pulcino tenerissimo, il cui visetto ho voluto condividere con voi, dato che eravamo in tema, ecco. Bene, adesso siamo pronti per la ricetta, ma prima una considerazione: con tutte 'ste foto di uova, mi sembra Pasqua. E invece siamo a Giugno.


Ingredienti
Per le crepes salate
- 4 uova
- 1 pizzico di sale
- 125 gr di farina
- 200 ml di latte
- 1 pizzico di curcuma
- chiodi di garofano macinati q.b.
Per la farcitura
- 3 zucchine piccole
- 2 patate medie
- 1 pizzico di sale
- peperoncino q.b.
- 250 ml di panna da cucina
- 1 foglia d'alloro
- chiodi di garofano macinati q.b.
- 1 spicchio d'aglio
- curcuma q.b.
- 1 scalogno piccolo
- olio evo q.b.
- parmigiano q.b.

Preparazione. In una ciotola sbattete le uova con un pizzico di sale, di curcuma e di chiodi di garofano. Aggiungete piano la farina e mescolate senza creare grumi. Versate il latte. Mettete da parte. Nel frattempo tagliate a rondelle sottilissime le zucchine e le patate, dopo averle rispettivamente lavate e sbucciate. In una padella antiaderente mettete circa quattro cucchiai di olio d'oliva, dove aggiungete lo spicchio d'aglio (che subito toglierete) e lo scalogno tagliato sottilmente. Fate soffriggere le patate e le zucchine per circa dieci minuti, a fuoco moderato. Aggiungete sale, curcuma, chiodi di garofano macinati, un pizzico di peperoncino. Mescolate bene e infine aggiungete la panna. Dopo qualche minuto, spegnete il fuoco, il condimento è pronto. Prendete una padella antiaderente piccola riscaldata, al centro versate un mestolo piccolo del vostro preparato per le crepes. Con un gesto rotatorio, spianate lungo la superficie della padella. Quando notate che la parte inferiore è dorata, alzate un lembo, lo prendete e lo girate con un colpo veloce senza rompere la crepe. Fate dorate l'altra parte e procedete così per le altre. Terminato il tutto, riempitele una ad una con il composto e chiudete in quattro. Adagiate a schiera le crepes ripiene su una pirofila da forno. Irrorate con un filo d'olio extravergine d'oliva e spolverate con parmigiano. Infornate a 200° per circa cinque/dieci minuti. Verranno leggermente croccanti. Bon appètit.



martedì 14 maggio 2013

Taieddhra con orata, patate e zucchine



Le cozze no. Lo ripeto, perdindirindina: le cozze no. Quando ho scoperto quale era stata la scelta di Cristian, vincitore del mese scorso, per la sfida di maggio, sono stata ben contenta della scelta del suo piatto salentino, a me sconosciuto e per questo interessantissimo, ma dal profondo del cuore ho tirato fuori un rifiuto viscerale: le cozze no. Non è che non mi piacciano (anzi, potessi mangiarle di nuovo ne farei una scorpacciata!), è che ne sono allergica. Un post di qualche mese fa era proprio incentrato su questo, ma, date le circostanze, sento il dovere di riparlarne. Inizialmente entusiasta ed euforica, colta da un fremito da pre-MTC, sono diventata subito ansiosa e preoccupata: temevo che, a causa delle maledettissime (e buonissime, ahimè) cozze, sarei stata costretta a rinunciare alla sfida. Eresia, dolore, disperazione! Non sia mai, non ho nessuna voglia di saltare un MTC, mica si scherza su 'ste cose serie. Con furia scellerata, in preda ai brividi di terrore, ho letto rapidamente il regolamento del mese, con le direttive sulla possibile "contaminazione" della ricetta proposta dal vincitore, sperando con tutte le mie forze che le cozze non fossero obbligatorie. Poi, l'illuminazione, la salvezza, il respiro di sollievo: "Le cozze", ho letto quasi urlando per la felicità, "potete sostituirle". Non mi sono mai sentita così grata nei confronti delle organizzatrici dell'MTC, sempre attente alle intolleranze, sempre precise nelle spiegazioni e sempre accurate nelle loro scelte. E, grazie al cielo, ho potuto anche questo mese fronteggiare l'adorabile sfida dell'MTC, anche senza le cozze, emblema di un ricordo poco simpatico. In effetti, il tema di maggio è proprio il ricordo. 


E quale migliore peggiore ricordo del momento in cui, d'improvviso, gonfiai come una mongolfiera piena di elio? Non è propriamente un ricordo "da ricordare", ma immaginatevi la scena: state mangiando con i vostri cari e, mentre date forchettate capienti al piatto di pesce con crostacei molto invitanti, cominciate a gonfiarvi come un palloncino da bambino, facendo concorrenza ai sommergibili propagandistici o alle più belle bambole gonfiabili (paragoni per nulla rassicuranti). E poi correte in ospedale e, nel tragitto, non vi riconoscete guardandovi allo specchietto. E poi i controlli e poi lo "sgonfiamento" graduale e progressivo, dopo le punture dei dottori. Un'esperienza poco invidiabile, che le cozze mi hanno fatto rimembrare. Ma non con tristezza, s'intende: mi fa sempre molto ridere ricordarmi in quello stato, dovevo essere molto ridicola, in effetti! In ogni caso, anche senza cozze, la mia taieddhra mi è piaciuta tantissimo. Ammetto che, dopo l'esperienza "intollerante" con gamberi e crostacei vari, ho riscoperto e apprezzato sempre di più pesci nobili ma sanissimi: qual è uno che adoro? Ma certo, l'orata! Poche spine (perché grandi ed evidenti) e filetto prelibato. Così mi son data da fare anche stavolta, mettendo un po' di me stessa pur nel rispetto della variegata tradizione salentina. 



Ingredienti
- 200 gr di riso Roma
- 4 patate medie
- 2 orate fresche
- 1 cipolla grossa
- 2 zucchine medie
- 4 pomodorini di Pachino
- manciata di grana 
- peperoncino q.b.
- rosmarino q.b.
- sale q.b.
- olio extravergine d'oliva

Per il brodo di pesce
- testa e lisca delle orate
- 1 carota
- sedano
- alloro q.b.
- 1/2 cipolla
-  pizzico di sale
- Prezzemolo q.b.

Preparazione. Cominciate dalle orate. Sfilettatele e ricavatene quattro filetti puliti e senza pelle. Estraete le possibili spine con la pinza. Mettete da parte. Con le teste e le lische, assieme a carota, sedano, cipolla, alloro, sale e prezzemolo, preparate un buon brodo. Quando è pronto, preriscaldate il forno a 160°. Tagliate allora a rondelle le cipolle, le zucchine e le patate. Mescolatele insieme con olio, sale, peperoncino e rosmarino tritato finemente. Ungete il fondo della pirofila (di coccio se l'avete) con l'olio e fate uno strato con le verdure. Sciacquate il riso in una scodella e fate uno strato sottile sopra le verdure. Mettete anche i pomodorini tagliati e adagiate i filetti, in questo altro strato. Versate tre mestoli di brodo. Spolverate con il grana e fate un altro strato di verdure. Completate il tutto con un altro po' di formaggio grattugiato e irrorate di olio extravergine d'oliva. Infornate a 160° per circa un'ora e mezza. Quando si crea una buona gratinatura superficiale, la taieddhra è pronta. Bon appètit.


Con questa ricetta partecipo alla sfida di maggio dell'MTC, la Taieddhra




giovedì 3 gennaio 2013

Salmon potatoes plumcake



Prima ricetta dell'anno 2013. Sono tanto fiera di questo blog, delle esperienze che ho fatto e dei progetti che ho da realizzare. Sono affamata di sfide, entusiasta per il futuro, desiderosa di migliorare. Il periodo delle feste giunge ormai al termine e ricominciano le solite giornate di completo impegno. Ma cominciare con un plumcake del genere non vi mette subito le energie in corpo? Per me è stato così: le patate donano all'impasto una morbidezza delicata, il salmone dà quel gusto che fa la differenza, per non parlare poi della consistenza. Il plumcake inglese è qualcosa di veramente versatile, tanto che è possibile spaziare dal dolce al salato, da ingredienti semplici o più particolari. Questo è ideale, secondo me, per questi giorni di "transizione". E' con questo che voglio dare inizio alla serie di ricette che costelleranno la vita di questo blog anche quest'anno. Felicissima di cominciare con voi, vi auguro ancora un buon 2013. Godetevi la ricetta.


Ingredienti
- 3 uova
- 200 gr di ricotta
- 200 gr di farina 00
- 50 gr di latte
- 1 patata (150 gr circa)
- 50 gr di salmone affumicato
- 3 cucchiai di parmigiano reggiano
- prezzemolo q.b.
- 1 bustina di lievito
- sale q.b.

Preparazione. In una ciotola grattuggiate la patata, aggiungete la farina, le uova, la ricotta, il salmone fatto a pezzi, il parmigiano, un pizzico di sale, il prezzemolo tagliato finemente, il latte e il lievito. Mescolate il tutto ottenendo un composto ben cremoso. Imburrate e infarinate uno stampo da plumcake, riempitelo versando il vostro composto e infornate a 160° per circa trenta minuti. Bon appètit.

Con questa ricetta partecipo al Contest: English recipes con Salter


venerdì 30 novembre 2012

Bacon rollè di lonza con spinaci, patate e purè al rosmarino



Conto alla rovescia per l'inizio ufficiale allo "scoperchiamento" di molteplici scatoloni pieni del profumo del Natale passato. Li ho già in bella mostra, non potete immaginare quanto io mi stia trattenendo! Non vedo l'ora di addobbare il mio albero e, attorniata da questa atmosfera magica ed ineguagliabile, preparare il cenone. Eh, sì, molto probabilmente anche quest'anno sarà mio compito occuparmene (e già mi brillano gli occhi!). A pensarci bene, questo è il primo Natale da quando ho il blog, ciò mi rende molto contenta ed entusiasta. Avremo naturalmente tempo e circostanze per trattare benissimo il tema natalizio. Oggi, però, possiamo fare un primo "assaggio", vi va? Vi presento questa sera un secondo piatto di mia umilissima invenzione, portata forte delle mie cene natalizie. Di solito piace a tutti: è croccante (grazie alla pancetta), è morbido (grazie alla lonza, delicatissima), si scioglie in bocca (grazie agli spinaci e alla patate). Ha anche un suo sapore appetitoso e piccante, quel poco che basta per dare una spinta in più e per far arrossire bonariamente le guance. Ho deciso di accompagnarlo con un semplice ma inusuale purè, aromatizzato al rosmarino, una spezia usata anche nella carne, che dona un'aroma buonissimo a tutta la pietanza.


Ingredienti
Per il rollè
- 600 gr di lonza a fette
- 160 gr di pancetta tesa a fette
- 120 gr di scamorza affumicata a fette
- 1 mazzetto di spinaci freschi
- 4 patate di media grossezza
- 3 cucchiai di parmigiano grattuggiato
- peperoncino q.b.
- rosmarino tenero q.b.
- alloro q.b.
- sale q.b.
- olio evo q.b.
Per il purè
- 800 gr di patate
- 80 gr di burro
- latte q.b.
- sale q.b.
- rosmarino tenero q.b.


Preparazione. Bollite le patate in acqua salata, sbucciatele, schiacciatele e unite parmigiano, peperoncino e rosmarino spezzettati finemente. Mettete allora da parte questo composto.Tagliate un foglio di carta forno di una grandezza esauriente. Al centro allineate le strisce di pancetta, mettendole a scalare, creando con queste un rettangolo. Su queste adagiate, sempre a scalare, le fette di lonza, seguendo la forma precedente. Sopra adagiate gli spinaci lavati e asciutti, coprendo tutta la superficie. Fate lo stesso con le fette di scamorza e con il composto di patate che già avete preparato. Arrotolate il vostro rollè, ponete sopra due rametti di rosmarino, una foglia d'alloro, cospargete con un pizzico di sale, irrorate con un filino d'olio extravergine d'oliva, e chiudetelo con la carta forno formando una caramella, legando i due lati e usando lo spago per sigillare meglio la parte centrale. Infornate a 180° per un'ora circa (io ho posto il rollè in una teglia da plumcake, in modo tale da non fargli perdere mai la sua forma e tenerlo ben fermo). Nel frattempo preparate il purè. Bollite in acqua salata le patate per circa venti minuti (ma verificate la cottura con uno stecchino di legno). Scolate le patate, sbucciatele, schiacciatele con lo schiacciapatate, mettetele in una pentola e aggiungete latte bollente, abbastanza da avere un purè non troppo liquido. Mescolate in continuazione, aggiustate di sale. Infine aggiungete il vostro burro, fatelo sciogliere. Una volta tolto dal fuoco il purè, arricchitelo con il rosmarino tenero tagliuzzato finemente. Tirate fuori dal forno il vostro rollè, tagliatelo a fette e servitelo col purè caldo. Bon appetit.

Con questa ricetta partecipo al Contest: Il forno delle feste


giovedì 22 novembre 2012

Bocconcini di riso e zucca su vellutata arancio



Ormai sono entrata pienamente nel clima autunnale e questo piatto ha il sapore della leggerezza di questo periodo dell'anno. Il sole tramonta prestissimo (già alle 17.00 sembra notte!), un venticello spira, a volte qualche pioggerella improvvisa picchietta contro le finestre. In quest'atmosfera non c'è niente di meglio di una vellutata calda, leggera e limpida, col colore di quel tramonto precoce che giunge ogni pomeriggio, come letto per piccoli bocconcini di riso alla zucca. Notate nella foto anche una mia zucca adorabile, che viene naturalmente dal mio orto variopinto e sempre aggiornato. Alors, vediamo come immergerci in questa semplicità che scalda una bella serata. Come questa.

Ingredienti
Per i bocconcini
- 200 gr di riso arborio
- brodo vegetale
- 1 fettina di zucca
- burro q.b.
- olio evo q.b.
- olio per frittura q.b.
- pangrattato q.b.
- 100 gr di provola 
- sale q.b.
Per la vellutata
- 300 gr di zucca
- 2 patate medie
- 1/2 cipollotto
- 1 rametto di rosmarino 
- peperoncino rosso q.b.
- olio evo q.b.
- sale q.b.


Preparazione. Innanzitutto occupatevi della preparazione di un buon risotto alla zucca. Tostate in un tegame il riso con un po' d'olio d'oliva. Aggiungete la zucca, tagliata finemente. Man mano versate il brodo vegetale, aggiustate di sale. Mescolate continuamente per circa quindici minuti. Appena il riso è ben cotto e compatto, spegnete il fornello, aggiungete una noce di burro. Lasciatelo raffreddare. Nel frattempo in un altro tegame soffriggete con un filo d'olio d'oliva il cipollotto, le patate e la zucca tagliate a pezzettoni. Aggiungete un pizzico di peperoncino, poi mezzo bicchiere d'acqua. Cuocete bene le vostre verdure a fuoco moderato, mescolando ogni tanto. Cinque minuti prima della fine della cottura aggiustate di sale e aggiungete un piccolo rametto fresco e tenero di rosmarino. Togliete allora il tegame dal fuoco e, dopo qualche minuto, usate il frullatore ad immersione per ottenere una vellutata omogenea e profumata. Il vostro risotto si sarà raffreddato, perciò unite a questo piccolissimi pezzetti di provola. Con le mani formate dei bocconcini grandi quanto una noce. Passateli nel pangrattato e friggeteli in olio abbondante (io uso olio evo oppure quello di arachidi). Appena sono pronti serviteli accanto alla vellutata calda. Bon appetit.

Con questa ricetta partecipo al Contest: Colors and food, Arancio



sabato 27 ottobre 2012

Tortino di patate in salsa alla melagrana


L'autunno, si sa, ha i suoi particolari. Foglie secche che cadono da alberi prima verdissimi, verdura di stagione dai colori caldi, frutta bizzarra ma buonissima. In quest'ultima categoria rientra la melagrana, frutto sanissimo dei miei melograni (ne cinque in tutto, ed in questo periodo sono carichissimi!). Neanche a dirlo, ho la casa piena di melagrane e non me ne dispiaccio affatto. Adoro questa stagione e mi piace, dopo cena, dedicarmi alla "sbucciatura" di questo frutto antichissimo. Poi porta anche fortuna, che è tutto dire. Oggi mi sono data ai miei stampini adorabili e superveloci, ho realizzato un impasto morbido e caloroso, assieme ad una salsina niente male, un tocco di originalità. Vediamo un po' cosa mi è frullato nella testa: sta a voi scoprire se è di vostro gradimento.


Ingredienti
Per quattro tortini
- 4 patate medie
- 200 gr di panna da cucina
- 5 cucchiai di farina 00
- 4 cucchiai di parmigiano
- noce moscata q.b.
- prezzemolo q.b.
- 2 uova
- 2 cucchiaini di lievito 
- pizzico di sale
- burro q.b.
Per la salsa 
- 1 melagrana
- 1 cucchiaio di maizena


Preparazione. Pelate le patate e grattugiatele finemente. In una ciotola sbattete le uova, inserite la panna, la farina, il sale, la noce moscata, il prezzemolo tritato, il parmigiano. Mescolate bene tutto e unite le patate. Imburrate e infarinate degli stampini e riempiteli con il vostro impasto quasi all'orlo. Infornate a 180° per circa venti minuti. Nel frattempo passate i chicchi di melagrana e ricavatene il succo (deve essere almeno mezzo bicchiere). Versatelo in un pentolino con la maizena. Portate a ebollizione fino a che la salsa s'addensa. Sfornate i tortini e decorateli con la salsa alla melagrana e qualche chicco. Bon appetit.

Con questa ricetta partecipo al Contest: Ce(sti)niamo


martedì 16 ottobre 2012

Broccoli di casa mia #2: Autumn tartellette di broccoli e patate


Stasera sono proprio di premura, è da un po' di giorni che dovevo postarvi questa ricetta, ma non ho avuto il tempo necessario. A me sta divertendo questo piccolo spazio dedicato ai Broccoli di casa mia, mi invita a preparare sempre qualcosa di nuovo. La ricetta stavolta è leggera, elegante, poco complicata ed abbastanza veloce. Ve la consiglio per una serata autunnale, come quelle che già sono abbondantemente arrivate, o magari per un buffet in cui volete stupire con abbinamenti non troppo scontati ma semplici. 


Ingredienti
Per la pasta brisée
- 150 gr di farina bianca 00
- 80 gr di burro
- sale q.b.
- acqua q.b.
Per il ripieno
- 2 mazzetti di broccoli
- 2 patate medie
- 150 gr di scamorza affumicata
- Grana Padano q.b.
- sale e pepe q.b.
- scaglie di mandorle q.b.


Preparazione. Fate una fontana, aggiungete un pizzico di sale ed inserite il burro freddo tagliato a pezzettini. Mescolate il tutto aggiungendo anche un po' d'acqua in modo da ottenere un imposto liscio e compatto. Avvolgetelo con della pellicola e lasciatelo riposare almeno per un'ora. A questo punto cuocete i broccoli spezzettati in acqua salata. Scolateli. Bollite le patate e passatele assieme ai broccoli in un passaverdura. Aggiungete a questa passata grana, pepe e qualche piccolo pezzetto di scamorza. Quando la pasta brisée è pronta, stendetela e tagliatela per inserirla nelle vostre formine, precedentemente imburrate. Bucherellate con una forchetta e mettete sul fondo una fettina di scamorza affumicata. Versate la passata in ogni formina, spolverizzate con una piccola manciata di scaglie di mandorle e infornate a 180° per circa venti minuti. Sfornate e servite calde o fredde le vostre tartellettes al sapore d'autunno. Bon appetit.

Con questa ricetta partecipo al Contest: Colora il tuo autunno


Con questa ricetta partecipo al contest L'Autunno in un boccone 



lunedì 15 ottobre 2012

Gratin di patate


Da bambina ne andavo pazza. Nelle feste principali non poteva mancare. In Svizzera è un piatto che scalda come un abbraccio, migliore di ogni focolare. La sua cremosità è divina, tuffarsi in una nuvola di panna e non stancarsi mai. Il profumo investe la casa, non si può resistere. E' di certo sostanzioso, gli ingredienti si uniscono a creare una pietanza che si scioglie in bocca, tanto è delicata. La superficie gratinata rende quella croccantezza apparente che lascia senza fiato e col piatto vuoto. In inverno lo preparo sempre, i miei figli adorano il mio gratin. Ho trasmesso alla mia famiglia questa tradizione, lontana di certo dal differente calore dei piatti siciliani. Io non ne posso fare a meno e, appena comincia il primo freddo, eccomi pronta a pelare patate e mettermi davanti al forno, emozionata. Una domenica con gratin di patate ed un bell'arrosto come secondo piatto donano alla giornata (e perfino alla settimana che inizia) un tocco magico ed insuperabile.







Ingredienti
- 2 kg di patate
- 150 gr di formaggio Gruyère
- 500 gr di panna fresca
- latte q.b.
- burro q.b.
- sale e pepe bianco q.b.
- noce moscata q.b.

Preparazione. Pelate le patate e tagliatele a fette sottili. Salatele e adagiatele su una pirofila, già imburrata. Fate uno strato di patate, versate un po' di panna, spolverizzate con gruyère grattugiato, noce moscata e pepe bianco. Ripetete questo processo quasi fino all'orlo della pirofila e all'esaurimento degli ingredienti. A questo punto mettete in superficie dei fiocchetti di burro sparsi. Ad un angolo della pirofila versate il latte, finché non vedete che copre quasi completamente tutti gli strati di patate che avete realizzato. Infornate a 180° per almeno un'ora e mezza. Sfornate e servite caldo il vostro gratin. Bon appetit.


Con questa ricetta partecipo al Contest: Tutto al gratin


venerdì 13 luglio 2012

Röstis di patate con insalata di gruyère e speck


Quest'oggi ho voglia di farvi una proposta: attraverso il mio piatto vi farò viaggiare, fino in Svizzera, pensate un po'. Dovete sapere che questa è la mia terra natia, il luogo caro al mio cuore in cui ho trascorso la mia infanzia, undici anni della mia vita. Ricordo la neve, le montagne, l'aria sopraffina, le bontà gastronomiche, l'atmosfera. Poi sono arrivata in Sicilia e mi sono innamorata di questa regione italiana calda, solare, animosa, sempre viva e vivace, piccante ed amorevole. Ma i ricordi non si abbandonano mai ed io amo viaggiare con la mente: questa ricetta, appena la gusto, mi fa ritornare in mente la mia Svizzera, quella che ho conosciuto io da bambina.
Questo piatto semplice l'ho gustato per l'ultima volta due anni fa, quando, dopo tanto tempo lontana, sono tornata per una settimana nella terra che mi ha dato i natali.  


La mia tappa, oltre al raggiungimento del mio paese natio, si è concentrata su zone che non avevo mai visto prima, davvero meravigliose: Gruyère e Leysin. Molto conosciuta è la prima destinazione, per il buonissimo formaggio omonimo, che viene prodotto in quantità e di qualità (sa di latte intenso, di erbe pregiate) e usato in cucina divinamente, direi. Una città piccola, molto colorata, con un castello bellissimo ed un panorama mozzafiato, caratteristica svizzera indistinguibile. Meno conosciuta, forse, è Leysin, eppure questa zona è molto apprezzata dai turisti, in estate per escursioni a piedi ed in inverno per le grandi sciate. Montagne altissime – verdeggianti o colme di neve, a seconda della stagione – fanno da contorno e agguantano il respiro. Per la prima volta, due anni fa, ho preso la funivia ed è stato molto gradevole, dico la verità. Ricordo di aver pranzato in compagnia in un ristorante ad alta quota molto moderno: la sala in cui mangiammo ruotava lievemente, facendo sì che tutti i commensali e tutti i clienti potessero vedere ogni angolo del panorama mozzafiato, visibile all'esterno grazie a finestre amplissime, specchi di una lussureggiante visione. In questa occasione ho potuto assaggiare nuovamente i röstis , fatti interamente di patate, ma deliziosi come non mai. Naturalmente ho preso la ricetta di questi e d'una insalata fenomenale ma semplicissima gustata in un ristorantino all'aperto a Gruyère, deliziosa ed indimenticabile località anch'essa.
Da umilissima cuciniera mi sono messa ai fornelli, tentando di riporre su un piatto da portata la magnificenza dei miei ricordi, degli odori, dei sapori. Questa idea me l'ha data il Contest Un viaggio nel piatto, a cui partecipo con tanto piacere. Spero di riuscire almeno in parte nell'intento: chiudo gli occhi e sento l'aria fresca di montagne antiche. Prendo la forchetta e assaggio: viaggio e so dove mi trovo.

Per l'insalata
- 1 insalata verde
- 120 gr di gruyère
- 80 gr di speck affumicato
Per il condimento
- 1 cucchiaio di maionese
- 1 cucchiaino di senape semi-forte
- gocce di aceto balsamico
- 1 cucchiaio di panna da cucina
- olio di mais q.b.
- sale q.b.
Per i röstis
- patate medie
- burro q.b.
- sale e pepe q.b.

Procedimento.
Preparate l'insalata. In una ciotola mettete la maionese, la senape, quattro o cinque gocce di aceto balsamico, la panna, il sale e irrorate con olio, mescolando bene. Formate così una cremina non troppo densa ma nemmeno tanto liquida. Prendete poi l'insalata, lavatela bene e tagliatela a vostro piacimento. Inserite il gruyère e lo speck affumicato tagliati a dadini. Usate la vostra salsa per condirla e insaporirla al momento di servire in tavola. Adesso passate ai röstis. Bollite le patate per dieci minuti circa, non devono essere cotte, ma un po' croccanti (ogni patata media corrisponderà ad un rösti, quindi decidete voi la quantità, a seconda degli ospiti.) Pelate le patate quando sono fredde e, usando una grattugia, tagliatele a julienne. A questo punto prendete una padella antiaderente (se non l'avete a portata di mano, combinerete un disastro, quindi state accorti) e mettete dentro una noce di burro. A fuoco moderato versate una patata già tagliata finemente e usando una spatola cominciate a schiacciare ai lati, cercando di dare al composto una forma rotonda. Aiutandovi con un'altra spatola, cuocete da ambo i lati, aggiungendo ogni tanto delle altre noci di burro, salando e pepando. Questo procedimento è lento, ma sempre dovete continuare a voltare il rösti, dando la giusta forma. Appena è compatto e dorato uniformemente tiratela fuori, poiché è pronto. Servite con l'ottima insalata, in questo caso, come la propongo io, ma i rösti vanno bene anche come accompagnamento di un secondo piatto.
Bon appetit – e qui in francese ci sta a pennello.

Con questa ricetta partecipo al Contest: Un viaggio nel piatto


giovedì 12 luglio 2012

Farfalle delicate


Una ricetta dalla delicatezza impareggiabile, dalla gustosità sopraffina, velocissima da realizzare e buonissima per qualsiasi occasione, dalla cena con ospiti al rapido pranzo a due dell'ultimo momento. In famiglia ne vanno matti, la vorrebbero ogni giorno: io ve la propongo oggi.  

(Per quattro persone)
- 400 gr di farfalle
- 15/20 fiori di zucchina
- 1 patata media
- 2 zucchine
- 1 cipollotto
- 200 ml di panna da cucina
- 1 cucchiaino di dado granulare vegetale
- olio extravergine d'oliva q.b.
- pepe q.b.

Procedimento.
Cuocete le farfalle in acqua salata. Nel frattempo, in una padella antiaderente versate olio d'oliva abbastanza per soffriggere il cipollotto, le patate e le zucchine tagliate davvero molto finemente (devono essere quasi trasparenti), i fiori di zucchina a pezzettoni, per circa dieci minuti, aggiungendo poi il cucchiaino di brodo vegetale e spolverando di pepe. Versate la panna e mescolate, facendo mantecare per circa due minuti. Condite con questa delicatissima salsa le vostre farfalle e servitele calde (consiglio: se volete, spolverizzate con una manciata di Grana Padano). Bon appetit!

Con questa ricetta partecipo al Contest: Fiori di zucca e zucchina



mercoledì 11 luglio 2012

Fior fior di crocchette


Non chiamatele solo crocchette. Da fan sfegatata dei fiori di zucchina quale sono, vi propongo anche quest'altra ricetta davvero sfiziosa, che io preparo ogni estate e non manco mai di stupire i miei ospiti, anche i più piccini e capricciosi, come i miei nipoti. Il loro colore – un arancione tendente al dorato ed un verde che quasi non ci si aspetta di trovare – attira la vista, il gusto prelibato e particolare pizzica l'appetito. Ecco gli ingredienti.

(Per 30 crocchette medie)
- 400 gr di patate
- 15 fiori di zucchina
- 150 gr di fagiolini verdi
- 1 mozzarella
- 50 gr di scamorza bianca
- sale e pepe q.b.
- olio per fritture q.b.
- pangrattato q.b.
- 1 uovo
- semi di sesamo q.b.
- manciata di Grana Padano
- 2 fette di pane bianco
Procedimento.
Lessate separatamente le patate ed i fagiolini, poi fateli raffreddare. Lavate i fiori di zucchina e togliete il gambo e lo stilo. Tagliate a piccoli pezzi solo i petali. In una ciotola schiacciate bene le patate, inserite i fagiolini ed i petali tagliuzzati, la mozzarella e la scamorza tagliate finemente, le fette di pane bianco sbriciolate, la manciata abbondante di grana, salate, pepate. Versate l'uovo. Mescolate bene il tutto. Coprite con della pellicola e ponete in frigorifero per almeno un'ora. Quando l'impasto è ben freddo (mi raccomando, deve essere ben freddo per evitare disastri sulla padella) in un piattino mettete del pangrattato con una manciata di semi di sesamo. Con l'impasto formate una pallina, cospargetela con il pangrattato ed il sesamo delicatamente, schiacciatela un po'. In una padella con olio ben caldo friggete le vostre crocchette. Servitele calde o fredde. Bon appetit!

Con questa ricetta partecipo al Contest: Fiori di zucca e zucchina


martedì 10 luglio 2012

Caponata secondo me


Questo è uno dei miei tormentoni estivi. Come potrei non proporlo sul mio blog appena nato? Questo piatto lo faccio spesso in questa stagione, dato che il mio orto fertile abbonda di alcuni degli ingredienti di questa speciale caponata preparata secondo i miei gusti e la mia fantasia.

(Per sei persone)
- 3 melanzane medie
- 1 patata grande
- 1 pomodoro maturo
- 2 zucchine piccole
- 10 fiori di zucchina
- 1 cipolla bianca grossa
- 1 cucchiaio di concentrato
- 1 costa di sedano
- 5 foglie di basilico
- olio extravergine d'oliva q.b.
- sale e pepe q.b.
- ¼ di bicchiere di aceto di mele
- 1 cucchiaio colmo di zucchero

Procedimento.
Tagliate a listarelle le melanzane, mettetele in una ciotola, cospargetele di sale e sul recipiente ponete un piatto pesante. Tenetele così per una mezz'ora. Nel frattempo tagliate la cipolla a fette, le zucchine e la patata a cubetti (quelli della patata fateli piccolissimi), il pomodoro, il sedano e i fiori di zucchina a pezzi. Tritate il basilico. Prendete una padella grande od un wok. Versate abbondante olio d'oliva. Soffriggete per prima la cipolla, poi i pomodori e le patate. Aggiungete il cucchiaio di concentrato di pomodoro. Continuate mescolando. Aggiungete le zucchine, il sedano, il basilico, le melanzane ben spremute. A metà cottura inserite anche i fiori di zucchina. Salate, pepate e fate cuocere in tutto per una buona mezz'ora. Cinque minuti prima di spegnere i fornelli versate l'aceto, a cui avete mescolate lo zucchero. Fate evaporare. Quando la caponata è pronta, servitela tiepida o fredda, magari accompagnandola con dei crostini di pane. Bon appetit!

Con questa ricetta partecipo al Contest: Fiori di zucca e zucchina



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